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123FormazioneSicurezza · Ambiente · Compliance
Sicurezza per settore

Sicurezza sul lavoro in musei, biblioteche e archivi: corsi obbligatori e rischi

Movimentazione di opere e volumi pesanti, polveri e muffe negli archivi, pubblico numeroso da gestire in emergenza: musei, biblioteche e archivi hanno rischi precisi. Ecco i corsi.

A cura della Redazione 123Formazione · Aggiornato il 20 giugno 2026 · Tempo di lettura 6 min

Categoria
Sicurezza per settore
Pubblicato
15 luglio 2024
Ultimo aggiornamento
20 giugno 2026
Tempo di lettura
6 min (1256 parole)
Autore
A cura della Redazione 123Formazione
Riferimenti normativi
Normattiva – D.M. 3 agosto 2015 (Codice prevenzione incendi) · INAIL – Sicurezza nei luoghi della cultura

A cura della Redazione 123Formazione

Revisione: team tecnico sicurezza 123Formazione

Ultimo aggiornamento: 20 giugno 2026

Cultura e patrimonio: anche qui si tutela il lavoratore

Musei, gallerie, biblioteche, archivi storici, pinacoteche, siti archeologici e istituti culturali sono luoghi di lavoro a tutti gli effetti, in cui spesso il tema della sicurezza è percepito come secondario rispetto alla tutela delle opere. In realtà vi convivono il personale di custodia e accoglienza, i bibliotecari e gli archivisti, i restauratori, gli addetti alla movimentazione e all’allestimento, i tecnici e il personale di pulizia, oltre a un pubblico che può essere molto numeroso. La gestione della sicurezza deve quindi tutelare i lavoratori e, allo stesso tempo, garantire l’incolumità dei visitatori.

Dal momento in cui l’istituto impiega personale con rapporto di lavoro — sia esso un ente pubblico, una fondazione o un gestore privato in concessione — ricade nel D.Lgs. 81/08: il datore di lavoro deve redigere il DVR, organizzare le emergenze considerando l’affollamento del pubblico e formare il personale in base alla mansione effettiva. Le attività di musei, biblioteche e archivi sono generalmente collocate nella classe di rischio basso, ma alcune mansioni — movimentazione di opere e volumi, lavoro negli archivi e nei depositi, allestimenti e restauro — presentano rischi specifici che impongono una formazione specifica calibrata e non meramente formale.

Movimentazione di opere, volumi e materiali

La movimentazione manuale dei carichi è un rischio quotidiano sottovalutato in questo settore. Spostare casse di volumi, faldoni d’archivio, sculture, quadri di grande formato, supporti espositivi e attrezzature di allestimento espone il personale a un sovraccarico biomeccanico del rachide e degli arti, aggravato da posture incongrue, spazi angusti tra le scaffalature e dalla necessità di maneggiare gli oggetti con la massima cautela per non danneggiarli. Le operazioni di allestimento e disallestimento delle mostre concentrano poi in pochi giorni un carico di movimentazione molto intenso.

Il datore deve valutare il rischio da movimentazione, fornire ausili adeguati — carrelli, scale sicure, sollevatori, transpallet per i depositi — e garantire una formazione specifica sulle tecniche di sollevamento e movimentazione corretta. Gli archivi e i depositi su più livelli, con scaffalature alte e compattabili, comportano inoltre rischi di caduta dall’alto nell’accesso ai ripiani superiori e di schiacciamento con gli scaffali mobili: vanno previsti mezzi di accesso sicuri e procedure per l’uso delle scaffalature compattabili.

Polveri, muffe e rischio biologico negli archivi

Archivi storici, depositi librari e magazzini di materiale antico presentano un rischio specifico legato a polveri, muffe e agenti biologici. La carta, la pergamena e i materiali documentari deteriorati possono ospitare muffe, spore fungine e batteri, e l’accumulo di polvere nei depositi non climatizzati comporta l’inalazione di particolato e di bioaerosol. Il personale che lavora a lungo negli archivi può sviluppare riniti, dermatiti e patologie respiratorie, e in ambienti particolarmente compromessi il rischio biologico va valutato ai sensi del Titolo X del D.Lgs. 81/08.

La prevenzione passa per il controllo microclimatico dei depositi (temperatura e umidità adeguate alla conservazione, che riducono anche la proliferazione delle muffe), la pulizia e la spolveratura periodica, sistemi di aspirazione, l’uso di DPI respiratori e guanti durante la consultazione di materiale ammuffito o molto impolverato, e l’informazione e formazione del personale sul rischio. Vanno considerati anche il rischio chimico nei laboratori di restauro (solventi, consolidanti, prodotti per la disinfestazione e la deacidificazione) e il rischio da videoterminale per chi lavora alla catalogazione e ai gestionali.

