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FAQ Datore di Lavoro RSPP — Domande Frequenti

Tutto sul datore di lavoro che svolge direttamente i compiti di RSPP: requisiti, durata del corso (16/32/48 ore), limiti dimensionali e aggiornamento ai sensi del D.Lgs 81/08 e dell’Accordo Stato-Regioni 21/12/2011

1Quando il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti di RSPP?

L’art. 34 del D.Lgs 81/08 consente al datore di lavoro di svolgere direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione (autonomina come RSPP) nei casi previsti dall’allegato II: aziende artigiane e industriali fino a 30 lavoratori, aziende agricole e zootecniche fino a 30 lavoratori, aziende della pesca fino a 20 lavoratori e altre aziende fino a 200 lavoratori. Oltre tali soglie deve nominare un RSPP esterno o interno con i requisiti dell’art. 32.

2Quanto dura il corso per il datore di lavoro RSPP?

La durata è stabilita dall’Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011 in funzione del livello di rischio dell’azienda secondo il codice ATECO: 16 ore per le aziende a rischio basso, 32 ore per le aziende a rischio medio e 48 ore per le aziende a rischio alto. Il corso è articolato in moduli normativo, gestionale, tecnico e relazionale.

3Come si individua il livello di rischio per il corso del datore RSPP?

Il livello di rischio (basso, medio o alto) è determinato dal settore di appartenenza dell’azienda secondo il codice ATECO, in base alla classificazione richiamata dall’Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011. Lo stesso criterio utilizzato per la formazione specifica dei lavoratori vale anche per individuare la durata del corso del datore di lavoro che intende svolgere l’incarico di RSPP (16, 32 o 48 ore).

4Ogni quanto si aggiorna il datore di lavoro RSPP?

L’aggiornamento è obbligatorio con cadenza quinquennale e ha una durata che varia in base al livello di rischio dell’azienda: 6 ore per il rischio basso, 10 ore per il rischio medio e 14 ore per il rischio alto. L’aggiornamento deve essere completato entro 5 anni dalla data dell’attestato del corso o dell’ultimo aggiornamento.

5Il datore di lavoro RSPP può continuare se l’azienda supera i limiti dimensionali?

No. Se l’azienda supera le soglie previste dall’allegato II del D.Lgs 81/08 (ad esempio superando i 30 o i 200 lavoratori a seconda del settore) o cambia tipologia di attività, viene meno la possibilità per il datore di lavoro di svolgere direttamente i compiti di RSPP. In tal caso deve nominare un RSPP, interno o esterno, in possesso dei requisiti formativi e professionali previsti dall’art. 32.

6Il corso del datore di lavoro RSPP sostituisce la formazione di lavoratore?

No. Il corso da RSPP (16, 32 o 48 ore) abilita il datore di lavoro a svolgere i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione, ma non sostituisce gli altri obblighi formativi eventualmente a suo carico in qualità di lavoratore, preposto o dirigente, né le formazioni specifiche legate alle attrezzature o ai rischi particolari. Si tratta di percorsi distinti che rispondono a finalità diverse.

7Il datore di lavoro RSPP può frequentare il corso di aggiornamento in e-learning?

Sì, secondo l’Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011 e i successivi chiarimenti applicativi, il corso di aggiornamento per il datore di lavoro che svolge il ruolo di RSPP (6 ore ogni 5 anni) può essere erogato anche in modalità e-learning (FAD asincrona), purché la piattaforma rispetti i requisiti tecnici e didattici previsti dall’Accordo: sistema LMS con tracciamento degli accessi e dei tempi di fruizione, verifica finale di apprendimento, materiali aggiornati. La modalità e-learning è particolarmente indicata per i datori di lavoro di piccole e medie imprese a rischio basso, che possono fruire del corso con flessibilità di orario. Per le aziende a rischio alto, alcune Regioni possono richiedere che parte dell’aggiornamento avvenga con modalità interattive (videoconferenza sincrona o in aula). Al termine del percorso il datore deve ricevere un attestato di aggiornamento con indicazione del numero di ore, del soggetto formatore accreditato e della data, da conservare e — a partire dal 2025 — da registrare nel RENF.

8Un'azienda con 1-10 dipendenti è obbligata a nominare un RSPP?

Sì. L'art. 17, comma 1, lett. b) del D.Lgs 81/08 prevede che la designazione del RSPP sia un obbligo non delegabile del datore di lavoro, indipendentemente dal numero di dipendenti. Anche un'azienda con un solo lavoratore deve avere un RSPP. La differenza rispetto alle imprese più grandi è che il datore di lavoro, nelle micro-imprese rientranti nei casi dell'allegato II al D.Lgs 81/08 (es. artigiane e industriali fino a 30 dipendenti), può svolgere personalmente i compiti di RSPP previa frequenza di un corso specifico ai sensi dell'art. 34.

9Quali sono le sanzioni per la mancata designazione dell'RSPP anche in una piccola impresa?

La mancata designazione del RSPP è una violazione dell'art. 17, comma 1, lett. b) del D.Lgs 81/08 e costituisce un obbligo non delegabile del datore di lavoro. La sanzione è prevista dall'art. 55 del D.Lgs 81/08 con arresto o ammenda. Non esistono deroghe basate sulle dimensioni aziendali: anche l'imprenditore con un solo dipendente deve designare un RSPP o svolgere personalmente tali compiti dopo aver completato il percorso formativo previsto dall'art. 34 e dall'Accordo Stato-Regioni 21/12/2011.

10Un’azienda agricola stagionale con meno di 10 dipendenti deve nominare l’RSPP?

Sì. L’obbligo di istituire il Servizio di Prevenzione e Protezione e di nominare un RSPP (art. 17, comma 1, lett. b), del D.Lgs 81/08) riguarda tutti i datori di lavoro, indipendentemente dalla dimensione aziendale, dal carattere stagionale e dal numero di lavoratori occupati. Il datore di lavoro può svolgere personalmente le funzioni di RSPP (art. 34 D.Lgs 81/08) nelle aziende agricole di qualsiasi dimensione, a condizione di aver completato il percorso formativo previsto per il settore a rischio alto: modulo A (28 ore) e modulo B specifico per l’agricoltura (20 ore), per un totale di 48 ore (Accordo Stato-Regioni 21/12/2011). L’autocandidatura come RSPP non esonera dalla redazione del DVR né dagli altri obblighi previsti dalla legge.

11Il titolare di un’impresa individuale artigiana deve fare la formazione sicurezza?

Dipende dalla presenza di dipendenti. Il titolare con almeno un lavoratore è datore di lavoro ai sensi dell’art. 2, comma 1, lett. b) del D.Lgs 81/08 e deve garantire la formazione ai dipendenti (art. 37), redigere il DVR (artt. 17 e 28) e, se sceglie di ricoprire il ruolo di RSPP (art. 34), completare il percorso formativo commisurato al macrosettore ATECO (da 28 a 48 ore totali). Il titolare senza dipendenti che opera come lavoratore autonomo ricade nell’art. 21 del D.Lgs 81/08: non è obbligato alla formazione, ma ha la facoltà di fruirne. In entrambi i casi, se il titolare lavora in appalto, il committente può richiedere la documentazione formativa come requisito di idoneità tecnico-professionale ai sensi dell’art. 26 D.Lgs 81/08.

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