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FAQ Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025 sulla Formazione

Le principali novità dell’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 sulla formazione in materia di salute e sicurezza: riordino dei corsi, formazione del datore di lavoro e decorrenze

1Cos’è l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025?

L’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 è l’intesa, prevista dall’art. 37, comma 2, del D.Lgs 81/08 come modificato dal D.L. 146/2021, che riordina in un unico provvedimento la disciplina della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro. L’Accordo sostituisce e raccoglie i precedenti accordi (in particolare quelli del 2011, del 2012 e quello del 7 luglio 2016), con l’obiettivo di razionalizzare durate, contenuti, metodologie e modalità di erogazione dei corsi. La piena operatività è legata alle decorrenze e ai periodi transitori indicati nell’Accordo stesso e nei recepimenti regionali, da verificare nella versione ufficiale.

2Quali sono le principali novità introdotte dall’Accordo?

Tra le novità più rilevanti vi sono il riordino e l’unificazione dei percorsi formativi in un testo unico degli accordi, una più chiara disciplina della formazione e dell’addestramento, la regolamentazione delle modalità in e-learning e in videoconferenza sincrona, la previsione di requisiti per i soggetti formatori e per i docenti, e l’introduzione dell’obbligo formativo specifico per il datore di lavoro. L’Accordo interviene inoltre sulla tracciabilità della formazione e sui contenuti minimi dei diversi corsi. Per il dettaglio dei singoli moduli è necessario fare riferimento al testo dell’Accordo e ai relativi allegati.

3L’Accordo 2025 introduce la formazione obbligatoria del datore di lavoro?

Sì. Il D.L. 146/2021 ha introdotto nell’art. 37 del D.Lgs 81/08 l’obbligo di formazione anche per il datore di lavoro, demandandone la disciplina a uno specifico accordo. L’Accordo del 17 aprile 2025 definisce durata, contenuti e modalità di questo percorso, che si aggiunge agli obblighi formativi già previsti per dirigenti, preposti, lavoratori e RSPP datore di lavoro. Si tratta di una formazione distinta dal corso per datore di lavoro che svolge i compiti di RSPP. Per durata esatta e periodicità dell’aggiornamento si rimanda al testo dell’Accordo.

4Da quando si applicano le nuove regole?

L’Accordo prevede una data di entrata in vigore e periodi transitori che disciplinano il passaggio dal vecchio al nuovo regime. In genere i percorsi formativi già avviati o programmati secondo gli accordi precedenti possono concludersi secondo le regole previgenti, mentre i nuovi corsi devono adeguarsi alle nuove disposizioni a partire dalle decorrenze indicate. Poiché le tempistiche dipendono anche dai provvedimenti di recepimento delle Regioni e delle Province autonome, è importante verificare le decorrenze nella Gazzetta Ufficiale e negli atti regionali di riferimento.

5La formazione svolta prima dell’Accordo resta valida?

In linea di principio la formazione validamente erogata in base agli accordi precedenti mantiene la propria validità e i lavoratori già formati non devono ripetere i corsi, salvo gli aggiornamenti periodici previsti. L’Accordo del 2025 disciplina il raccordo tra vecchi e nuovi percorsi, anche con riferimento alla gestione dei crediti formativi e degli aggiornamenti. Per stabilire con certezza la validità di attestati pregressi e gli eventuali adeguamenti è opportuno consultare le disposizioni transitorie dell’Accordo e gli indirizzi applicativi degli enti competenti.

6Cambiano le modalità di erogazione dei corsi con l’Accordo 2025?

L’Accordo dedica specifica attenzione alle modalità di erogazione, distinguendo tra formazione in presenza, formazione in videoconferenza sincrona (equiparata in alcuni casi all’aula) e formazione in e-learning, e individuando per ciascuna i requisiti tecnici e organizzativi. Resta fermo il principio per cui le attività che richiedono prova pratica e addestramento devono svolgersi in presenza. Vengono inoltre precisati gli obblighi documentali e i criteri di verifica dell’apprendimento. I requisiti puntuali sono contenuti negli allegati tecnici dell’Accordo.

7Cosa cambia rispetto all’accordo Stato-Regioni del 2011?

