Salta al contenuto
Vuoi diventare Ambassador?CLICCA QUI
123FormazioneSicurezza · Ambiente · Compliance
Sicurezza per settore

Sicurezza sul lavoro in lavanderie e stirerie industriali: corsi e rischi

Detergenti e solventi, calandre roventi, vapore e biancheria potenzialmente contaminata: la lavanderia industriale unisce rischio chimico, termico e biologico. Ecco i corsi che servono.

A cura della Redazione 123Formazione · Aggiornato il 20 giugno 2026 · Tempo di lettura 6 min

Categoria
Sicurezza per settore
Pubblicato
8 luglio 2024
Ultimo aggiornamento
20 giugno 2026
Tempo di lettura
6 min (1145 parole)
Autore
A cura della Redazione 123Formazione
Riferimenti normativi
EUR-Lex – Regolamento CE 1907/2006 REACH · Normattiva – D.Lgs. 81/2008 Titolo IX Capo II · INAIL – Percloroetilene e lavanderie a secco

A cura della Redazione 123Formazione

Revisione: team tecnico sicurezza 123Formazione

Ultimo aggiornamento: 20 giugno 2026

Lavanderie e stirerie: chimico, termico e biologico insieme

Lavanderie industriali, lavanderie a secco, stirerie e lavanderie conto terzi (per alberghi, ristoranti, ospedali e case di cura) presentano una combinazione di rischi che le distingue dalle piccole lavanderie self-service: uso di detergenti, smacchiatori e solventi, macchine a temperatura e pressione elevate (calandre, presse, mangani, essiccatoi), vapore, rumore e movimentazione continua di carichi di biancheria, talvolta contaminata. È un ambiente caldo, umido e con ritmi sostenuti.

Dal momento in cui l’impresa impiega anche un solo lavoratore subordinato, rientra nel campo del D.Lgs. 81/08: il datore deve redigere il DVR valutando in modo specifico il rischio chimico, termico, da movimentazione e, dove si tratta biancheria proveniente da strutture sanitarie, il rischio biologico. La gestione delle emergenze e la formazione di tutto il personale completano gli obblighi. La presenza di solventi nelle lavanderie a secco richiede inoltre attenzione alla normativa ambientale e alla ventilazione dei locali.

Formazione lavoratori: classe di rischio e ore

Le lavanderie industriali sono classificate dall’Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011, in base ai codici ATECO, prevalentemente nella classe di rischio medio o alto a seconda dell’attività: la formazione dei lavoratori è di 12 o 16 ore complessive (4 di formazione generale più 8 o 12 di formazione specifica). La formazione precede l’adibizione al lavoro e va aggiornata di norma ogni cinque anni. La presenza di agenti chimici e di macchine a caldo spinge spesso il settore verso la classe più elevata.

La formazione specifica deve trattare i rischi reali del ciclo di lavaggio e stiratura: la corretta manipolazione e dosaggio dei prodotti chimici, la lettura delle schede di sicurezza, l’uso sicuro di calandre, presse e mangani, la prevenzione delle ustioni da vapore e superfici calde, e le procedure per la biancheria sporca. Nel settore sono frequenti turnover e contratti a termine: ogni nuovo addetto va formato prima di operare alle macchine, con particolare cura per chi proviene da altri Paesi e può avere barriere linguistiche.

Rischio chimico: detergenti, solventi e schede di sicurezza

Detergenti alcalini, candeggianti, acidi di neutralizzazione, smacchiatori e, nelle lavanderie a secco, solventi (storicamente percloroetilene) costituiscono il rischio chimico del settore. L’esposizione può causare irritazioni e dermatiti, problemi respiratori e, per alcuni solventi, effetti più gravi. La valutazione del rischio chimico ai sensi del Titolo IX del D.Lgs. 81/08 è obbligatoria e deve basarsi sulle schede di sicurezza dei prodotti, prevedendo misure di prevenzione, DPI idonei e, dove necessario, sorveglianza sanitaria del medico competente.

La formazione specifica deve rendere gli addetti capaci di leggere le etichette e le schede di sicurezza, conoscere i pittogrammi di pericolo, dosare correttamente i prodotti evitando miscele pericolose, e reagire in caso di sversamento o contatto accidentale. L’uso di guanti, occhiali e protezioni respiratorie adeguate, insieme a una buona ventilazione dei locali e all’aspirazione localizzata dove serve, riduce in modo concreto l’esposizione. Il rischio chimico va trattato anche nella formazione dedicata, oltre che nella formazione specifica del lavoratore.

