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Sicurezza per professione

Sicurezza per addetti a lavanderia e stireria: corsi e rischi della mansione

L’addetto a lavanderia e stireria lavora tra macchine, vapore e prodotti chimici, in ambienti caldi e umidi, movimentando grandi quantità di biancheria. Ustioni, rischio chimico, microclima, sforzo fisico e rischio biologico sono i pericoli quotidiani di una mansione intensa e ripetitiva.

A cura della Redazione 123Formazione · Aggiornato il 19 giugno 2026 · Tempo di lettura 5 min

Categoria
Sicurezza per professione
Pubblicato
19 giugno 2026
Ultimo aggiornamento
19 giugno 2026
Tempo di lettura
5 min (1079 parole)
Autore
A cura della Redazione 123Formazione

A cura della Redazione 123Formazione

Revisione: team tecnico sicurezza

Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026

La mansione dell’addetto a lavanderia e stireria

L’addetto a lavanderia e stireria raccoglie, smista, lava, asciuga, stira, piega e prepara biancheria e capi: lenzuola, tovagliato, divise, indumenti. Usa lavatrici industriali, essiccatoi, mangani, presse stiranti, ferri a vapore e, nel lavaggio a secco, macchine con solventi specifici. Lavora in ambienti caldi e umidi, con ritmi serrati e grandi quantità di tessuti da movimentare in continuazione. La mansione cambia volto a seconda del contesto — lavanderia industriale, lavanderia a secco, stireria, servizio interno di hotel, ospedale o RSA — ma condivide ovunque un nucleo comune di rischi.

Questa guida è tagliata sulla persona che lavora in lavanderia o stireria, non sull’azienda. Vale per il dipendente di una lavanderia industriale, per l’addetto di una lavanderia a secco e per chi lavora nel servizio guardaroba di una struttura ricettiva o sanitaria. Per il D.Lgs. 81/08 l’addetto è un lavoratore da formare, inserire nel documento di valutazione dei rischi e dotare dei DPI; l’azienda assume gli obblighi del datore di lavoro. Per il contesto sono utili le guide sulla sicurezza nelle lavanderie e stirerie e sulla sicurezza nelle lavanderie industriali e tessile.

Ustioni, vapore e contatto con superfici calde

Il calore è uno dei rischi che definiscono questa mansione. Mangani, presse stiranti, ferri e generatori di vapore raggiungono temperature elevate, e l’ustione — da contatto con piastre e rulli roventi, da getti di vapore e da capi caldi appena lavorati o stirati — è un infortunio frequente. I mangani e le presse aggiungono il rischio di schiacciamento e trascinamento delle mani tra i rulli e le piastre, particolarmente grave perché unisce ustione e lesione meccanica.

La prevenzione passa dall’uso delle macchine con i loro dispositivi di sicurezza (protezioni, comandi a due mani, barre di arresto) mai manomessi, dall’attenzione nelle operazioni di alimentazione e prelievo dei capi, dall’uso di guanti idonei al calore e da una manutenzione che mantenga efficienti le protezioni. Vapore in pressione e impianti termici impongono inoltre controlli e verifiche periodiche delle attrezzature, perché un guasto può provocare ustioni gravi o lo scoppio di componenti in pressione.

Prodotti chimici e lavaggio a secco

La lavanderia usa quotidianamente prodotti chimici: detergenti, candeggianti, smacchiatori, ammorbidenti, additivi e, nel lavaggio a secco, solventi specifici. Questi prodotti possono essere irritanti, corrosivi o tossici, e l’esposizione avviene per inalazione di vapori e per contatto con la pelle e gli occhi, soprattutto nella preparazione delle miscele, nello smacchiamento manuale e nella gestione dei solventi. Il lavaggio a secco, in particolare, impiega solventi i cui vapori richiedono macchine a circuito chiuso e una gestione attenta.