L’Accordo Rep. 78/CSR del 17 aprile 2025 sostituisce l’Accordo del 21 dicembre 2011 e aggiorna in modo significativo i contenuti, la durata e le modalità di erogazione della formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Le principali novità riguardano la revisione dei programmi formativi per lavoratori, preposti e dirigenti, l’introduzione di un modulo specifico per i preposti, la disciplina più dettagliata della formazione in modalità e-learning e la previsione del Registro Elettronico Nazionale della Formazione. L’accordo tiene conto dell’evoluzione normativa e tecnica intervenuta negli anni successivi al 2011 e degli esiti del monitoraggio sull’applicazione della disciplina previgente.

8Quali sono le nuove durate previste per la formazione?

L’accordo del 2025 ridefinisce la durata dei percorsi formativi. La formazione generale dei lavoratori rimane strutturata in moduli, ma i contenuti vengono aggiornati. Per i preposti è previsto un percorso specifico di 8 ore, separato rispetto alla formazione base del lavoratore, che affronta i compiti di vigilanza e le responsabilità proprie di questa figura. Per i dirigenti il percorso formativo viene riarticolato per garantire coerenza con le funzioni e le responsabilità attribuite dalla legge. La formazione del datore di lavoro che svolge direttamente i compiti di RSPP viene anch’essa ridefinita nei contenuti e nella struttura.

9Cos’è il Registro Elettronico Nazionale della Formazione?

Il Registro Elettronico Nazionale della Formazione è una banca dati centralizzata, prevista dal nuovo accordo, nella quale confluiscono le informazioni relative ai percorsi formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro erogati in conformità alla normativa. L’obiettivo è rendere tracciabili e verificabili gli attestati rilasciati, contrastare il fenomeno degli attestati non conformi o rilasciati senza che la formazione sia stata effettivamente svolta, e facilitare i controlli da parte degli organi di vigilanza. Il registro consente inoltre di recuperare le attestazioni anche in caso di perdita del documento cartaceo e di semplificare la gestione della formazione per le imprese con lavoratori che operano in più sedi.

10Cosa prevede il nuovo accordo per la formazione dei preposti?

Il nuovo accordo dedica un’attenzione specifica alla figura del preposto, coerentemente con le modifiche introdotte dalla L. 215/2021 all’art. 19 del D.Lgs 81/08. È previsto un modulo formativo specifico di 8 ore riservato ai preposti, che si aggiunge alla formazione base del lavoratore e affronta i compiti di vigilanza, le responsabilità penali della figura, le tecniche di comunicazione e gestione dei gruppi di lavoro e le procedure operative per l’esercizio concreto della funzione di controllo. La formazione specifica del preposto deve essere erogata entro i termini previsti dall’accordo, anche per i preposti già in carica alla data di entrata in vigore.

11La formazione e-learning è ammessa con il nuovo accordo?

Sì. Il nuovo accordo disciplina in modo più dettagliato rispetto al 2011 la formazione erogata in modalità e-learning, definendo i requisiti tecnici e pedagogici che i percorsi devono rispettare, le modalità di identificazione del discente, i sistemi di tracciamento dell’apprendimento e le condizioni per il riconoscimento degli attestati. Alcune parti del percorso formativo, in particolare quelle di natura pratica o esercitativa, possono richiedere la presenza in aula. Il rispetto dei requisiti previsti dall’accordo per la formazione a distanza è condizione necessaria affinché gli attestati rilasciati siano ritenuti conformi dagli organi di vigilanza.

12La formazione per lavoratori cambia nei contenuti con il nuovo accordo 2025?

Sì. L’Accordo 2025 aggiorna i contenuti minimi obbligatori della formazione generale e specifica dei lavoratori per renderli più coerenti con il contesto lavorativo attuale: vengono introdotti o rafforzati i moduli su rischio chimico, stress lavoro-correlato, ergonomia, lavoro con videoterminali, rischi da nuove tecnologie e benessere organizzativo. I contenuti vanno adattati al livello di rischio dell’azienda e documentati nel piano formativo aziendale.

13Il corso da 8, 12 o 16 ore per lavoratori rimane invariato con il nuovo accordo?

La struttura articolata in formazione generale (4 ore) e formazione specifica (4, 8 o 12 ore per rischio basso, medio o alto) rimane l’impianto di fondo della formazione lavoratori. L’Accordo del 2025 non stravolge la durata complessiva ma aggiorna i contenuti minimi e introduce requisiti più stringenti sulla qualità didattica, sulla verifica dell’apprendimento e sulla registrazione nel RENF. I nuovi percorsi erogati dopo l’entrata in vigore devono rispettare i contenuti aggiornati.

14Come funziona il riconoscimento reciproco delle attestazioni tra regioni con il nuovo accordo?