Rischio termico, da vapore, rumore e movimentazione

Le calandre, le presse da stiro, i mangani e gli essiccatoi lavorano a temperature e, talvolta, pressioni elevate: le ustioni da contatto con superfici roventi e da vapore sono tra gli infortuni più frequenti, insieme al rischio di trascinamento delle mani nelle calandre. Il datore deve garantire macchine con protezioni integre, dispositivi di arresto di emergenza, manutenzione regolare e addestramento specifico all’uso sicuro ai sensi del Titolo III del D.Lgs. 81/08. Il microclima caldo-umido impone inoltre attenzione allo stress termico e a un’adeguata ventilazione.

La movimentazione manuale dei carichi è continua: sacchi e carrelli di biancheria bagnata, pesante e ingombrante, da caricare e scaricare nelle macchine. È una delle principali cause di disturbi muscoloscheletrici del settore, e richiede formazione sulla movimentazione manuale dei carichi e uso di ausili. Nelle lavanderie conto terzi che trattano biancheria di ospedali, RSA e ambulatori va valutato anche il rischio biologico, con procedure di separazione tra sporco e pulito e formazione dedicata. Il rumore di centrifughe e macchinari può inoltre richiedere otoprotettori.

Antincendio, primo soccorso e figure di sistema

Caldaie e generatori di vapore, prodotti chimici, polveri tessili e macchine elettriche rendono rilevante il rischio incendio: il datore deve designare e formare gli addetti antincendio con il livello commisurato alla valutazione del rischio secondo il D.M. 02/09/2021, oltre a designare e formare gli addetti al primo soccorso (spesso Gruppo B) e dotare l’azienda di una cassetta conforme, dato che ustioni e tagli sono eventi ricorrenti. La gestione delle emergenze va completata con piano di emergenza e prove di evacuazione.

Tra le figure di sistema, nelle realtà medio-piccole il titolare può svolgere il ruolo di RSPP frequentando il corso per datore di lavoro, va eletto o designato l’RLS e chi coordina i reparti riveste il ruolo di preposto. Con 123Formazione puoi attivare i corsi per lavanderie e stirerie industriali — formazione lavoratori rischio medio o alto, rischio chimico, antincendio, primo soccorso, movimentazione manuale dei carichi e rischio biologico — in aula, videoconferenza ed e-learning per le parti consentite, con attestati validi in tutta Italia. Vedi anche le guide sul rischio chimico e cancerogeno e sulla movimentazione manuale dei carichi.

Percloroetilene nelle lavanderie a secco: phase-out e alternative

Il percloroetilene (PCE o tetracloroetilene), storicamente solvente principale delle lavanderie a secco, è classificato dal CLP come Cancerogeno di categoria 2 (sospetto cancerogeno per l’uomo) e dal IARC come probabilmente cancerogeno (Gruppo 2A). L’uso è stato progressivamente regolamentato dal Regolamento REACH (regolamento CE 1907/2006) e dalle indicazioni ECHA, mentre la Direttiva 2009/126/CE sulle emissioni in atmosfera impone limiti stringenti sui composti organici volatili (COV). Molte Regioni hanno emanato regolamenti che vietano l’apertura di nuove lavanderie a percloroetilene in zone residenziali, imponendo phase-out per le esistenti entro determinate scadenze a vantaggio di tecnologie alternative (idrocarburi sintetici Decamethylcyclopentasiloxane D5, lavaggio ad acqua professionale wet cleaning con detergenti specifici, lavaggio a CO2 liquida).

Le lavanderie che continuano a utilizzare il percloroetilene devono adottare macchine di IV o V generazione completamente chiuse, con sistemi di abbattimento integrati a carboni attivi rigenerati, e applicare il Titolo IX Capo II del D.Lgs. 81/08 (agenti cancerogeni) con misure rafforzate: tracciabilità degli acquisti, registro degli esposti, sorveglianza sanitaria con monitoraggio biologico (acidi tricloroacetici urinari), DPI specifici (guanti barriera chimica, maschere a cartuccia ABEK), informazione e formazione dedicate. La transizione verso tecnologie alternative richiede investimenti significativi ma elimina alla radice il rischio cancerogeno: la formazione del personale sui nuovi processi (es. wet cleaning) deve essere completa, perché modifica significativamente le procedure di lavorazione, dosaggio dei prodotti e timing delle operazioni.

Domande frequenti

Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?

Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.

Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?

La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.

Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?

Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.

La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?

Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.

Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?

L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.

Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti · Vedi tutte le FAQ: FAQ Antincendio — Domande Frequenti sulla Formazione · Vedi tutte le FAQ: FAQ Formazione Lavoratori — Generale e Specifica · Vedi tutte le FAQ: FAQ Primo Soccorso — Domande Frequenti

Riferimenti normativi

Corsi correlati

Hai bisogno di assistenza sulla formazione della tua azienda?

Il nostro team verifica gratuitamente il piano formativo e ti propone le soluzioni più adatte al tuo settore.

Contattaci

Guide correlate