Salta al contenuto
Vuoi diventare Ambassador?CLICCA QUI
123FormazioneSicurezza · Ambiente · Compliance
Per il datore di lavoro

Come redigere il piano di formazione annuale sulla sicurezza

Un piano di formazione ben costruito evita attestati scaduti e sanzioni: ecco come mappare i fabbisogni, fare lo scadenzario, stimare ore e budget e monitorare i risultati.

A cura della Redazione 123Formazione · Aggiornato il 19 giugno 2026 · Tempo di lettura 4 min

Categoria
Per il datore di lavoro
Pubblicato
19 giugno 2026
Ultimo aggiornamento
19 giugno 2026
Tempo di lettura
4 min (844 parole)
Autore
A cura della Redazione 123Formazione

A cura della Redazione 123Formazione

Revisione: team tecnico sicurezza

Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026

Perché serve un piano di formazione (e cosa dice la norma)

La formazione dei lavoratori non è un evento occasionale ma un processo continuo: l’art. 37 del D.Lgs 81/08 e l’Accordo Stato-Regioni impongono formazione generale e specifica all’assunzione, al cambio mansione, all’introduzione di nuove attrezzature o rischi, oltre all’aggiornamento periodico. Senza una pianificazione strutturata è facile accumulare attestati scaduti, dimenticare i neoassunti o non coprire un nuovo rischio: tutte situazioni che, in caso di ispezione o infortunio, si traducono in sanzioni e responsabilità aggravata.

Il piano di formazione annuale è lo strumento con cui il datore di lavoro, supportato dall’RSPP e sentito l’RLS, programma per l’intero anno chi deve essere formato, su cosa, con quali modalità e scadenze. Non è un documento formalmente imposto come il DVR, ma è una buona prassi gestionale e parte integrante di un sistema di gestione della sicurezza efficace. Per il contesto generale vedi le guide su come organizzare la formazione dei dipendenti e sulle scadenze degli aggiornamenti.

Step 1 – Mappare il fabbisogno formativo per ogni lavoratore

Il punto di partenza è una mappatura puntuale: per ogni lavoratore occorre conoscere mansione, livello di rischio dell’attività (basso, medio, alto secondo l’Accordo Stato-Regioni e il codice ATECO), ruolo ricoperto (lavoratore, preposto, dirigente, RLS, addetto emergenze, datore-RSPP) e attrezzature utilizzate che richiedono abilitazione. A ciascuna combinazione corrispondono corsi obbligatori specifici: formazione generale (4 ore) e specifica (4, 8 o 12 ore in base al rischio), corso preposti, corso dirigenti, addetti antincendio e primo soccorso, abilitazioni attrezzature.

Da questa mappatura nasce l’anagrafica formativa aziendale, idealmente in un foglio o software che incroci nominativi, corsi posseduti, date di rilascio e date di scadenza. È il cuore di tutto il piano: senza un quadro aggiornato di chi ha cosa e quando scade, qualsiasi pianificazione è approssimativa. Per individuare i corsi obbligatori in base all’attività vedi le guide su corsi obbligatori per codice ATECO e su come classificare il rischio basso, medio o alto.

Step 2 – Costruire lo scadenzario degli aggiornamenti

Sulla base dell’anagrafica si costruisce lo scadenzario: l’aggiornamento della formazione lavoratori è quinquennale (6 ore), così come l’aggiornamento di preposti, dirigenti, RSPP/ASPP e RLS (con ore e periodicità proprie: ad esempio 6 ore per i preposti, ora con cadenza più ravvicinata secondo le novità dell’Accordo, e aggiornamenti annuali per l’RLS in funzione delle dimensioni aziendali). Antincendio e primo soccorso hanno aggiornamenti con periodicità definite (triennale per il primo soccorso, periodico per l’antincendio secondo il livello).

Lo scadenzario va impostato con un margine di anticipo (60-90 giorni prima della scadenza) per programmare i corsi senza interruzioni di validità. È utile ragionare per finestre temporali (trimestri) e raggruppare i lavoratori con scadenze vicine, così da organizzare sessioni efficienti. Un attestato scaduto equivale, ai fini sanzionatori, a formazione mancante: per le conseguenze vedi la guida sulle sanzioni per mancata formazione e su cosa fare con un attestato scaduto.

Step 3 – Stimare il budget ore e i costi

Pianificare significa anche dimensionare le risorse. Per il budget ore si sommano le ore-uomo di formazione previste nell’anno (numero di lavoratori da formare per durata di ciascun corso), considerando che la formazione obbligatoria si svolge durante l’orario di lavoro e non comporta oneri economici per il lavoratore (art. 37, comma 12). Vanno quindi messe a budget sia le ore di docenza/iscrizione sia le ore lavorative sottratte alla produzione.

Sul fronte costi, conviene valutare le modalità di erogazione più efficienti: aula, videoconferenza sincrona ed e-learning per i moduli ammessi (formazione generale ed e-learning consentito dove previsto), che riducono trasferte e fermi. Esistono inoltre strumenti di finanziamento: i fondi interprofessionali consentono di finanziare i piani formativi aziendali con quote già versate all’INPS. Inserire nel piano la voce finanziamento può abbattere sensibilmente i costi: vedi le guide su fondi interprofessionali e su quale modalità di erogazione scegliere.

Step 4 – Erogare, monitorare e aggiornare il piano

Il piano non è statico: va monitorato durante l’anno con indicatori semplici (percentuale di lavoratori formati sul totale dovuto, scadenze rispettate, ore erogate rispetto al budget). Ogni evento straordinario — nuova assunzione, cambio mansione, nuova attrezzatura o nuovo rischio introdotto in azienda — fa scattare obblighi formativi immediati che vanno inseriti nel piano fuori scadenzario. Una revisione almeno semestrale del piano consente di assorbire questi eventi.

Tutta la formazione erogata va documentata e archiviata: registri delle presenze, programmi, attestati, nomine del docente. Questa documentazione è la prova dell’adempimento in caso di ispezione. Affidarsi a un ente strutturato semplifica la gestione: 123Formazione affianca aziende e RSPP nella costruzione del piano formativo, eroga i corsi in aula, videoconferenza ed e-learning e gestisce lo scadenzario degli aggiornamenti con attestati validi in tutta Italia. Contattaci per impostare il piano di formazione del prossimo anno.

Domande frequenti

Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?

Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.

Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?

La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.

Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?

Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.

La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?

Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.

Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?

L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.

Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti

Corsi correlati

Hai bisogno di assistenza sulla formazione della tua azienda?

Il nostro team verifica gratuitamente il piano formativo e ti propone le soluzioni più adatte al tuo settore.

Contattaci

Guide correlate