L’Accordo 2025 rafforza il principio del riconoscimento reciproco tra regioni per le attestazioni di formazione sulla sicurezza dei lavoratori: un attestato rilasciato da un ente accreditato in una regione e caricato nel RENF è valido su tutto il territorio nazionale senza necessità di integrazioni o ulteriori percorsi. Questo supera le incertezze interpretative del regime precedente e semplifica la gestione formativa delle imprese con dipendenti che operano in più regioni.

15Chi verifica la conformità al nuovo accordo 2025 e quali sono le sanzioni in caso di inadempimento?

La verifica della conformità alla formazione obbligatoria aggiornata compete all’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) e alle sue sedi territoriali, alle ASL/ATS nell’ambito dei controlli sui luoghi di lavoro e, in caso di infortuni, alla Procura della Repubblica. In caso di lavoratori privi di formazione o con formazione non conforme al nuovo accordo, il datore di lavoro è esposto alle sanzioni penali e amministrative previste dall’art. 55 del D.Lgs 81/08: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore coinvolto. La responsabilità si aggrava in presenza di infortuni.

16Chi deve adeguarsi subito e chi ha un periodo transitorio?

Le modalità di adeguamento variano in base alla figura professionale e allo stato della formazione già svolta. I nuovi lavoratori assunti, i preposti nominati e i dirigenti designati dopo la data di entrata in vigore dell’accordo devono seguire i nuovi percorsi formativi sin dall’inizio. I lavoratori, i preposti e i dirigenti già formati secondo il vecchio accordo del 2011 possono proseguire con le scadenze di aggiornamento periodico già in corso, ma ai successivi rinnovi devono conformarsi ai nuovi contenuti. I preposti privi del modulo specifico aggiuntivo previsto dall’accordo del 2025 devono acquisirlo entro i termini transitori. Gli enti di formazione devono adeguare i propri programmi e, dove richiesto, iscriversi al RENF entro le scadenze previste.

17Gli attestati rilasciati prima del 17 aprile 2025 restano validi?

In linea generale, gli attestati rilasciati in conformità all’Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 e alla normativa vigente al momento della loro emissione restano validi per tutta la durata prevista dal regime in cui sono stati prodotti. Un attestato di formazione lavoratori rischio medio da 12 ore, ad esempio, continua a produrre i suoi effetti fino alla scadenza del quinquennio previsto per l’aggiornamento. L’accordo del 2025 non invalida retroattivamente le certificazioni pregresse: interviene sui percorsi nuovi e sulla formazione di aggiornamento successiva all’entrata in vigore. È opportuno conservare copia degli attestati e verificare le proprie scadenze in relazione alle disposizioni transitorie, rivolgendosi al proprio ente di formazione o al responsabile della sicurezza aziendale.

18Quali sono le basi normative dell’accordo del 17 aprile 2025?

L’accordo Rep. 78/CSR del 17 aprile 2025 trova il proprio fondamento normativo nell’art. 37 del D.Lgs 81/08, che demanda alla Conferenza permanente Stato-Regioni la definizione delle modalità, della durata e dei contenuti della formazione obbligatoria in materia di sicurezza. L’accordo si inscrive in una catena normativa che comprende l’Accordo del 21 dicembre 2011 — che viene aggiornato e in larga parte sostituito — e le successive modifiche legislative, tra cui le innovazioni introdotte dalla L. 215/2021 (rafforzamento della figura del preposto e introduzione dell’obbligo di formazione periodica specifica), il D.L. 48/2023 convertito dalla L. 85/2023 (riordino di alcune discipline di sicurezza) e le indicazioni emerse dai tavoli tecnici ministeriali e regionali di monitoraggio dell’applicazione della normativa previgente.

19La formazione in e-learning è ancora valida con l'Accordo 2025?

Sì, la formazione in modalità e-learning (FAD asincrona) rimane ammessa dall'Accordo 2025 per la formazione generale dei lavoratori e, in determinati casi, per la formazione specifica e gli aggiornamenti periodici, nel rispetto di requisiti tecnici e organizzativi più stringenti rispetto al passato. Le principali novità per l'e-learning riguardano: l'obbligo di un sistema di verifica dell'apprendimento strutturato (test finale con criteri di superamento, numero minimo di domande, randomizzazione delle domande e unicità della sessione d'esame) che garantisca l'effettiva acquisizione delle conoscenze; la tracciatura obbligatoria e puntuale del percorso (accessi, tempi di fruizione per ciascun modulo, esito dei test) con possibilità di verifica da parte degli organi di controllo; requisiti tecnici della piattaforma (LMS — Learning Management System) conformi a determinati standard; identificazione certa del corsista durante la fruizione e l'esame. Le attività che richiedono parte pratica o addestramento (antincendio, primo soccorso, uso di attrezzature) continuano a richiedere la presenza fisica per le componenti addestrativepratiche. L'Accordo prevede anche la possibilità di erogare alcune formazioni in videoconferenza sincrona (aula virtuale), con specifiche condizioni di ammissibilità.

