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123FormazioneSicurezza · Ambiente · Compliance

FAQ Lavori in Prossimità di Linee Elettriche Aeree — Obblighi e Distanze di Sicurezza

Obblighi di sicurezza per lavori in prossimità di linee elettriche aeree: distanze di sicurezza CEI 11-27, valutazione rischio elettrico, DPI idonei e procedura per la richiesta di disattivazione o protezione della linea

1Quando è obbligatorio effettuare una valutazione del rischio specifico per la presenza di linee elettriche aeree?

La valutazione del rischio connesso alla presenza di linee elettriche aeree è obbligatoria ogni volta che un’attività lavorativa — cantiere edile, operazioni agricole, lavori forestali, manutenzione di tetti e coperture, operazioni con gru, pompe per calcestruzzo, macchine movimento terra o qualsiasi altra attrezzatura con estensione verticale — si svolge in un’area in cui è presente una linea elettrica aerea entro una distanza tale da poter essere raggiunta dall’attrezzatura o dalla persona. L’art. 83 del D.Lgs 81/08 vieta espressamente l’esecuzione di lavori in prossimità di linee elettriche aeree in assenza di preventiva comunicazione al proprietario/gestore della linea e di adozione delle misure di sicurezza necessarie. L’obbligo di valutazione ricade sul datore di lavoro e deve essere documentato nel DVR (o nel POS per i cantieri temporanei e mobili). La norma CEI 11-27 (Lavori su impianti elettrici) definisce le distanze minime di sicurezza e le zone di rispetto, costituendo lo standard tecnico di riferimento per la valutazione.

2Quali sono le distanze di sicurezza DL e DV previste dalla norma CEI 11-27 per i lavori in prossimità di linee elettriche aeree?

La norma CEI 11-27 (edizione 2014) definisce una serie di zone concentriche attorno alle parti in tensione di un impianto elettrico, con distanze che variano in funzione della tensione nominale della linea. La zona di pericolo (DL, zona di lavoro) è la distanza minima che non può essere superata senza adottare misure di sicurezza particolari: per linee BT (fino a 1 kV) è di 50 cm, per MT (1-36 kV) è di 70-150 cm in funzione della tensione, per AT (36-150 kV) sale fino a 3 m e per AAT (oltre 150 kV) può raggiungere 5-7 m. La zona di rispetto (DV) è la distanza entro la quale un lavoratore non qualificato (non addestrato ai lavori elettrici) non deve mai accedere senza specifica autorizzazione del responsabile dei lavori: per le linee AT/AAT supera i 5 m. Al di fuori della DV si trova la zona prossimità (DPA), entro la quale si possono svolgere lavori solo con le precauzioni previste dalla norma. Le distanze sono calcolate considerando anche il massimo ingombro dinamico delle attrezzature (braccio di gru o pompa esteso al massimo).

3Quali attrezzature non possono essere utilizzate in prossimità di linee elettriche in bassa, media e alta tensione?

In prossimità di linee elettriche aeree, l’uso di attrezzature che possono raggiungere o avvicinarsi alle parti in tensione è soggetto a precisi limiti. Gru a torre, autogrù, pompe per calcestruzzo con braccio articolato, piattaforme aeree (PLE), escavatori con braccio esteso, dumper con cassone ribaltabile, macchine agricole con cisterna elevabile e similari non possono operare entro la zona di rispetto (DV) senza che siano state preventivamente adottate misure di protezione (disattivazione della linea, installazione di schermi protettori, limitatori di escursione sulle attrezzature). Anche le impalcature metalliche e i ponteggi, se montati in prossimità di linee AT, devono essere messi a terra e mantenuti alla distanza di sicurezza. L’uso di scale metalliche entro la zona DL è vietato per chiunque non sia PES o PAV (vedi sotto). L’art. 83 del D.Lgs 81/08 impone che il datore di lavoro adotti le necessarie misure organizzative e tecniche per impedire che le attrezzature o le persone superino le distanze di sicurezza.

4Come si richiede la disattivazione o la protezione di una linea elettrica aerea al gestore della rete?

