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123FormazioneSicurezza · Ambiente · Compliance

FAQ Scaffalature Metalliche e Portapallet — Sicurezza e Obblighi Normativi

Obblighi di sicurezza per scaffalature metalliche e sistemi portapallet in magazzino: norma UNI EN 15635:2009, ispezione periodica, figura del PRSES e responsabilità del datore di lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08

1Le scaffalature metalliche sono attrezzature di lavoro soggette al D.Lgs 81/08?

Sì. Le scaffalature metalliche — inclusi i sistemi portapallet, le scaffalature a mensola, le scaffalature a gravità e i sistemi drive-in — rientrano nella definizione di "attrezzatura di lavoro" ai sensi dell’art. 69, co. 1, lett. a) del D.Lgs 81/08, che include qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto destinato a essere usato durante il lavoro. In quanto tali, sono soggette agli obblighi del Titolo III del D.Lgs 81/08: il datore di lavoro deve provvedere alla scelta di scaffalature adeguate al lavoro da svolgere (art. 71, co. 1), assicurare che vengano sottoposte a idonea manutenzione (art. 71, co. 4), verificarne la corretta installazione (art. 71, co. 2) e formare i lavoratori al loro corretto utilizzo (art. 71, co. 7). Le scaffalature devono essere conformi ai requisiti di sicurezza stabiliti dalle norme tecniche applicabili, in particolare dalla serie EN 15512 (progettazione strutturale dei sistemi portapallet statici) e dalla EN 15635 (utilizzo e manutenzione).

2Cos’è la norma UNI EN 15635:2009 e cosa prescrive per la sicurezza delle scaffalature?

La UNI EN 15635:2009 "Sistemi di stoccaggio statici di acciaio — Utilizzo e manutenzione delle attrezzature di stoccaggio" è la norma tecnica europea di riferimento per la gestione in sicurezza delle scaffalature metalliche nel corso della loro vita utile. La norma prescrive: la designazione di una persona responsabile della sicurezza delle scaffalature (PRSES), l’esecuzione di ispezioni periodiche da parte di personale competente, la classificazione dei danni secondo un sistema a tre colori (verde/ambra/rosso), la tenuta di un registro delle ispezioni e delle azioni correttive, nonché le modalità di calcolo del carico massimo esposto (MLP, Maximum Load Plate) e le procedure per la messa fuori servizio delle scaffalature danneggiate. La norma non è obbligatoria per legge, ma rappresenta lo stato dell’arte tecnico: la sua mancata applicazione è spesso contestata dagli organi di vigilanza come prova dell’inadeguatezza del sistema di gestione della sicurezza in caso di incidente.

3Chi è il PRSES e deve essere obbligatoriamente nominato?

Il PRSES (Person Responsible for Racking and Shelving Equipment Safety, in italiano "Persona Responsabile della Sicurezza delle Scaffalature") è la figura prevista dalla norma UNI EN 15635:2009 con il compito di sovrintendere a tutti gli aspetti relativi alla sicurezza delle scaffalature: pianificazione e supervisione delle ispezioni, gestione dei danni segnalati, tenuta del registro delle ispezioni, coordinamento con il fornitore per le riparazioni e aggiornamento delle procedure aziendali. Sebbene la nomina del PRSES non sia espressamente richiesta da una norma di legge, la sua designazione è fortemente raccomandata dalle linee guida del settore e dalla UNI EN 15635:2009 come misura organizzativa per garantire la gestione strutturata della sicurezza. In caso di infortunio connesso al cedimento di scaffalature, la mancata individuazione di un responsabile con competenze specifiche viene valutata negativamente dalla magistratura e dagli organi di vigilanza come elemento di carenza organizzativa. Nelle grandi aziende il PRSES coincide spesso con il responsabile della logistica o del magazzino, opportunamente formato.

4Con quale frequenza devono essere ispezionate le scaffalature metalliche?