20Come funziona la rimodulazione delle durate per chi ha esperienza pregressa?

L'Accordo 2025 introduce un sistema di rimodulazione delle durate dei percorsi formativi per i lavoratori e le figure della sicurezza che possono documentare esperienze pregresse pertinenti. La tabella di rimodulazione, allegata all'Accordo, prevede la possibilità di ridurre la durata del corso iniziale o dell'aggiornamento sulla base del riconoscimento di: precedente formazione validamente conseguita in settori equivalenti; anzianità di servizio documentata con mansioni analoghe; titoli di studio o qualificazioni professionali pertinenti ai contenuti del corso. Il riconoscimento non è automatico ma è soggetto a verifica da parte del soggetto formatore, che deve attestare la coerenza dell'esperienza pregressa con i contenuti del percorso formativo da erogare. La rimodulazione non può in ogni caso ridurre la formazione al di sotto di un monte ore minimo stabilito dall'Accordo per ciascuna tipologia di corso. L'obiettivo è evitare duplicazioni formative inutili, premiare la continuità lavorativa e incentivare la formazione continua.

21Cosa si intende per ‘rischio alto’ secondo l’Accordo SR 17/04/2025?

Il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, che aggiorna l’impianto dell’Accordo SR 21/12/2011, mantiene la tripartizione in rischio basso, medio e alto, ridefinendo però l’allegato con l’elenco dei codici ATECO per ciascun livello alla luce dell’attuale classificazione statistica delle attività economiche. Rientrano nel rischio alto le attività manifatturiere con processi pericolosi (industria chimica, metallurgica, lavorazione legno), il comparto edile e delle costruzioni, le attività estrattive, l’agricoltura e silvicoltura, il trasporto di merci pericolose e la gestione di rifiuti speciali. Per le aziende classificate a rischio alto la formazione dei lavoratori è di 16 ore (4 ore di formazione generale + 12 ore di formazione specifica), e l’aggiornamento quinquennale rimane di 6 ore.

22Le aziende devono rivalutare il proprio livello di rischio con il nuovo Accordo SR 2025?

Sì. L’entrata in vigore del nuovo Accordo SR 2025 richiede al datore di lavoro di verificare se il codice ATECO della propria azienda risulta classificato in modo diverso rispetto all’accordo previgente del 2011. Se il livello di rischio è aumentato (ad esempio da medio ad alto), i lavoratori già formati a livello medio devono integrare la formazione specifica per raggiungere le 16 ore totali. Il datore di lavoro deve aggiornare anche il DVR per recepire la nuova classificazione e documentare l’adeguamento del piano formativo.

23Da quando è obbligatorio inserire i dati nel RENF?

L’Accordo Rep. n. 78/CSR del 17/04/2025 prevede un’entrata in vigore differita per consentire lo sviluppo della piattaforma informatica da parte dell’INAIL. Le decorrenze operative per l’alimentazione obbligatoria del RENF da parte dei soggetti formatori sono indicate nelle disposizioni transitorie dell’Accordo e nei successivi atti attuativi: è pertanto indispensabile monitorare la Gazzetta Ufficiale e le comunicazioni dell’INAIL per conoscere il calendario definitivo. Nelle more dell’attivazione del RENF, continuano ad applicarsi le regole previgenti in materia di registrazione e conservazione della documentazione didattica.

24Chi è obbligato ad alimentare il RENF?

L’obbligo di inserimento dei dati nel RENF grava sui soggetti formatori abilitati all’erogazione dei corsi di sicurezza ai sensi dell’art. 37 del D.Lgs 81/08 e dell’Accordo Rep. n. 78/CSR del 17/04/2025: enti accreditati dalle Regioni, organismi paritetici, enti bilaterali e gli altri soggetti individuati dall’Accordo. Il datore di lavoro non inserisce direttamente i dati, ma deve verificare che l’ente formatore scelto adempia all’obbligo e che la formazione erogata risulti censita nel RENF, a garanzia della sua validità in caso di controllo da parte degli organi di vigilanza.

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