- Categoria
- Sicurezza per settore
- Pubblicato
- 27 gennaio 2025
- Ultimo aggiornamento
- 20 giugno 2026
- Tempo di lettura
- 6 min (1230 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
- Riferimenti normativi
- Normattiva – D.Lgs. 81/2008 Titolo X (agenti biologici) · INAIL – Lavanderie industriali
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza 123Formazione
Ultimo aggiornamento: 20 giugno 2026
Vapore, chimico e macchine: i rischi della lavanderia industriale
La lavanderia industriale che lava, finisce e noleggia grandi volumi di tessili e biancheria per alberghi, sanità, ristorazione e industria è un impianto produttivo molto diverso dalla piccola lavanderia di servizio al pubblico: grandi lavacontinue, centrifughe, essiccatoi, mangani e calandre, presse e piegatrici automatiche lavorano in ciclo a forte impiego di vapore, acqua calda e prodotti chimici. I rischi dominanti sono quelli legati al vapore e alle alte temperature dei mangani e degli essiccatoi (ustioni, contatto con superfici e rulli caldi, schiacciamento e trascinamento nelle calandre), il rischio chimico per detergenti, candeggianti e additivi, la movimentazione manuale di grandi quantità di biancheria, il rischio biologico nel trattamento di biancheria sporca proveniente dalla sanità, il rumore e l’umidità.
Queste aziende rientrano pienamente nel campo di applicazione del D.Lgs. 81/08. Il datore di lavoro deve predisporre la valutazione dei rischi — comprensiva del rischio termico, chimico, biologico (in particolare per la biancheria sanitaria), meccanico e da movimentazione manuale — e garantire la formazione del personale, distinguendo addetti al lavaggio, addetti ai mangani e alla stiratura, addetti alla cernita della biancheria sporca e personale di manutenzione.
Formazione lavoratori: la classe di rischio del settore
Le lavanderie industriali sono classificate, in base ai codici ATECO e all’Accordo Stato-Regioni, nelle classi di rischio medio-alto. La formazione del lavoratore si compone delle 4 ore di formazione generale, comuni a tutti i settori, più la formazione specifica sui rischi della mansione, la cui durata (4, 8 o 12 ore) dipende dalla classe attribuita all’attività. La formazione va completata prima dell’adibizione al lavoro e aggiornata periodicamente, di norma ogni cinque anni.
Si tratta di un comparto diverso, sotto il profilo dei rischi e della classe, dalla lavanderia tradizionale a contatto col pubblico: la presenza di macchinari industriali, vapore e prodotti chimici in quantità sposta il profilo verso il rischio medio-alto. Alla formazione di base si aggiungono la formazione e l’addestramento all’uso delle attrezzature ai sensi dell’art. 73 e la formazione sul rischio chimico. Sottostimare la classe di rischio, riducendo le ore dovute, equivale sul piano sostanziale a una formazione mancante.
Vapore, mangani e rischio meccanico
Mangani, calandre, essiccatoi e presse operano con rulli e superfici ad alta temperatura e con organi in movimento: il rischio di ustione, schiacciamento e trascinamento delle mani o degli indumenti nelle calandre è tra i più gravi e ricorrenti del settore. La formazione e l’addestramento all’uso delle attrezzature devono trattare le protezioni e i dispositivi di sicurezza (barre di arresto, fotocellule), il divieto di intervenire su macchine in moto, le procedure di alimentazione corretta e di sblocco degli inceppamenti e l’uso di abbigliamento idoneo senza parti svolazzanti.
Le caldaie e i generatori di vapore che alimentano l’impianto sono apparecchiature in pressione soggette a verifiche e a conduzione affidata a personale formato. Le procedure di isolamento delle energie (lock-out/tag-out) prima delle manutenzioni e le manovre di emergenza vanno incluse nella formazione operativa, perché in un impianto a vapore l’errore di esercizio o di intervento sulle macchine calde può causare infortuni gravi.
Rischio chimico, movimentazione e rischio biologico
Il rischio chimico, regolato dal Titolo IX del D.Lgs. 81/08, è centrale: detergenti, candeggianti, neutralizzanti e additivi vengono dosati, spesso con sistemi automatici, in quantità industriali. La formazione deve trattare l’uso delle schede di sicurezza, i DPI, le procedure di dosaggio e travaso, lo stoccaggio e le incompatibilità tra prodotti, oltre alla gestione degli sversamenti.
La movimentazione manuale di grandi quantità di biancheria umida e di carrelli pesanti è un fattore di rischio per il rachide e gli arti, regolato dal Titolo VI del D.Lgs. 81/08, da affrontare con misure organizzative e formazione sulle corrette tecniche. Dove si tratta biancheria sporca proveniente dalla sanità, il rischio biologico (Titolo X) impone la separazione dei flussi sporco/pulito, l’uso dei DPI e procedure igieniche specifiche. Questi contenuti si integrano con la sorveglianza sanitaria affidata al medico competente, che valuta anche microclima caldo-umido e movimentazione.