La UNI EN 15635:2009 distingue tre tipi di ispezione, con frequenze diverse. Le ispezioni giornaliere (o ad ogni utilizzo) devono essere eseguite dagli operatori del magazzino, che devono segnalare immediatamente qualsiasi danno visibile al PRSES. Le ispezioni regolari (tipicamente mensili o comunque a intervalli stabiliti in funzione dell’intensità d’uso e del rischio) devono essere condotte dal PRSES o da personale da lui delegato e riguardano la verifica sistematica dello stato di tutti i componenti: montanti, traverse, diagonali, piedini, bulloneria, pavimento di ancoraggio. L’ispezione approfondita (expert inspection) deve essere eseguita almeno una volta l’anno da un ispettore qualificato esterno o da personale interno con competenza tecnica specifica sulla progettazione strutturale delle scaffalature. Le frequenze possono aumentare in ambienti con intensa attività di carrelli elevatori, presenza di vibrazioni, cicli termici estremi o precedenti danneggiamenti significativi. I risultati di ogni ispezione devono essere verbalizzati e conservati nel registro.

5Come funziona il sistema di classificazione danni verde/ambra/rosso e quali azioni comporta?

La UNI EN 15635:2009 introduce un sistema di classificazione dei danni alle scaffalature a tre livelli di gravità, rappresentati cromaticamente per facilitare la comunicazione a tutti i livelli aziendali. Il livello verde (Green) indica danni lievi: deformazioni inferiori alle tolleranze ammesse dal costruttore, graffi superficiali, piccoli urti senza deformazione strutturale. Nessuna azione immediata è richiesta, ma il danno va registrato e monitorato nelle ispezioni successive. Il livello ambra (Amber) indica danni moderati: deformazioni che si avvicinano o superano i limiti di tolleranza, danni ai bulloni di giunzione o ai piedi di base. Il PRSES deve valutare se la scaffalatura può continuare a essere utilizzata con carichi ridotti, richiedere la consulenza del fornitore o del progettista e pianificare la riparazione o la sostituzione del componente in tempi brevi. Il livello rosso (Red) indica danni gravi o situazioni di pericolo imminente: la scaffalatura deve essere immediatamente messa fuori servizio, sgomberata, perimetrata con segnaletica di pericolo e non può essere rimessa in uso fino alla completa riparazione verificata da personale competente.

6Cosa deve contenere il registro delle ispezioni delle scaffalature?

Il registro delle ispezioni delle scaffalature, previsto dalla UNI EN 15635:2009, è il documento che attesta la corretta gestione nel tempo della sicurezza degli impianti di stoccaggio. Deve contenere: i dati identificativi delle scaffalature (fornitore, anno di installazione, caratteristiche tecniche, capacità di carico dichiarate dal costruttore), le date e i risultati di tutte le ispezioni eseguite (giornaliere, regolari e approfondite), l’identificazione dei danni riscontrati con classificazione verde/ambra/rosso e relativa documentazione fotografica, le azioni correttive adottate (riduzione dei carichi, perimetrazione, sostituzione di componenti), i tempi di esecuzione degli interventi e la verifica della loro efficacia, l’identità del PRSES e degli ispettori. Il registro non ha una forma prestabilita dalla legge ma deve essere accessibile agli organi di vigilanza (ASL, INL) in caso di ispezione. La mancanza del registro è considerata un grave elemento di carenza del sistema di gestione della sicurezza.

7Cosa succede se un carrellista danneggia una scaffalatura durante le operazioni di magazzino?

L’urto di un carrello elevatore contro le scaffalature è uno degli eventi più frequenti nelle cause di cedimento strutturale nei magazzini. La procedura corretta prevede che il carrellista segnali immediatamente il danno al PRSES o al suo superiore, anche se il danno sembra superficiale: la responsabilità del lavoratore in caso di mancata segnalazione può configurare una violazione degli obblighi di cui all’art. 20 del D.Lgs 81/08 (obbligo del lavoratore di segnalare le condizioni di pericolo). Il PRSES deve classificare il danno secondo il sistema verde/ambra/rosso, adottare le misure conseguenti (messa fuori servizio se necessario) e registrare l’evento nel registro delle ispezioni. Il datore di lavoro deve poi valutare se la scaffalatura necessita di riparazione da parte del fornitore originale (l’uso di pezzi di ricambio non originali o non omologati può compromettere la capacità portante e non è ammesso dalla EN 15635). Dal punto di vista della responsabilità civile e penale, la responsabilità primaria rimane in capo al datore di lavoro per aver omesso i controlli; il carrellista risponde solo in caso di dolo o colpa grave accertata.