La procedura per richiedere la disattivazione o la messa in sicurezza di una linea elettrica aerea prevede diversi passaggi. In primo luogo, il datore di lavoro o il coordinatore per la sicurezza (CSP/CSE per i cantieri) deve identificare il gestore della linea: per le reti di distribuzione in MT e BT il gestore è quasi sempre E-Distribuzione (ex Enel Distribuzione) o, nelle aree in cui operano distributori locali, il rispettivo gestore (A2A Reti Elettriche, ACEA, Areti, ecc.); per le linee AT/AAT di trasmissione nazionale il gestore è Terna S.p.A. La richiesta formale — da inviare con congruo anticipo rispetto all’inizio dei lavori (almeno 30 giorni per lavori complessi) — deve indicare: localizzazione dei lavori con coordinate o planimetria, tipo di attività, durata prevista e altezza massima raggiunta dalle attrezzature. Il gestore risponde indicando se è possibile la disattivazione temporanea, l’installazione di protezioni (fodere isolanti, schermi) o se i lavori devono essere programmati in finestre temporali concordate. I costi dell’intervento del gestore sono a carico del committente. La mancata comunicazione preliminare al gestore è sanzionata dall’art. 87 del D.Lgs 81/08.

5Qual è l’obbligo di notifica al proprietario o gestore della linea elettrica previsto dall’art. 83 del D.Lgs 81/08?

L’art. 83 del D.Lgs 81/08 ("Lavori in prossimità di parti attive") stabilisce che, quando i lavori devono svolgersi in prossimità di linee elettriche aeree o di altri conduttori nudi in tensione, il datore di lavoro deve adottare misure organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dal rischio di elettrocuzione per contatto diretto. Tali misure includono obbligatoriamente la comunicazione preventiva al proprietario o gestore della linea, affinché questi possa adottare le misure necessarie (disattivazione, protezione, sorveglianza). La comunicazione deve avvenire prima dell’inizio delle attività e in tempo utile per consentire al gestore di organizzare l’intervento. La norma non fissa un termine minimo per legge, ma la prassi e i regolamenti dei gestori richiedono in genere almeno 10-30 giorni lavorativi di preavviso. Nei cantieri temporanei e mobili, l’obbligo di comunicazione è coordinato dal CSP in fase di progettazione e dal CSE in fase esecutiva, ed è parte integrante del PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento).

6Quali DPI sono appropriati per i lavori svolti in prossimità di linee elettriche aeree?

I DPI da utilizzare in prossimità di linee elettriche variano a seconda della zona di lavoro e del livello di tensione. Per i lavori eseguiti entro la zona di rispetto (DV) da parte di PES o PAV (lavoratori qualificati) sono previsti: guanti isolanti di classe appropriata alla tensione (conformi alla norma CEI EN 60903), elmetto con visiera in materiale non conduttore (CEI EN 50365), scarpe isolanti, tuta di protezione da arco elettrico se vi è rischio di cortocircuito. Per i lavori vicino a linee AT e AAT possono essere richieste pedane isolanti, tappeti in gomma dielettrica e aste isolate per la messa a terra e in cortocircuito dei conduttori (aste di messa a terra provvisoria, conformi alla CEI EN 61230). I DPI devono essere testati e verificati periodicamente secondo le norme tecniche applicabili e sostituiti alla scadenza indicata dal costruttore: i guanti isolanti, in particolare, devono essere sottoposti a prove dielettriche periodiche (CEI EN 60903 prevede controlli ogni 6 mesi). L’addestramento all’uso corretto dei DPI è parte integrante della formazione dei PES e PAV.

7Qual è la differenza tra zona di rispetto (DV), zona di lavoro (DL) e zona di prossimità (DPA) secondo la norma CEI 11-27?

La norma CEI 11-27 definisce tre zone concentriche attorno alle parti in tensione degli impianti elettrici, con regimi di accesso e prescrizioni distinti. La zona di prossimità (DPA) è la zona più esterna: entro di essa i lavori sono consentiti, ma il responsabile dei lavori deve adottare misure precauzionali aggiuntive (segnaletica, sorveglianza, limitatori di escursione sulle macchine). La zona di lavoro (DL) è la zona più interna: entro di essa possono operare solo PES e PAV con idonee misure di protezione. Per i lavori sotto tensione (lavori AT che richiedono l’accesso alla zona DL) sono richiesti metodi di lavoro specifici (contatto, a distanza, con isolamento), attrezzature certificate e autorizzazioni particolari. La zona di rispetto (DV) coincide con i confini della zona di lavoro secondo alcune interpretazioni della norma, o indica la distanza minima che nessun lavoratore non qualificato deve mai superare. Nelle versioni più recenti della CEI 11-27 le definizioni sono state armonizzate con la norma europea EN 50110 per garantire coerenza tra i diversi Stati membri.

