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123FormazioneSicurezza · Ambiente · Compliance

Preposto e formazione 2025: Accordo Rep. 78/CSR e novità normative

Guida aggiornata alla figura del preposto, agli obblighi formativi introdotti dall’Accordo Rep. 78/CSR del 17/04/2025 e alle novità sul RENF

1Cosa cambia per il preposto con l’Accordo Rep. 78/CSR del 17/04/2025?

L’Accordo Rep. 78/CSR del 17 aprile 2025, adottato in sede di Conferenza Stato-Regioni, ridisegna in modo organico la formazione obbligatoria del preposto. Le novità principali riguardano: l’introduzione dell’aggiornamento biennale obbligatorio (in sostituzione del precedente quinquennale) con una durata minima di 6 ore; il riconoscimento formale della modalità e-learning per la sola parte teorica, con precise prescrizioni sui sistemi di tracciamento; l’istituzione del RENF (Registro Elettronico Nazionale della Formazione) presso il Ministero del Lavoro, in cui devono confluire i dati di tutti i percorsi formativi erogati ai preposti; il rafforzamento dei contenuti obbligatori del programma, con particolare attenzione alla gestione delle interferenze, alla sorveglianza dei lavoratori autonomi presenti in azienda e alla comunicazione efficace dei rischi. I corsi erogati prima dell’entrata in vigore dell’Accordo rimangono validi, ma i preposti già formati devono avviare il ciclo di aggiornamento biennale entro 12 mesi dalla data di pubblicazione.

2L’aggiornamento biennale del preposto: quanto dura e cosa comprende?

Con l’Accordo Rep. 78/CSR del 17/04/2025, l’aggiornamento della formazione del preposto diventa obbligatorio ogni 2 anni (in precedenza ogni 5 anni) e deve avere una durata minima di 6 ore. Il programma dell’aggiornamento deve comprendere obbligatoriamente: aggiornamenti normativi e giurisprudenziali in materia di sicurezza sul lavoro; tecniche di comunicazione e gestione del team finalizzate alla promozione della cultura della sicurezza; procedure di emergenza e gestione degli infortuni; rischi specifici del settore di riferimento e misure di prevenzione aggiornate; ruolo del preposto nelle attività in appalto e nelle interferenze. L’aggiornamento può essere erogato in parte in modalità e-learning, a condizione che i contenuti pratici e relazionali siano trattati in presenza o con sessioni sincrone. Il mancato aggiornamento biennale espone il datore di lavoro alle sanzioni previste dall’art. 55 del D.Lgs 81/08 per il mancato adempimento degli obblighi formativi.

3Cos’è il RENF (Registro Elettronico Nazionale della Formazione)?

Il RENF — Registro Elettronico Nazionale della Formazione — è la banca dati pubblica istituita con l’Accordo Rep. 78/CSR del 17/04/2025 presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con l’obiettivo di centralizzare e rendere verificabili i dati relativi alla formazione obbligatoria in materia di sicurezza sul lavoro. Nel RENF devono essere registrati i corsi erogati agli RLS, ai preposti, ai dirigenti e agli ASPP/RSPP. I soggetti formatori accreditati (enti bilaterali, fondi interprofessionali, ordini professionali, organismi paritetici e soggetti privati autorizzati) hanno l’obbligo di trasmettere al RENF, entro 30 giorni dal completamento del percorso formativo, i dati anagrafici dei partecipanti, la durata del corso, il programma e il soggetto erogatore. Il RENF consente alle aziende, agli ispettori del lavoro e agli enti previdenziali di verificare in tempo reale la regolarità della formazione dei lavoratori, riducendo il fenomeno dei certificati falsificati e degli attestati non conformi.

4Chi può nominare il preposto e quali requisiti deve avere?

Il preposto è nominato dal datore di lavoro o dal dirigente delegato, preferibilmente scegliendo tra i lavoratori che già esercitano di fatto funzioni di supervisione e coordinamento operativo. Ai sensi dell’art. 19 del D.Lgs 81/08, il preposto è la persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti dei poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende all’attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa. Non è richiesta una qualifica specifica, ma il preposto deve possedere adeguate competenze tecniche nel settore di riferimento e completare il percorso formativo obbligatorio: corso iniziale di 8 ore (di cui almeno 2 ore pratiche) più aggiornamento biennale di 6 ore. L’incarico di preposto deve essere formalizzato per iscritto, anche se la legge non lo impone esplicitamente, per ragioni di chiarezza organizzativa e di tutela in caso di controversie.

5Il preposto può fare il corso in e-learning?

Sì, ma con limitazioni precise introdotte dall’Accordo Rep. 78/CSR del 17/04/2025. Il corso iniziale per preposti (8 ore totali) prevede che almeno 2 ore siano erogate in modalità pratica, obbligatoriamente in presenza: questa quota non può essere sostituita con contenuti digitali. La parte teorica residua (6 ore) può invece essere svolta in e-learning (FAD sincrona o asincrona), a condizione che la piattaforma rispetti i requisiti tecnici dell’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016 e successive integrazioni: tracciamento delle attività dell’utente, test di verifica con soglia minima di superamento, presenza di tutor didattico accessibile, sistema antiplagio per le verifiche. Per l’aggiornamento biennale di 6 ore, la quota in e-learning è consentita ma almeno 2 ore devono svolgersi con modalità interattiva (aula virtuale sincrona o presenza fisica) per i contenuti relazionali e comunicativi. I corsi in e-learning devono essere erogati da soggetti formatori accreditati e i dati devono essere trasmessi al RENF.

6Quali sanzioni rischiano il datore e il preposto se manca la formazione?

La mancata formazione del preposto espone il datore di lavoro alle sanzioni previste dall’art. 55, comma 5, lett. c) del D.Lgs 81/08: arresto da due a quattro mesi oppure ammenda da 1.474,21 a 6.388,23 euro. Se la violazione è contestata in occasione di un infortunio o di un’ispezione, il datore può incorrere anche in responsabilità penale per omicidio colposo o lesioni personali colpose aggravate dalla violazione delle norme antinfortunistiche (artt. 589 e 590 c.p.), con pene significativamente più elevate. Il preposto che non rispetta i propri obblighi di sorveglianza (art. 19 D.Lgs 81/08) è soggetto a sanzioni dirette: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 491,40 a 1.474,21 euro. In caso di infortunio causalmente riconducibile all’omessa vigilanza del preposto, questi risponde penalmente in concorso con il datore di lavoro. Le sanzioni sono raddoppiate se la violazione riguarda lavoratori minori o lavoratrici in stato di gravidanza.

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