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FAQ Sicurezza Lavoratori Autonomi e Partite IVA

Obblighi di sicurezza per lavoratori autonomi, freelance, partite IVA e artigiani: art. 21 D.Lgs 81/08 e responsabilità in appalto.

1Il D.Lgs 81/08 si applica ai lavoratori autonomi?

Sì, ma con modalità differenziate rispetto ai lavoratori dipendenti. L’art. 21 del D.Lgs 81/08 stabilisce che i lavoratori autonomi — intesi come coloro che svolgono attività lavorativa in proprio senza vincolo di subordinazione — hanno alcune facoltà (non obblighi generali) e obblighi specifici quando operano nei luoghi di lavoro altrui o nei cantieri. In particolare, il lavoratore autonomo è obbligato a utilizzare attrezzature di lavoro conformi al Titolo III del D.Lgs 81/08, a munirsi dei dispositivi di protezione individuale (DPI) adeguati ai rischi della propria attività, e a munirsi di apposita tessera di riconoscimento nei cantieri edili soggetti al Titolo IV. Pur non essendo soggetto all’obbligo di redazione del DVR (riservato ai datori di lavoro con almeno un dipendente), il lavoratore autonomo resta pienamente esposto alle responsabilità civili e penali in caso di infortuni causati dalla propria attività.

2Quali DPI deve avere un lavoratore autonomo?

L’art. 21 co. 1 lett. b) del D.Lgs 81/08 obbliga espressamente il lavoratore autonomo a munirsi dei dispositivi di protezione individuale (DPI) adeguati ai rischi connessi alle lavorazioni che svolge, anche quando opera in autonomia e non alle dipendenze di un datore di lavoro. La scelta dei DPI deve basarsi sull’analisi dei rischi propri dell’attività: elmetti e imbracature anticaduta per chi lavora in quota, maschere filtranti e guanti per chi maneggia sostanze chimiche, cuffie antirumore per attività rumorose, scarpe antinfortunistiche nelle lavorazioni manuali. I DPI devono essere conformi alla marcatura CE e al Regolamento UE 2016/425, che suddivide i dispositivi in tre categorie di rischio crescente. Il lavoratore autonomo che opera in un cantiere è soggetto anche alle disposizioni del piano di sicurezza (PSC/POS) elaborate dal committente e dal coordinatore per la sicurezza, che possono imporre DPI specifici per le lavorazioni interferenti.

3Un artigiano autonomo deve fare il corso di sicurezza?

L’obbligo formativo per i lavoratori autonomi non è identico a quello previsto per i lavoratori dipendenti dall’Accordo Stato-Regioni 21/12/2011, ma esiste comunque una serie di obblighi di addestramento che discendono dalla natura delle attrezzature e dei rischi gestiti. In particolare, l’art. 73 del D.Lgs 81/08 impone che chiunque utilizzi attrezzature di lavoro (inclusi il titolare e i collaboratori di un’impresa artigiana autonoma) sia adeguatamente informato e addestrato all’uso delle stesse. Per le attrezzature che richiedono abilitazione specifica ai sensi dell’Accordo Stato-Regioni 22/02/2012 — gru, carrelli elevatori, piattaforme aeree, escavatori, pompe per calcestruzzo — l’obbligo riguarda anche il lavoratore autonomo che le utilizza. Nei cantieri, il CSE può imporre all’artigiano autonomo il rispetto del PSC e la frequenza di specifici corsi o briefing di sicurezza prima dell’accesso al cantiere.

4Cosa succede se un lavoratore autonomo subappalta a un’altra impresa?

Il lavoratore autonomo che affida una parte dei lavori a un’impresa o a un altro soggetto cessa di essere qualificato come "autonomo" per quella specifica commessa e assume la veste di appaltatore nei confronti del subappaltatore, con tutti gli obblighi che ne derivano ai sensi degli artt. 26 e 90 del D.Lgs 81/08. In concreto, deve: verificare l’idoneità tecnico-professionale del subappaltatore (art. 26 co. 1); promuovere la cooperazione e il coordinamento per l’eliminazione delle interferenze (art. 26 co. 2-3); redigere o partecipare alla redazione del DUVRI se il subappalto avviene nell’ambito di un contratto d’appalto con un committente terzo. Nei cantieri edili soggetti al Titolo IV, il subappalto deve essere autorizzato dal committente e comunicato al coordinatore per la sicurezza, che aggiorna il PSC con le nuove imprese presenti. Il mancato rispetto di questi obblighi espone il lavoratore autonomo che subappalta alle sanzioni amministrative e penali previste dagli artt. 55 e ss. del D.Lgs 81/08.

5Il DUVRI si applica anche quando si incarica un lavoratore autonomo?

