Salta al contenuto
Vuoi diventare Ambassador?CLICCA QUI
123FormazioneSicurezza · Ambiente · Compliance
Per il datore di lavoro

Gestire i near miss (quasi infortuni): segnalazione, analisi e registro

I quasi infortuni sono incidenti senza danno: trattarli bene significa prevenire gli infortuni veri. Ecco come costruire un sistema di gestione efficace.

A cura della Redazione 123Formazione · Aggiornato il 19 giugno 2026 · Tempo di lettura 3 min

Categoria
Per il datore di lavoro
Pubblicato
19 giugno 2026
Ultimo aggiornamento
19 giugno 2026
Tempo di lettura
3 min (649 parole)
Autore
A cura della Redazione 123Formazione
Riferimenti normativi
INAIL – Near miss e prevenzione · Normattiva – D.Lgs. 81/2008, artt. 19 e 28

A cura della Redazione 123Formazione

Revisione: team tecnico sicurezza

Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026

Cos’è un near miss e perché conta

Un near miss, o quasi infortunio, è un evento indesiderato che avrebbe potuto causare un infortunio o un danno ma che, per circostanze fortunate o per un intervento tempestivo, non ha prodotto conseguenze. L’oggetto che cade da uno scaffale senza colpire nessuno, il carrello che sbanda senza investire un pedone, la scintilla che non innesca un incendio: tutti questi episodi sono near miss e contengono le stesse cause profonde di un infortunio reale.

La cosiddetta piramide di Heinrich (e i modelli successivi tipo Bird) mostra che a ogni infortunio grave corrispondono molti infortuni lievi e moltissimi near miss e comportamenti pericolosi alla base. Intervenire sui near miss significa agire sulla parte più ampia della piramide e ridurre la probabilità che gli eventi salgano di gravità. È prevenzione a costo praticamente nullo, perché il danno non si è ancora verificato.

Costruire un sistema di segnalazione semplice e non punitivo

Il presupposto di qualsiasi sistema di gestione dei near miss è la segnalazione: se i lavoratori non li comunicano, l’azienda è cieca. Per questo lo strumento di segnalazione deve essere semplice e immediato (un modulo cartaceo breve, un QR code, un’app o una casella dedicata) e richiedere pochi dati essenziali: cosa è successo, dove, quando e cosa avrebbe potuto causare. Va valorizzato il ruolo del preposto, che per legge deve segnalare tempestivamente le deficienze rilevate (art. 19).

Il fattore decisivo è la cultura non punitiva, la cosiddetta just culture: chi segnala un near miss non deve temere conseguenze, altrimenti il sistema si svuota. L’obiettivo non è cercare il colpevole ma capire la causa. Coinvolgere l’RLS, dare un riscontro visibile alle segnalazioni e mostrare le azioni intraprese alimenta la fiducia e fa crescere il numero di segnalazioni, che è un indicatore positivo di maturità della cultura della sicurezza.

Analisi delle cause e azioni correttive

Ogni near miss va analizzato come si analizza un infortunio, dimensionando lo sforzo in base al potenziale di gravità. Si parte dalla ricostruzione dei fatti e si risale alle cause profonde con metodi semplici come i 5 perché o l’albero delle cause, evitando di fermarsi al comportamento del singolo lavoratore: spesso dietro un near miss ci sono attrezzature inadeguate, procedure poco chiare, formazione carente o organizzazione del lavoro sotto pressione.

L’analisi deve sfociare in azioni correttive concrete, con un responsabile e una scadenza, e in una verifica di efficacia a posteriori. È utile applicare la gerarchia delle misure: prima eliminare o sostituire il pericolo, poi misure tecniche e organizzative, infine DPI e formazione. Quando il near miss rivela un rischio non considerato, scatta l’aggiornamento del DVR. La stessa metodologia vale per gli infortuni veri e propri: vedi la guida su cosa fare dopo un infortunio.

Registro dei near miss e miglioramento continuo

Mantenere un registro dei near miss permette di trasformare singoli episodi in conoscenza. Il registro raccoglie data, luogo, descrizione, cause individuate, azioni correttive, responsabile e stato di avanzamento. Analizzando i dati nel tempo emergono pattern ricorrenti (stesso reparto, stessa attrezzatura, stessa fascia oraria) che indicano dove concentrare gli interventi prima che si verifichi un infortunio reale.

Il registro dei near miss è il motore del miglioramento continuo, lo stesso principio del ciclo PDCA (pianifica, fai, verifica, agisci) alla base dei sistemi di gestione della sicurezza come la UNI ISO 45001. I risultati vanno condivisi con i lavoratori e l’RLS, per esempio nella riunione periodica di sicurezza, chiudendo il cerchio tra segnalazione e prevenzione. 123Formazione supporta le aziende nella formazione di preposti, RLS e lavoratori sulla cultura della segnalazione e dell’analisi degli eventi, con corsi validi in tutta Italia: contattaci per rafforzare il tuo sistema di prevenzione.

Domande frequenti

Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?

Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.

Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?

La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.

Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?

Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.

La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?

Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.

Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?

L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.

Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti

Riferimenti normativi

Fonti

Corsi correlati

Hai bisogno di assistenza sulla formazione della tua azienda?

Il nostro team verifica gratuitamente il piano formativo e ti propone le soluzioni più adatte al tuo settore.

Contattaci

Guide correlate