8È prevista la sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti a rischio elettrico in prossimità di linee aeree?

La sorveglianza sanitaria per il rischio elettrico è disciplinata dall’art. 229 del D.Lgs 81/08, il quale prevede che i lavoratori esposti al rischio di elettrocuzione siano sottoposti a sorveglianza sanitaria, con accertamento dell’idoneità alla mansione specifica da parte del medico competente. In pratica, la sorveglianza sanitaria è obbligatoria per i lavoratori classificati come PES (Persona Esperta) o PAV (Persona Avvertita) che svolgono abitualmente lavori su impianti elettrici o in prossimità di linee in tensione. Il medico competente valuta l’assenza di condizioni fisiche o psicofisiche che aumentino il rischio di incidenti (patologie cardiache che controindichino l’esposizione a campi magnetici intensi, disturbi dell’equilibrio che aumentino il rischio di cadute, assunzione di farmaci che riducano i riflessi). Per i lavoratori che operano occasionalmente in prossimità di linee aeree solo con misure di protezione collettiva (distanza di sicurezza garantita, linea disattivata) e non accedono alla zona DL, la sorveglianza sanitaria specifica per rischio elettrico può non essere necessaria, ma deve essere valutata caso per caso dal medico competente.

9Chi sono PES, PAV e PEI e quali figure devono essere presenti durante i lavori in prossimità di linee elettriche?

La norma CEI 11-27 definisce tre categorie di personale qualificato per i lavori su impianti elettrici e in loro prossimità. Il PES (Persona Esperta in lavori elettrici) è il lavoratore con conoscenza tecnica o esperienza sufficiente per evitare i pericoli dell’elettricità, abilitato a effettuare lavori elettrici in modo autonomo: corrisponde in senso lato all’operatore qualificato. Il PAV (Persona Avvertita) è il lavoratore informato dei rischi elettrici e istruito per evitare i pericoli, che può operare in zona DL sotto la supervisione del PES. Il PEI (Persona Idonea) è colui che dirige e sorveglia i lavori elettrici, responsabile dell’attuazione delle misure di sicurezza: è il responsabile dei lavori ai sensi della norma. Per i lavori in prossimità di linee elettriche aeree (non per lavori sotto tensione), la norma prescrive che sia sempre presente almeno un PES o PAV che sorveglia le operazioni e verifica il mantenimento delle distanze di sicurezza. Nei cantieri di costruzione, il CSE deve verificare che il personale impegnato in attività in prossimità di linee aeree abbia la qualifica appropriata e che essa sia documentata.

10Quali sanzioni sono previste per la violazione delle distanze di sicurezza da linee elettriche aeree?

La violazione degli obblighi previsti dall’art. 83 del D.Lgs 81/08 in materia di lavori in prossimità di linee elettriche aeree è sanzionata dall’art. 87 del medesimo decreto. Il datore di lavoro che non adotta le misure previste dall’art. 83 è punito con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.740 a 7.014 euro. In caso di infortunio grave o mortale conseguente alla violazione delle distanze di sicurezza — il caso più frequente è il contatto del braccio di una gru o di una pompa per calcestruzzo con una linea MT o AT — il datore di lavoro, il dirigente e/o il preposto rispondono penalmente per lesioni colpose o omicidio colposo con violazione delle norme antinfortunistiche (art. 590 e 589 c.p., co. aggravato), con pene dell’arresto fino a cinque anni (art. 589, co. 2, c.p.). La responsabilità può estendersi all’ente ai sensi del D.Lgs 231/2001 (art. 25-septies). Nei cantieri, anche il coordinatore per la sicurezza in fase esecutiva (CSE) può essere ritenuto responsabile se non ha rilevato e fatto rimuovere il rischio durante i propri sopralluoghi. L’organo di vigilanza può emettere prescrizione con immediata sospensione dell’attività.

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