FAQ Ergonomia e Posture sul Lavoro — Prevenzione dei Disturbi Muscolo-Scheletrici
Guida all’ergonomia nei luoghi di lavoro: movimentazione manuale dei carichi, posture incongrue, movimenti ripetitivi degli arti superiori, uso dei videoterminali e principali metodi e indici di valutazione del rischio muscolo-scheletrico
1Cosa si intende per ergonomia sul lavoro?
L’ergonomia è la disciplina che studia l’adattamento del lavoro, delle attrezzature e dell’ambiente alle caratteristiche e ai limiti dell’essere umano, con l’obiettivo di ridurre lo sforzo, prevenire i disturbi e migliorare il benessere e l’efficienza. Nei luoghi di lavoro l’approccio ergonomico è richiamato dal D.Lgs 81/08, che impone di progettare e organizzare il lavoro tenendo conto dei principi ergonomici, in particolare per quanto riguarda la concezione dei posti di lavoro, la scelta delle attrezzature e la definizione dei metodi di lavoro, anche per attenuare il lavoro monotono e ripetitivo.
2Quali sono i principali rischi ergonomici da valutare?
I principali rischi ergonomici riguardano il sistema muscolo-scheletrico e comprendono la movimentazione manuale dei carichi, intesa come sollevamento, trasporto, spinta e traino di pesi, i movimenti ripetitivi degli arti superiori, le posture incongrue o mantenute a lungo e i rischi connessi all’uso dei videoterminali. Questi fattori, soprattutto se combinati e protratti nel tempo, possono determinare disturbi e patologie a carico della colonna vertebrale, delle spalle, degli arti superiori e inferiori. La valutazione di tali rischi è parte integrante della valutazione dei rischi prevista dal D.Lgs 81/08.
3Come si valuta il rischio da movimentazione manuale dei carichi?
La valutazione del rischio da movimentazione manuale dei carichi è disciplinata dal Titolo VI del D.Lgs 81/08, che rinvia alle norme tecniche e alle linee guida applicabili. Per le azioni di sollevamento e trasporto è ampiamente utilizzato il metodo basato sull’indice di sollevamento, derivato dall’equazione NIOSH, che confronta il peso effettivamente movimentato con un peso limite raccomandato calcolato a partire da una serie di fattori, quali altezza e distanza del carico, frequenza e durata delle azioni. Per le azioni di spinta e traino si fa riferimento ad apposite tabelle e metodi. L’esito orienta le misure di prevenzione da adottare.
4Come si valutano i movimenti ripetitivi degli arti superiori?
Per la valutazione del rischio da movimenti ripetitivi degli arti superiori è comunemente utilizzato il metodo OCRA, che analizza i compiti lavorativi ripetitivi considerando fattori quali la frequenza delle azioni tecniche, la forza impiegata, le posture e i movimenti articolari, la presenza di periodi di recupero e altri fattori complementari. Il risultato è espresso attraverso un indice di esposizione che consente di classificare il rischio in fasce e di confrontarlo con valori di riferimento. Esistono inoltre metodi di analisi posturale, come RULA e REBA, impiegati per valutare il carico posturale di specifiche attività.
5Quali misure si possono adottare per ridurre il rischio ergonomico?
Le misure di prevenzione del rischio ergonomico seguono la logica di privilegiare gli interventi alla fonte. Tra le soluzioni possibili rientrano l’eliminazione o la riduzione della movimentazione manuale mediante l’uso di ausili e mezzi meccanici, la riprogettazione delle postazioni e dei cicli di lavoro per limitare posture incongrue e movimenti ripetitivi, l’introduzione di pause e rotazioni tra mansioni diverse, la regolazione di altezze e distanze dei piani di lavoro e la corretta organizzazione delle postazioni con videoterminale. A queste misure tecniche e organizzative si affiancano l’informazione e la formazione dei lavoratori e, ove prevista, la sorveglianza sanitaria.
6L’ergonomia riguarda anche chi lavora al videoterminale?
Sì. L’uso prolungato del videoterminale comporta rischi ergonomici legati alle posture mantenute, alla ripetitività dei movimenti e all’affaticamento visivo, disciplinati dal Titolo VII del D.Lgs 81/08. Per ridurre tali rischi è importante organizzare la postazione in modo ergonomico, con sedia regolabile, schermo posizionato in modo da evitare riflessi, tastiera e mouse collocati per consentire una postura naturale degli arti superiori e illuminazione adeguata. Sono inoltre previste pause o cambiamenti di attività per chi utilizza il videoterminale in modo sistematico, finalizzati a prevenire disturbi muscolo-scheletrici e affaticamento visivo.
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