La prevenzione richiede la lettura sistematica delle schede di sicurezza, il dosaggio corretto (meglio se automatizzato) dei prodotti, una buona ventilazione e aspirazione, e l’uso di DPI adeguati: guanti resistenti ai prodotti chimici, occhiali o visiera nelle operazioni a rischio di schizzi, mascherine idonee dove servono. La miscelazione di prodotti incompatibili (ad esempio candeggina e acidi) va evitata perché libera gas pericolosi. Questo rischio rientra nella valutazione del rischio chimico, e il medico competente ne tiene conto nella sorveglianza sanitaria.

Microclima caldo-umido, movimentazione e posture

L’ambiente di lavoro è tipicamente caldo e umido, per effetto delle macchine che producono calore e vapore: il microclima sfavorevole affatica l’organismo, può provocare malori e colpi di calore nelle giornate più calde e rende più pesante un lavoro già fisicamente impegnativo. Servono ventilazione e aerazione adeguate, pause, disponibilità di acqua e una valutazione del microclima e delle temperature estreme che definisca le misure nei periodi più critici.

La movimentazione manuale dei carichi è continua: sacchi e carrelli di biancheria, capi bagnati (molto più pesanti di quelli asciutti), rotoli di tovagliato. Il lavoro si svolge in piedi per tutto il turno, con gesti ripetitivi nel piegare, stirare e caricare le macchine e posture incongrue nel chinarsi sui carrelli e sui cestelli. Ne derivano strappi e disturbi muscolo-scheletrici a schiena, spalle e arti superiori. La formazione sulla movimentazione manuale dei carichi, l’uso di carrelli e ausili e l’organizzazione del lavoro per ridurre i sollevamenti sono le misure principali. Pavimenti spesso bagnati impongono inoltre calzature antiscivolo per prevenire le cadute.

Rischio biologico, elettrico, incendio e DPI

Chi lavora la biancheria sporca — soprattutto nelle lavanderie al servizio di ospedali, RSA e comunità — è esposto al rischio biologico: capi contaminati da liquidi biologici e microrganismi vanno trattati come potenzialmente infetti, separando nettamente il flusso dello sporco da quello del pulito, usando guanti e indumenti dedicati e curando l’igiene delle mani. La formazione sul rischio biologico è qui particolarmente importante. La presenza di acqua, vapore e impianti elettrici impone inoltre attenzione al rischio elettrico, con impianti a norma e protetti dall’umidità.

Le macchine, i prodotti chimici e l’accumulo di filacce e polveri di tessuto, insieme alle alte temperature, rendono concreto il rischio di incendio: ordine, pulizia, manutenzione e la nomina di addetti antincendio sono misure essenziali. Il corredo base dell’addetto comprende guanti idonei (al calore, ai prodotti chimici, monouso per la biancheria infetta), calzature antiscivolo e antinfortunistiche, e indumenti adeguati. Per il D.Lgs. 81/08 la base resta la formazione del lavoratore — formazione generale più formazione specifica sui rischi della mansione, con aggiornamento ogni cinque anni — completata prima di iniziare a lavorare.

Organizzare la formazione con 123Formazione

Per chi lavora in lavanderia e stireria il piano formativo essenziale comprende la formazione del lavoratore con il relativo aggiornamento, la formazione sul rischio chimico per chi gestisce detergenti e solventi, la formazione sulla movimentazione manuale dei carichi e — dove si tratta biancheria di provenienza sanitaria — la formazione sul rischio biologico, oltre alla nomina degli addetti antincendio e primo soccorso. Dove ci sono dipendenti, l’azienda deve curare la valutazione del microclima, la sorveglianza sanitaria e il percorso del datore di lavoro.

Con 123Formazione puoi attivare questi corsi in aula, in videoconferenza o in e-learning per la parte generale, ottenendo attestati validi in tutta Italia, e tenere sotto controllo le scadenze degli aggiornamenti. Possiamo aiutarti a comporre un percorso completo per il personale di lavanderia e stireria, dalla lavanderia a secco alla grande lavanderia industriale, proporzionato ai rischi reali della mansione.

Domande frequenti

Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?

Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.

Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?

La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.

Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?

Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.

La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?

Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.

Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?

L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.

Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti

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