Sì. L’art. 26 co. 3 del D.Lgs 81/08 stabilisce che il datore di lavoro committente è obbligato a elaborare il Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza (DUVRI) ogni volta che affida lavori, servizi o forniture a imprese appaltatrici o a lavoratori autonomi all’interno della propria azienda o unità produttiva. Il DUVRI è quindi necessario anche nel caso in cui il committente sia un’azienda e il soggetto incaricato sia un singolo lavoratore autonomo (libero professionista, artigiano, consulente in loco). Il documento deve individuare le interferenze tra le attività del committente e quelle dell’autonomo, le misure di prevenzione adottate e i relativi costi della sicurezza (non soggetti a ribasso d’asta). Il DUVRI non è invece richiesto per lavori intellettuali senza presenza fisica nei locali del committente, per forniture di materiali o per attività di durata inferiore ai due giorni non comportanti rischi gravi, come precisato dalla circolare del Ministero del Lavoro n. 24/2007.

6Un freelance che lavora da casa deve fare la valutazione dei rischi?

Il D.Lgs 81/08 non impone al lavoratore autonomo che svolge attività intellettuale (es. grafico, consulente, programmatore) interamente presso la propria abitazione l’obbligo di redigere un DVR, poiché tale obbligo compete esclusivamente ai datori di lavoro che hanno alle proprie dipendenze almeno un lavoratore subordinato. Il lavoratore autonomo senza dipendenti non ha un "datore di lavoro" né un "luogo di lavoro" nel senso tecnico dell’art. 2 del D.Lgs 81/08, e quindi rimane al di fuori dell’ambito soggettivo di applicazione del titolo relativo alla valutazione dei rischi. Tuttavia, se il freelance svolge attività a rischio (es. fotografo con uso di attrezzature, artigiano che lavora in proprio in un laboratorio) deve comunque rispettare le norme specifiche applicabili alle attrezzature e alle sostanze utilizzate, nonché le disposizioni di sicurezza impostegli dai committenti nei cui locali opera. In caso di infortunio, l’INAIL verifica le circostanze e la sussistenza della copertura assicurativa, indipendentemente dall’obbligo di DVR.

7L’INAIL copre i lavoratori autonomi in caso di infortunio?

La copertura INAIL per i lavoratori autonomi è obbligatoria per alcune categorie e facoltativa per altre. Sono obbligatoriamente assicurati all’INAIL, tra gli altri: gli artigiani titolari d’impresa (D.P.R. 1124/1965 e art. 4 del Testo Unico), i soci di società artigiane, i coltivatori diretti e mezzadri, i pescatori autonomi, i lavoratori parasubordinati con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.), e i lavoratori autonomi occasionali (in alcuni casi tramite l’istituto della collaborazione). I liberi professionisti iscritti agli ordini professionali con cassa previdenziale propria (avvocati, medici, ingegneri) non sono generalmente soggetti all’obbligo INAIL ma possono aderire a polizze facoltative o alle casse di categoria. Il lavoratore autonomo privo di copertura INAIL o di polizza privata in caso di infortunio sul lavoro deve sostenere in proprio le spese mediche e non percepisce indennità di inabilità temporanea o rendita per inabilità permanente, con rilevanti conseguenze economiche.

8Quali sono le sanzioni per un lavoratore autonomo che non rispetta le regole di sicurezza in cantiere?

Il D.Lgs 81/08 prevede specifiche sanzioni per i lavoratori autonomi che violano gli obblighi dell’art. 21. In particolare, l’art. 60 del D.Lgs 81/08 stabilisce l’arresto fino a un mese o l’ammenda da 274,38 a 1.096,81 euro per il lavoratore autonomo che non utilizza le attrezzature conformi o non si munisce dei DPI previsti. Nei cantieri edili, la mancata esposizione della tessera di riconoscimento (art. 21 co. 1 lett. c)) comporta una sanzione amministrativa pecuniaria di 55 euro. Oltre alle sanzioni dirette, il lavoratore autonomo che causa un infortunio per inosservanza delle norme di sicurezza risponde civilmente e penalmente: l’art. 590 c.p. (lesioni colpose) e l’art. 589 c.p. (omicidio colposo) trovano applicazione anche nei confronti di chi non riveste la qualifica di datore di lavoro, purché l’evento sia causalmente riconducibile alla condotta colposa dell’autonomo. Il committente, a sua volta, può essere chiamato a rispondere in solido qualora non abbia verificato la conformità dell’autonomo alle disposizioni di sicurezza.

9Il lavoratore autonomo in appalto ha obblighi formativi di sicurezza?