Antincendio, primo soccorso e figure di sistema
La presenza di combustibili per la generazione di vapore, di tessili e di prodotti chimici impone una gestione strutturata delle emergenze: vanno nominati e formati gli addetti antincendio, con livello del corso (1, 2 o 3 secondo il D.M. 02/09/2021) commisurato alla valutazione del rischio incendio, e gli addetti al primo soccorso in base al gruppo dell’azienda, tenendo conto della gravità potenziale degli scenari da ustione e da trascinamento nelle calandre.
Sul piano organizzativo vanno individuate le figure di sistema: l’RSPP (interno o esterno, o il datore di lavoro che ne svolge i compiti nei casi consentiti, previa formazione modulo A e seguenti), l’RLS e i preposti. Il capo-reparto o il responsabile di produzione riveste il ruolo di preposto e necessita della specifica formazione aggiuntiva, decisiva per la vigilanza sull’uso corretto dei mangani, sul rispetto delle procedure chimiche e sulla separazione dei flussi della biancheria.
Organizzare la formazione con 123Formazione
Tenere insieme formazione lavoratori, gestione del rischio termico, chimico e biologico, uso sicuro di mangani e calandre, movimentazione manuale dei carichi, antincendio, primo soccorso e formazione dei preposti richiede uno scadenzario ordinato: in una lavanderia industriale è facile che le scadenze si sovrappongano e che un nuovo addetto resti formato solo a metà.
Con 123Formazione puoi attivare i corsi per le lavanderie industriali del tessile scegliendo tra aula, videoconferenza per le parti teoriche e prove pratiche dedicate, con attestati validi in tutta Italia. Possiamo aiutarti a comporre il piano formativo sulle mansioni effettivamente presenti — lavaggio, stiratura, cernita, manutenzione — senza percorsi superflui.
UNI EN 14065 RABC: gestione del biocontaminato in lavanderia sanitaria
Le lavanderie industriali che trattano biancheria proveniente dal settore sanitario, socio-sanitario e dalla ristorazione collettiva applicano frequentemente la norma volontaria UNI EN 14065 “RABC - Risk Analysis and Biocontamination Control”, che certifica un sistema di gestione del rischio di contaminazione biologica analogo all’HACCP alimentare. La norma impone l’analisi dei rischi lungo l’intero processo (raccolta sporco, trasporto, cernita, lavaggio, finissaggio, confezionamento, consegna pulito), la separazione fisica tra zona sporca e zona pulita, l’identificazione dei punti critici di controllo e la documentazione delle verifiche microbiologiche periodiche. La certificazione è spesso richiesta dai capitolati di gara delle ASL e degli ospedali per l’affidamento del servizio di lavanolo.
L’implementazione del sistema RABC ha rilevanti riflessi sulla formazione del personale, che deve essere addestrato al rispetto rigoroso della separazione dei flussi (mai con i medesimi DPI tra zona sporca e pulita, percorsi obbligati per il personale, procedure di vestizione e svestizione), all’uso di disinfettanti per le superfici e per le mani, alle modalità di campionamento ambientale e di superficie. L’erogazione di un percorso formativo congiunto sulla sicurezza sul lavoro (rischio biologico ai sensi del Titolo X del D.Lgs. 81/08) e sui requisiti RABC consente di ottenere efficienza organizzativa e coerenza dei contenuti, evitando duplicazioni. La conformità al sistema RABC va inoltre considerata in sede di analisi DUVRI per i servizi di lavanolo erogati presso le strutture sanitarie del committente.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti
Riferimenti normativi
- Normattiva – D.Lgs. 81/2008 Titolo X (agenti biologici) (normattiva.it)
- INAIL – Lavanderie industriali (inail.it)
Fonti
Corsi correlati
Hai bisogno di assistenza sulla formazione della tua azienda?
Il nostro team verifica gratuitamente il piano formativo e ti propone le soluzioni più adatte al tuo settore.
ContattaciGuide correlate
Rischio chimico e cancerogeno: formazione, etichettatura CLP e schede di sicurezza
Come riconoscere e gestire l’esposizione ad agenti chimici e cancerogeni: lettura dell’etichetta CLP, schede dati di sicurezza e obblighi formativi previsti dalla normativa.
Sicurezza sul lavoro in lavanderie e stirerie industriali: corsi e rischi
Detergenti e solventi, calandre roventi, vapore e biancheria potenzialmente contaminata: la lavanderia industriale unisce rischio chimico, termico e biologico. Ecco i corsi che servono.
Microclima e temperature estreme: caldo, freddo e colpo di calore al lavoro
Come gestire l’esposizione al caldo e al freddo nei luoghi di lavoro: stress termico, riconoscimento del colpo di calore, rischi nei cantieri e in agricoltura durante le ondate di calore e misure organizzative di prevenzione.