Vai al contenuto principaleVai al contenuto principale
Vuoi diventare Ambassador?CLICCA QUI

FAQ Sicurezza nel Commercio — Settore G ATECO

Domande frequenti sulla sicurezza sul lavoro nel commercio al dettaglio e all'ingrosso, grande distribuzione e rischio rapina, ai sensi del D.Lgs 81/08

1Come si valuta il rischio rapina nel commercio al dettaglio?

Il rischio rapina rientra nel più ampio rischio di violenza di terzi ed è soggetto all'obbligo di valutazione ai sensi dell'art. 28 del D.Lgs 81/08, che impone di considerare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, inclusi quelli di natura psicosociale. La circolare INAIL n. 71/2003 e le successive linee guida sull'aggressione e la violenza sul luogo di lavoro indicano come fattori di rischio specifici del commercio: la gestione di contante in cassa, l'orario di chiusura serale o notturno, la presenza di un solo addetto, la localizzazione in aree a rischio elevato e l'assenza di misure di deterrenza. Le misure organizzative e tecniche da inserire nel DVR comprendono: limitazione del contante in cassa, utilizzo di casseforti a tempo, installazione di sistemi di videosorveglianza e allarme, pulsante di panico, procedure operative per la chiusura in doppio, formazione del personale alle procedure di emergenza e sensibilizzazione a non opporre resistenza in caso di rapina. Il medico competente, ove nominato, deve valutare l'impatto del rischio sullo stress lavoro-correlato (art. 28 comma 1 D.Lgs 81/08 e Accordo Europeo 2004).

2Il commesso di negozio deve avere la formazione sulla sicurezza?

Sì. Il commesso è un lavoratore dipendente a tutti gli effetti e l'obbligo di formazione previsto dall'art. 37 del D.Lgs 81/08 si applica integralmente: nessuna categoria professionale ne è esentata. Il commercio al dettaglio è classificato generalmente a rischio basso (macrosettore ATECO 9 dell'Accordo Stato-Regioni 21/12/2011), quindi la formazione obbligatoria è di 8 ore totali (4 ore di formazione generale + 4 ore di formazione specifica). Entrambi i moduli possono essere erogati in modalità e-learning (FAD asincrona) ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016, con rilascio di attestato di pari validità rispetto al corso in aula. L'aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per una durata di 6 ore. Il datore di lavoro deve garantire che la formazione avvenga prima che il lavoratore sia adibito alla mansione e durante l'orario di lavoro.

3Quale corso di sicurezza devono fare gli addetti alla grande distribuzione organizzata (GDO)?

Gli addetti della grande distribuzione organizzata (ipermercati, supermercati, grandi magazzini) svolgono attività classificata a rischio medio, in ragione della compresenza di rischi fisici (movimentazione di carichi, utilizzo di attrezzature come transpallet e carrelli, scivolamento su pavimenti), chimici (prodotti per la pulizia) e organizzativi (turni, lavoro notturno). La formazione obbligatoria è quindi di 12 ore totali (4 ore di formazione generale + 8 ore di formazione specifica), ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni 21/12/2011. Gli addetti che effettuano movimentazione manuale dei carichi (MMC) devono ricevere la formazione specifica prevista dal Titolo VI del D.Lgs 81/08 (artt. 167-171) sulle corrette tecniche di sollevamento e sull'ergonomia del lavoro. Per i reparti alimentari si aggiunge l'obbligo della formazione HACCP ai sensi del Reg. CE 852/2004. Gli addetti designati come addetti antincendio e primo soccorso devono completare anche i relativi corsi specifici.

4Quando un addetto al supermercato è considerato lavoratore notturno?

Ai sensi del D.Lgs 66/2003 (art. 1), è lavoratore notturno chi svolge normalmente almeno 3 ore di lavoro nel periodo notturno (tra le 24:00 e le 5:00) per un numero di giorni pari ad almeno 80 giorni lavorativi all’anno (o alla soglia inferiore prevista dalla contrattazione collettiva). Per i turni dei supermercati che coprono le ore di apertura serale o le attività di rifornimento notturno, il datore di lavoro deve verificare caso per caso se i singoli lavoratori superano la soglia e, in caso affermativo, attivare la sorveglianza sanitaria.

5Quali obblighi di sorveglianza sanitaria esistono per il lavoratore notturno del supermercato?

L’art. 41, comma 1, del D.Lgs 81/08 e l’art. 14 del D.Lgs 66/2003 impongono la sorveglianza sanitaria preventiva (prima dell’adibizione al turno notturno) e periodica (almeno ogni 2 anni) per tutti i lavoratori notturni. Il medico competente può dichiarare il lavoratore temporaneamente o permanentemente inidoneo al lavoro notturno: in tal caso il datore di lavoro deve adibire il lavoratore al turno diurno, se disponibile, ai sensi dell’art. 15 D.Lgs 66/2003.

6Il DVR del supermercato deve includere una valutazione dei rischi specifici del lavoro notturno?

Sì. L’art. 28 del D.Lgs 81/08 richiede che il DVR valuti tutti i rischi, inclusi quelli connessi allo stress lavoro-correlato e ai turni notturni. Per i supermercati con attività notturna il DVR deve considerare: disturbi del ritmo circadiano, rischio da lavoro isolato, rischio rapina nelle fasce orarie a ridotta presenza di personale, fatica da movimentazione manuale dei carichi durante il rifornimento notturno e rischio psicosociale. Devono essere indicate le misure organizzative e preventive adottate.

Hai altre domande?

Il nostro team di esperti è a tua disposizione per rispondere a qualsiasi dubbio sulla formazione obbligatoria.

Contattaci Ora