Affollamento del pubblico, antincendio ed emergenze

Musei e biblioteche aperti al pubblico devono gestire il rischio legato all’affollamento: in occasione di mostre, eventi e aperture straordinarie la presenza simultanea di molti visitatori richiede un piano di gestione dei flussi, un controllo della capienza massima e procedure di emergenza che tengano conto del fatto che il pubblico non conosce i luoghi. Le strutture aperte al pubblico oltre determinate soglie di affollamento sono attività soggette ai controlli di prevenzione incendi e devono disporre di vie di esodo dimensionate, segnaletica chiara e personale formato a gestire un’evacuazione ordinata.

L’antincendio è inoltre delicatissimo per la natura dei beni: la presenza di materiali fortemente combustibili come carta, legno, tessuti e opere d’arte rende il rischio incendio rilevante sia per le persone sia per il patrimonio, e impone impianti di rivelazione e spegnimento compatibili con la conservazione e addetti antincendio formati con il livello commisurato alla valutazione del rischio incendio, secondo il D.M. 02/09/2021. Vanno organizzati anche gli addetti al primo soccorso (di norma Gruppo B, corso di 12 ore con aggiornamento triennale) e prove di evacuazione periodiche che coinvolgano il personale e simulino la presenza di visitatori.

Figure di sistema, formazione e 123Formazione

L’istituto culturale deve individuare e formare le figure di sistema: l’RSPP (modulo A nel percorso per gli ASPP/RSPP, oppure il datore di lavoro nelle ipotesi ammesse), l’RLS dove sono presenti dipendenti, e i preposti — tipicamente i responsabili di sala, di reparto o di sezione che coordinano custodi e addetti e ne vigilano i comportamenti. La formazione di base di tutto il personale (generale più specifica) va completata prima dell’adibizione e aggiornata di norma ogni cinque anni, integrando i contenuti specifici su movimentazione, polveri, muffe e gestione del pubblico.

Con 123Formazione puoi attivare i corsi per musei, biblioteche e archivi — formazione lavoratori rischio basso, movimentazione manuale dei carichi, antincendio, primo soccorso, formazione preposti e RLS, oltre a videoterminali e rischio biologico dove necessario — scegliendo tra aula, videoconferenza ed e-learning per le parti consentite, con attestati validi in tutta Italia. Ti aiutiamo a comporre un piano calibrato sulle attività realmente svolte, dall’accoglienza del pubblico al lavoro nei depositi. Per i singoli temi puoi consultare le guide su movimentazione, rischio biologico e piano di emergenza ed evacuazione.

Beni culturali e DM 03/08/2015: prevenzione incendi specifica

Per i musei, le gallerie e le strutture espositive a carattere permanente trova applicazione il Decreto Ministeriale 3 agosto 2015 (Codice di prevenzione incendi), con la regola tecnica verticale RTV.4 dedicata alle attività di esposizione e vendita. Per le biblioteche e gli archivi storici si applica invece il DPR 418/1995 nella parte ancora vigente e gli specifici provvedimenti del Ministero della Cultura per la tutela del patrimonio bibliografico. La progettazione antincendio in questi luoghi è particolarmente complessa: gli impianti di spegnimento a sprinkler ad acqua, standard nella maggior parte degli edifici, possono danneggiare opere d’arte e materiali documentari, e vengono spesso sostituiti con impianti a gas inerte (azoto, IG-541) o ad aerosol condensato, che non lasciano residui. La valutazione del rischio incendio deve bilanciare la tutela della vita umana, la salvaguardia del patrimonio e la compatibilità con le attività di restauro e conservazione.

Per le mostre temporanee e gli eventi straordinari aperti al pubblico il dirigente o gestore deve predisporre un piano di safety & security ai sensi della Circolare “Gabrielli” del 7 giugno 2017 del Ministero dell’Interno, integrata dalla Direttiva 18/07/2018. Il piano deve disciplinare la capienza massima, i flussi di esodo, la sorveglianza, il presidio sanitario, il coordinamento con le Forze dell’ordine e le procedure antiterrorismo (controllo degli accessi, ispezione di borse e zaini). Per gli eventi con presenze superiori a determinate soglie è prevista la convocazione del CTSC (Comitato Tecnico di Sicurezza Comunale) o del CPV (Commissione di Pubblico Spettacolo) prima del rilascio dell’autorizzazione. Il personale del museo deve essere formato sul piano specifico dell’evento.

Domande frequenti

Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?

Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.

Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?

La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.

Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?

Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.

La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?

Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.

Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?

L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.

Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti · Vedi tutte le FAQ: FAQ Antincendio — Domande Frequenti sulla Formazione · Vedi tutte le FAQ: FAQ Primo Soccorso — Domande Frequenti

Riferimenti normativi

Fonti

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