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123FormazioneSicurezza · Ambiente · Compliance

Videoterminali (VDT) e lavoro al computer: domande frequenti

Risposte alle domande più frequenti sul Titolo VII del D.Lgs 81/08 riguardante i lavoratori addetti a videoterminali e postazioni informatizzate.

1Chi è considerato "addetto VDT" ai sensi del D.Lgs 81/08?

Ai sensi dell’art. 173, comma 1, lett. c) del D.Lgs 81/08, è considerato "lavoratore addetto ai videoterminali" il lavoratore che utilizza un’attrezzatura munita di videoterminali in modo sistematico o abituale per almeno 20 ore settimanali, dedotte le interruzioni previste dall’art. 175. Questo significa che le pause obbligatorie di 15 minuti ogni 120 minuti di lavoro continuativo non rientrano nel computo delle 20 ore. Il calcolo delle 20 ore è riferito alla settimana lavorativa standard: anche se in alcuni periodi il lavoratore supera tale soglia e in altri la rimane al di sotto, va valutata la situazione ordinaria e ricorrente. Rientrano nella definizione di videoterminale (art. 173, co. 1, lett. a) gli schermi alfanumerici e grafici, indipendentemente dal tipo di procedimento utilizzato per visualizzare le informazioni. Sono esclusi esplicitamente dalla disciplina del Titolo VII: i posti di guida di veicoli o macchine, i sistemi informatici a bordo di mezzi di trasporto, le attrezzature informatiche destinate in modo principale al pubblico (es. bancomat, totem informativo), i sistemi portatili non utilizzati in modo prolungato in postazione fissa, le macchine calcolatrici, i sistemi di acquisizione dati (art. 173, co. 2 D.Lgs 81/08).

2Il lavoratore VDT ha diritto a pause obbligatorie?

Sì, l’art. 175 del D.Lgs 81/08 stabilisce che il lavoratore addetto ai videoterminali ha diritto a un’interruzione della sua attività mediante pause o cambiamento di attività ogni 120 minuti di applicazione continuativa al videoterminale. La pausa deve avere una durata di almeno 15 minuti consecutivi e deve essere considerata a tutti gli effetti orario di lavoro retribuito: non può quindi essere recuperata a fine turno né detratta dalla retribuzione. L’Allegato XXXIV del D.Lgs 81/08 specifica che le pause devono essere effettive, ossia devono comportare un cambio di attività e, ove possibile, un cambiamento della postura corporea. La contrattazione collettiva può prevedere una diversa articolazione delle pause (es. due pause da 10 minuti nell’arco di 120 minuti), purché l’interruzione complessiva dal VDT sia almeno equivalente. Non è ammessa la "compensazione" delle pause con un accorciamento dell’orario di lavoro complessivo. Il datore di lavoro che non garantisce le pause previste dall’art. 175 è soggetto alle sanzioni dell’art. 223 D.Lgs 81/08. Il lavoratore non può rinunciare al diritto alle pause, trattandosi di norma di sicurezza inderogabile.

3La visita oculistica a carico del datore è davvero gratuita?

Sì, ai sensi dell’art. 176, comma 1, del D.Lgs 81/08 i lavoratori addetti ai videoterminali hanno diritto alla sorveglianza sanitaria con particolare riguardo ai rischi per la vista e per gli occhi, per la postura e per l’affaticamento fisico e mentale. La visita è effettuata dal medico competente e il costo è interamente a carico del datore di lavoro, senza alcuna possibilità di rivalsa sul lavoratore. La cadenza delle visite è stabilita dal medico competente nel Piano di Sorveglianza Sanitaria (normalmente biennale per i lavoratori con più di 45 anni, quinquennale per i più giovani, salvo diversa indicazione del MC). Se all’esito della visita oculistica emerge la necessità di dispositivi di correzione visiva (occhiali o lenti) specifici per il lavoro al VDT, l’art. 176, co. 3 prevede che il datore di lavoro fornisca tali dispositivi speciali di correzione senza oneri per il lavoratore, qualora i dispositivi di correzione normali (occhiali da vista comuni) non risultino idonei. La fornitura degli occhiali "da VDT" è quindi soggetta all’accertamento medico che ne attesti la necessità specifica per il lavoro al videoterminale: non è automatica per ogni lavoratore che porta occhiali.

