- Categoria
- Sicurezza per settore
- Pubblicato
- 19 giugno 2026
- Ultimo aggiornamento
- 19 giugno 2026
- Tempo di lettura
- 5 min (985 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026
Un settore a rischio basso, ma non a rischio zero
Le software house, le società di sviluppo, le system integration e le aziende di servizi IT vengono spesso percepite come ambienti privi di rischi: nessuna macchina pericolosa, nessuna sostanza, nessun cantiere. In realtà, dal momento in cui impiegano lavoratori dipendenti o equiparati, anche queste imprese rientrano pienamente nel campo di applicazione del D.Lgs. 81/08 e devono predisporre la valutazione dei rischi e garantire la formazione del personale. I rischi tipici esistono, semplicemente sono diversi: uso prolungato del videoterminale, posture statiche e scorrette, sovraccarico mentale, stress da scadenze, lavoro notturno e reperibilità nei team che gestiscono sistemi in produzione.
Le attività di programmazione, consulenza informatica e gestione di strutture e dati sono classificate, in base ai codici ATECO e all’Accordo Stato-Regioni, nella classe di rischio basso. La formazione del lavoratore si compone delle 4 ore di formazione generale, comuni a tutti i settori, più 4 ore di formazione specifica sui rischi della mansione, per un totale di 8 ore, con aggiornamento periodico di norma quinquennale. Considerare l’azienda “esente” perché si lavora solo al computer è uno degli errori più frequenti e più sanzionati.
Videoterminali ed ergonomia: il rischio principale
Chi sviluppa software, gestisce infrastrutture o presta assistenza opera per gran parte della giornata al videoterminale e rientra a pieno titolo tra i lavoratori “addetti ai VDT” quando utilizza un’attrezzatura munita di videoterminale in modo sistematico e abituale per almeno venti ore settimanali. Per questi lavoratori il Titolo VII del D.Lgs. 81/08 impone una specifica informazione e formazione su postura corretta, organizzazione della postazione, pause o cambiamenti di attività e disturbi muscolo-scheletrici e visivi, oltre alla sorveglianza sanitaria con visite mirate a vista e apparato muscolo-scheletrico.
Sul piano ergonomico vanno valutati e corretti monitor a più schermi, illuminazione e riflessi, sedute regolabili, altezza del piano di lavoro e disposizione di tastiera e mouse. Il tema diventa ancora più delicato quando lo sviluppatore lavora da remoto o in smart working: la postazione domestica va comunque considerata nella valutazione dei rischi e l’informazione al lavoratore deve riguardare anche l’allestimento corretto della postazione fuori sede.
Stress lavoro-correlato: scadenze, on-call e iperconnessione
Il settore IT è uno di quelli in cui lo stress lavoro-correlato è più concreto: rilasci sotto scadenza, gestione di incidenti in produzione, picchi di carico, frequente iperconnessione e difficoltà a separare vita e lavoro. La valutazione dello stress lavoro-correlato non è facoltativa: è parte obbligatoria della valutazione dei rischi ai sensi dell’art. 28 del D.Lgs. 81/08, secondo le indicazioni della Commissione consultiva, e va aggiornata quando cambiano organizzazione, carichi o modalità di lavoro.
Una valutazione fatta bene analizza indicatori oggettivi (assenze, turnover, infortuni, segnalazioni) e fattori di contenuto e contesto del lavoro, e si traduce in misure organizzative reali: pianificazione dei rilasci, gestione strutturata delle emergenze, limiti alla reperibilità, diritto alla disconnessione. La formazione di preposti, dirigenti e team leader sui fattori di stress è uno strumento prezioso, perché sono proprio loro a governare carichi e priorità.
Lavoro notturno, reperibilità e turni nei team operativi
Molte aziende IT garantiscono presidi 24/7 su sistemi, data center o servizi cloud: ciò comporta turni notturni e reperibilità (on-call), che la normativa tratta come fattori di rischio specifici. Il lavoro notturno, in particolare, impone la sorveglianza sanitaria periodica dei lavoratori notturni e una valutazione dedicata degli effetti su salute, vigilanza e affaticamento. Anche la reperibilità prolungata va considerata nella valutazione, perché incide su riposo e recupero.
Sul piano organizzativo vanno definiti turni sostenibili, rotazioni, pause e procedure di gestione degli interventi notturni. L’informazione e la formazione dei lavoratori coinvolti devono trattare i rischi del lavoro notturno e le buone pratiche per limitarne gli effetti, integrandosi con la valutazione dello stress lavoro-correlato e con la sorveglianza affidata al medico competente.
Antincendio, primo soccorso e figure di sistema
Anche in un open space tecnologico vanno nominati e formati gli addetti antincendio e gli addetti al primo soccorso. Per il rischio incendio il livello del corso (1, 2 o 3 secondo il D.M. 02/09/2021) dipende dalla valutazione del rischio della specifica sede: gli uffici si collocano in genere sul livello più basso, ma open space affollati, archivi, sale server e UPS possono richiedere una valutazione più attenta. Gli addetti vanno formati anche sulle procedure di evacuazione, che in uffici a più piani non sono banali.
Per le emergenze sanitarie vanno formati gli addetti al primo soccorso in base al gruppo dell’azienda. Sul piano organizzativo vanno individuate le figure di sistema: l’RSPP (o il datore di lavoro che svolge direttamente i compiti di RSPP nei casi consentiti, previa specifica formazione modulo A e seguenti), l’RLS e i preposti. I team leader e i responsabili di progetto rivestono spesso il ruolo di preposto e necessitano della specifica formazione aggiuntiva, utile soprattutto per la vigilanza su carichi di lavoro, pause e gestione delle scadenze.
Organizzare la formazione con 123Formazione
Tenere insieme formazione lavoratori rischio basso, formazione VDT, valutazione dello stress lavoro-correlato, gestione del lavoro notturno e della reperibilità, antincendio e primo soccorso richiede uno scadenzario ordinato: in un’azienda IT con forte turnover e team distribuiti è facile lasciare scoperti i nuovi assunti, i lavoratori in smart working o gli addetti riassegnati a nuovi progetti.
Con 123Formazione puoi attivare i corsi per software house e aziende IT scegliendo tra aula, videoconferenza ed e-learning per le parti teoriche, con attestati validi in tutta Italia. Possiamo aiutarti a comporre il piano formativo sulle mansioni effettivamente presenti, includendo VDT, stress e lavoro notturno, senza percorsi superflui.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti
Corsi correlati
Hai bisogno di assistenza sulla formazione della tua azienda?
Il nostro team verifica gratuitamente il piano formativo e ti propone le soluzioni più adatte al tuo settore.
ContattaciGuide correlate
Videoterminali (VDT): chi è lavoratore, sorveglianza, pause e formazione
Chi lavora al videoterminale per più di 20 ore settimanali ha tutele specifiche: dalla sorveglianza sanitaria alle pause, fino alla formazione obbligatoria.
Stress lavoro-correlato: obbligo di valutazione e metodo INAIL
La valutazione dello stress lavoro-correlato è un obbligo per tutti i datori di lavoro: ecco metodologia INAIL, fasi operative e perché la formazione fa la differenza.
Sicurezza nello smart working e nel lavoro agile: gli obblighi
Lavorare da casa non azzera gli obblighi di sicurezza: ecco informativa, rischi da videoterminale e gestione dell’infortunio nel lavoro agile.
Corsi di sicurezza per uffici e attività a rischio basso
"Tanto in ufficio non c’è rischio" è il malinteso più comune: anche le attività a rischio basso hanno obblighi formativi precisi. Ecco quali e perché contano.