8È obbligatoria la formazione specifica per gli addetti al magazzino che utilizzano scaffalature?

Sì. La formazione degli addetti al magazzino è obbligatoria a più livelli. Ai sensi dell’art. 71, co. 7, del D.Lgs 81/08, i lavoratori che utilizzano attrezzature di lavoro — tra cui le scaffalature — devono ricevere una formazione adeguata e specifica, con particolare riferimento alle condizioni e alle modalità di utilizzo sicuro delle attrezzature. In concreto, gli addetti al magazzino devono essere formati: sulla capacità portante delle scaffalature e sul rispetto dei limiti di carico, sulla corretta disposizione dei carichi (divieto di superare l’altezza massima, obbligo di distribuire il peso uniformemente), sul riconoscimento dei segni di danno e sulla procedura di segnalazione, sul divieto di salire sulle scaffalature come scale improvvisate. Gli operatori di carrelli elevatori devono seguire, oltre al corso specifico per l’utilizzo del carrello (Accordo Stato-Regioni 22/02/2012), anche un addestramento specifico sulle manovre in prossimità delle scaffalature. La formazione deve essere documentata e aggiornata in caso di modifiche delle scaffalature o dei processi di lavoro.

9Cosa si intende per portata massima esposta (MLP) e come viene determinata?

La MLP (Maximum Load Plate, Portata Massima Esposta) è il valore massimo di carico che può essere immagazzinato in ogni campata della scaffalatura, determinato dal progettista strutturale sulla base dei calcoli di resistenza dei profili metallici, delle giunzioni, degli ancoraggi al pavimento e dell’intera geometria del sistema. La MLP deve essere indicata su un’apposita targa (cartellino di carico) affissa in modo ben visibile su ogni campata o gruppo di campate con le medesime caratteristiche. La norma UNI EN 15512 disciplina i criteri di progettazione strutturale dei sistemi portapallet statici, mentre la UNI EN 15635 richiede che la MLP sia sempre aggiornata in caso di modifica della configurazione della scaffalatura (cambio di passo delle traverse, aggiunta o rimozione di livelli). Il superamento della MLP è una violazione degli obblighi del datore di lavoro (art. 71 D.Lgs 81/08) e può comportare il cedimento strutturale con gravi rischi per i lavoratori. Il calcolo della MLP deve essere effettuato o validato dal produttore della scaffalatura o da un ingegnere strutturista abilitato.

10Quali sanzioni sono previste per l’utilizzo di scaffalature danneggiate o non conformi?

L’utilizzo di scaffalature danneggiate, sovraccariche o non conformi agli standard di sicurezza espone il datore di lavoro a sanzioni amministrative e penali ai sensi del D.Lgs 81/08. In particolare, la violazione dell’art. 71, co. 4 (mancata manutenzione delle attrezzature) è punita con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro (art. 87, co. 2, lett. b) D.Lgs 81/08). La violazione degli obblighi di formazione (art. 71, co. 7) è punita con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da 1.315 a 5.699 euro. In caso di infortunio grave o mortale causato dal cedimento di scaffalature, il datore di lavoro (e, per le sue rispettive responsabilità, il dirigente o il preposto) risponde penalmente per omicidio colposo o lesioni colpose con violazione delle norme antinfortunistiche, con pene sensibilmente più gravi. La responsabilità può estendersi all’ente ai sensi del D.Lgs 231/2001 (art. 25-septies) con le sanzioni pecuniarie e interdittive già descritte. Gli organi di vigilanza (ASL/INL) possono emettere prescrizioni con obbligo di messa fuori servizio immediata delle scaffalature ritenute pericolose.

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