4Smart working e VDT: gli obblighi del Titolo VII si applicano?

Sì, gli obblighi del Titolo VII del D.Lgs 81/08 si applicano anche al lavoro agile (smart working). La L. 81/2017 (disciplina del lavoro agile), all’art. 22, co. 1, dispone esplicitamente che il datore di lavoro garantisce la salute e la sicurezza del lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile e a tal fine consegna al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, con cadenza almeno annuale, un’informativa scritta nella quale sono individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro. Poiché il D.Lgs 81/08 si applica integralmente al lavoro agile per richiamo espresso, il lavoratore che in smart working utilizza un videoterminale per almeno 20 ore settimanali è a pieno titolo un "addetto VDT" con tutti i diritti (pause art. 175, sorveglianza sanitaria art. 176, formazione art. 177) e il datore di lavoro mantiene i corrispondenti obblighi (valutazione dei rischi art. 174, informazione e formazione). La postazione domestica deve rispettare i requisiti dell’Allegato XXXIV, e il datore di lavoro è tenuto a verificarne — almeno mediante autodichiarazione del lavoratore — la conformità.

5Quali requisiti deve avere la postazione VDT?

I requisiti minimi della postazione di lavoro al videoterminale sono elencati nell’Allegato XXXIV del D.Lgs 81/08. Per quanto riguarda lo schermo: la risoluzione deve garantire caratteri ben definiti, senza sfarfallio; la luminanza e il contrasto devono essere regolabili; lo schermo deve essere orientabile e inclinabile e privo di riflessi fastidiosi (posizionamento perpendicolare alle finestre). Il piano di lavoro deve avere una superficie poco riflettente, dimensioni sufficienti a consentire una disposizione flessibile dello schermo, della tastiera e dei documenti, e un’altezza fissa o regolabile tra 70 e 80 cm. Il sedile deve essere stabile, dotato di rotelle (per pavimenti duri), con sedile e schienale regolabili in altezza e inclinazione e con supporto lombare. Il poggiapiedi deve essere messo a disposizione su richiesta del lavoratore, qualora non sia possibile regolare adeguatamente il piano di lavoro. L’illuminazione ambientale deve essere compresa tra 300 e 500 lux per il piano di lavoro, senza abbagliamenti diretti o riflessi sullo schermo. Il livello di rumore dell’attrezzatura non deve disturbare la concentrazione. La temperatura, l’umidità e la ventilazione devono rispettare i valori previsti dal Titolo II del D.Lgs 81/08 per i luoghi di lavoro.

6Cosa deve contenere la valutazione dei rischi VDT?

Ai sensi dell’art. 174 del D.Lgs 81/08, il datore di lavoro effettua la valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza con particolare riguardo ai rischi legati all’utilizzo dei videoterminali. La valutazione deve analizzare le postazioni di lavoro con riferimento ai rischi per la vista e per gli occhi, ai problemi legati alla postura e all’affaticamento fisico e mentale, alle condizioni ergonomiche e di igiene ambientale. Concretamente, il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) deve contenere: identificazione dei lavoratori addetti ai VDT (con indicazione delle ore settimanali di utilizzo); analisi delle postazioni di lavoro rispetto ai requisiti dell’Allegato XXXIV (ergonomia dello schermo, del sedile, del piano di lavoro, dell’illuminazione); durata e frequenza dell’esposizione quotidiana al VDT; valutazione dell’affaticamento visivo (distanza di visione, luminanza, contrasto); valutazione della postura (altezza del piano di lavoro, supporto lombare, posizione delle mani sulla tastiera); analisi dello stress correlato al lavoro con VDT (ritmo imposto dalla macchina, monotonia, isolamento). Il datore di lavoro deve aggiornare la valutazione ogni volta che si modifica significativamente l’organizzazione del lavoro o l’attrezzatura utilizzata (art. 29, co. 3 D.Lgs 81/08).

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