- Categoria
- Sicurezza per settore
- Pubblicato
- 11 giugno 2026
- Ultimo aggiornamento
- 11 giugno 2026
- Tempo di lettura
- 5 min (941 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 11 giugno 2026
Tipografie e arti grafiche: un rischio sottovalutato
Tipografie, centri stampa, legatorie, serigrafie e aziende di arti grafiche vengono spesso percepite come ambienti “da ufficio”, ma il loro profilo di rischio reale è quello di una piccola industria manifatturiera. Inchiostri, vernici, solventi per la pulizia delle macchine, rotative e macchine offset con cilindri e organi in movimento, taglierine, cordonatrici, plastificatrici e impianti di essiccazione compongono una combinazione di rischio chimico, meccanico e fisico che il datore di lavoro non può ridurre alla sola valutazione formale.
Dal momento in cui la tipografia impiega anche un solo lavoratore subordinato, un apprendista o un collaboratore equiparato, l’attività rientra a pieno titolo nel campo di applicazione del D.Lgs. 81/08: il titolare-datore di lavoro deve redigere il documento di valutazione dei rischi (DVR), organizzare la gestione delle emergenze e garantire la formazione di tutto il personale in base alla mansione effettiva. La presenza di sostanze infiammabili e di polveri di carta rende inoltre necessario valutare con attenzione il rischio incendio e, in alcune lavorazioni, il rischio di atmosfere esplosive (ATEX).
Formazione lavoratori: classe di rischio medio
Le attività di stampa e arti grafiche sono classificate, in base ai codici ATECO e all’Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011, prevalentemente nella classe di rischio medio: la formazione dei lavoratori è quindi di 12 ore complessive, di cui 4 di formazione generale comuni a tutti i settori e 8 di formazione specifica sui rischi della mansione (macchine da stampa, sostanze chimiche, rumore, movimentazione). La formazione precede l’adibizione al lavoro e va aggiornata di norma ogni cinque anni.
La formazione specifica è l’occasione per trattare in concreto i rischi reali del reparto stampa: la lettura delle schede dati di sicurezza di inchiostri e solventi, le procedure di lavaggio e cambio colore, l’uso sicuro delle macchine con i ripari in posizione, la gestione del rumore e la corretta movimentazione delle risme e delle bobine di carta. In una tipografia con personale polivalente — che passa dalla stampa alla legatoria al confezionamento — è opportuno calibrare la formazione su tutte le lavorazioni che ciascun addetto può svolgere.
Rischio chimico: inchiostri, solventi e vernici
Il rischio chimico è il tema centrale della tipografia. Inchiostri, vernici, solventi per la pulizia dei caucciù e delle macchine, prodotti per le lastre e adesivi contengono sostanze che, per contatto cutaneo o inalazione dei vapori, possono provocare dermatiti, irritazioni delle vie respiratorie e — in alcuni casi — effetti più gravi. Il datore di lavoro deve effettuare la valutazione del rischio chimico ai sensi del Titolo IX del D.Lgs. 81/08, verificare l’eventuale presenza di agenti cancerogeni o mutageni e privilegiare, dove possibile, prodotti a minore tossicità.
La prevenzione passa per sistemi di aspirazione localizzata dei vapori, lo stoccaggio corretto di solventi e infiammabili in armadi idonei, il divieto di travasi non controllati, la dotazione di DPI adeguati (guanti resistenti ai solventi, protezioni respiratorie dove indicato) e la formazione specifica sulla lettura delle schede dati di sicurezza e sulla manipolazione sicura. La presenza di solventi infiammabili e di polveri di carta dispersa può inoltre generare atmosfere potenzialmente esplosive: dove la valutazione lo richiede, occorre classificare le zone ATEX e adottare misure tecniche e organizzative coerenti.
Macchine da stampa, rumore e movimentazione
Le macchine della tipografia — rotative, macchine offset e digitali, taglierine, piegatrici, cordonatrici, fustellatrici, brossuratrici — hanno cilindri, lame e organi in movimento che possono provocare schiacciamenti, trascinamenti, tagli e amputazioni: le protezioni e i dispositivi di interblocco devono essere integri e l’addestramento all’uso sicuro è un obbligo del datore ai sensi del Titolo III del D.Lgs. 81/08, da tracciare. Le taglierine industriali e le piegatrici sono tra le attrezzature a più alto rischio di infortunio grave e richiedono procedure rigorose.
Il rumore prodotto dalle macchine in funzione è spesso superiore ai valori di azione previsti dal Titolo VIII del D.Lgs. 81/08: il datore deve effettuare la valutazione del rischio rumore, fornire idonei DPI uditivi e, al superamento dei valori, attivare la sorveglianza sanitaria e la formazione specifica. Si aggiungono la movimentazione manuale dei carichi (risme, bobine, scatole di prodotto finito), il rischio di scivolamento e il microclima legato agli impianti di essiccazione. Tutti questi elementi vanno trattati nella formazione specifica e gestiti con ausili e organizzazione del lavoro.
Emergenze, figure di sistema e 123Formazione
La tipografia deve organizzare la gestione delle emergenze: designare e formare gli addetti antincendio con il livello commisurato alla valutazione del rischio incendio secondo il D.M. 02/09/2021 — livello spesso non trascurabile, vista la presenza di carta e solventi infiammabili — e gli addetti al primo soccorso (di norma Gruppo B, corso di 12 ore con aggiornamento triennale per la parte pratica). Vanno individuate le figure di sistema: nelle realtà più piccole il titolare può svolgere il ruolo di RSPP frequentando il corso per datore di lavoro, mentre dove sono presenti più dipendenti va eletto o designato l’RLS e chi sovrintende il reparto riveste il ruolo di preposto.
Con 123Formazione puoi attivare i corsi per tipografie e aziende di stampa — formazione lavoratori rischio medio, rischio chimico, antincendio, primo soccorso Gruppo B, movimentazione manuale dei carichi e formazione per preposti — scegliendo tra aula, videoconferenza ed e-learning per le parti consentite, con attestati validi in tutta Italia. Per approfondire i temi trasversali puoi consultare la guida al rischio chimico e cancerogeno e quella su rumore e vibrazioni sul lavoro.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti · Vedi tutte le FAQ: FAQ Antincendio — Domande Frequenti sulla Formazione · Vedi tutte le FAQ: FAQ Primo Soccorso — Domande Frequenti
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