Sì. L’art. 21 del D.Lgs 81/08 stabilisce che i lavoratori autonomi — artigiani, liberi professionisti, lavoratori con partita IVA senza dipendenti — che operano nell’ambito di un’organizzazione altrui (cantiere, azienda committente) devono: utilizzare attrezzature di lavoro conformi al Titolo III e DPI adeguati ai rischi dell’attività, acquistati e mantenuti a proprie spese; ricevere dall’azienda committente o dal coordinatore per l’esecuzione dei lavori (nel caso di cantieri) le informazioni sui rischi specifici dell’ambiente in cui opereranno (art. 26 co. 1 lett. b D.Lgs 81/08); cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione. Il lavoratore autonomo non è destinatario degli stessi obblighi formativi previsti per i lavoratori dipendenti dall’art. 37, ma la sua responsabilità civile e penale per danni a sé o a terzi derivanti dall’inosservanza delle norme di sicurezza è piena. Nei cantieri temporanei e mobili (Titolo IV) il lavoratore autonomo è equiparato a tutti gli effetti all’impresa esecutrice per quanto riguarda l’obbligo di possedere la patente a crediti.

10Un artigiano autonomo che lavora in cantiere deve obbligatoriamente avere la patente a crediti e i relativi corsi?

Sì. L’art. 27 del D.Lgs 81/08 e il D.M. 132/2024 estendono l’obbligo della patente a crediti anche ai lavoratori autonomi (compresi gli artigiani con partita IVA) che operano nei cantieri temporanei o mobili, non solo alle imprese. Per ottenere e mantenere la patente a crediti, il lavoratore autonomo deve soddisfare requisiti che includono: l’iscrizione alla Camera di Commercio, l’assolvimento degli obblighi formativi previsti dalla normativa vigente (in particolare il corso di sicurezza per il settore edile, che per gli autonomi in cantiere è di fatto un requisito funzionale all’ottenimento della patente), la regolarità contributiva e fiscale. Ne consegue che, anche se l’art. 21 del D.Lgs 81/08 qualifica come facoltativa la formazione per i lavoratori autonomi in generale, per coloro che operano in cantiere la formazione diventa di fatto obbligatoria come condizione per acquisire e mantenere la patente a crediti al di sopra della soglia minima di 15 punti.

11Il lavoratore autonomo è obbligato alla sorveglianza sanitaria?

Di norma no: la sorveglianza sanitaria ex art. 41 D.Lgs 81/08 è un obbligo del datore di lavoro per i propri dipendenti, non del lavoratore autonomo per sé stesso. Tuttavia l’art. 21 c. 2 D.Lgs 81/08 consente al lavoratore autonomo di beneficiare della sorveglianza sanitaria e della formazione su base volontaria, partecipando ai relativi costi. In alcuni contratti collettivi o accordi di categoria la sorveglianza sanitaria è comunque prevista come requisito di accesso a determinati cantieri o siti produttivi.

12Un artigiano autonomo deve fare il corso RSPP datore di lavoro?

Il corso RSPP datore di lavoro ex art. 34 del D.Lgs 81/08 è obbligatorio solo per i datori di lavoro che hanno alle proprie dipendenze almeno un lavoratore. L'artigiano senza dipendenti non rientra nella definizione di datore di lavoro ai sensi dell'art. 2 del D.Lgs 81/08 e pertanto non è tenuto ad effettuare tale corso. Gli obblighi applicabili al lavoratore autonomo sono quelli previsti dall'art. 21, che riguardano principalmente l'uso di attrezzature idonee, l'adozione di DPI adeguati e l'osservanza delle norme di sicurezza nei luoghi in cui si trova ad operare.

13Il lavoratore autonomo deve redigere il DVR?

No. Il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) è obbligatorio solo per i datori di lavoro che hanno alle proprie dipendenze almeno un lavoratore (art. 17 D.Lgs 81/08). Il lavoratore autonomo senza dipendenti non è tenuto a redigere il DVR. Se però assume anche un solo dipendente, collaboratore parasubordinato o lavoratore somministrato, diventa datore di lavoro a tutti gli effetti e scattano tutti gli obblighi prevenzionistici, inclusi DVR, nomina RSPP, formazione e sorveglianza sanitaria.

14I geometri e i professionisti tecnici devono fare la formazione D.Lgs 81/08?

I lavoratori autonomi — inclusi geometri, ingegneri e architetti — non sono soggetti all’obbligo formativo dell’art. 37 D.Lgs 81/08, che riguarda i lavoratori subordinati. Tuttavia, chi opera in cantiere (Titolo IV) deve rispettare l’art. 21 c.2: utilizza attrezzature conformi, idonei DPI e partecipa a corsi specifici. Dal 2024 il D.L. 19/2024 (conv. L. 56/2024) impone la patente a crediti (min. 15 crediti) a imprese e lavoratori autonomi operanti nei cantieri edili, con requisiti che includono la formazione sicurezza.

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