- Categoria
- Sicurezza per settore
- Pubblicato
- 28 maggio 2026
- Ultimo aggiornamento
- 28 maggio 2026
- Tempo di lettura
- 4 min (863 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 28 maggio 2026
Palestre e centri sportivi: lavoratori, atleti e pubblico
Palestre, centri fitness, piscine, centri benessere e impianti sportivi sono attività che mettono in compresenza i lavoratori (istruttori, personal trainer, addetti alla reception, addetti alle pulizie, manutentori) e un pubblico numeroso che svolge attività fisica, con tutti i rischi che ne derivano. Il profilo di sicurezza riguarda quindi sia la tutela dei dipendenti sotto il D.Lgs. 81/08, sia la gestione delle emergenze sanitarie che possono colpire chi pratica sport, dove il tema del defibrillatore è diventato centrale.
Dal momento in cui il centro impiega istruttori, personale di reception o addetti con rapporto di lavoro — subordinato o collaborazione equiparata — ricade nel campo di applicazione del D.Lgs. 81/08: il datore di lavoro deve redigere il DVR, organizzare le emergenze e formare il personale in base alla mansione. Va distinto questo obbligo da quello, di natura sportiva, sulla dotazione e sull’uso del defibrillatore semiautomatico, che convive con la sicurezza sul lavoro nello stesso impianto.
Formazione lavoratori: classe di rischio basso
Le attività sportive e di intrattenimento sono classificate, in base ai codici ATECO e all’Accordo Stato-Regioni, generalmente nella classe di rischio basso: la formazione dei lavoratori è quindi di 8 ore complessive (4 di formazione generale comuni a tutti i settori più 4 di formazione specifica sulla mansione). La formazione precede l’adibizione al lavoro e va aggiornata di norma ogni cinque anni.
Il settore è caratterizzato da collaboratori, istruttori a contratto, part-time e turnover: è essenziale formare tempestivamente ogni nuovo ingresso, anche l’istruttore con contratto di collaborazione equiparato. La formazione specifica è l’occasione per trattare i rischi reali dell’ambiente: movimentazione di attrezzi e pesi, scivolamenti su pavimenti bagnati (soprattutto nelle aree piscina e spogliatoi), uso e manutenzione delle attrezzature, rischio elettrico degli apparecchi e rischio chimico dei prodotti per la pulizia e per il trattamento delle acque.
Primo soccorso e defibrillatore BLSD: il tema centrale
Negli impianti sportivi il rischio di emergenze cardiache durante l’attività fisica rende il primo soccorso un tema prioritario. Oltre all’obbligo generale di designare e formare gli addetti al primo soccorso ai sensi del D.Lgs. 81/08 (attività tipicamente in Gruppo B, corso di 12 ore con aggiornamento triennale), per le associazioni e società sportive è prevista la dotazione di un defibrillatore semiautomatico (DAE) e la presenza di personale formato al suo uso. La formazione BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) abilita all’uso del defibrillatore e alle manovre di rianimazione cardiopolmonare.
Per un centro sportivo è quindi opportuno formare un numero adeguato di operatori al BLSD, in modo da garantirne la presenza durante gli orari di apertura, e mantenere il defibrillatore efficiente e accessibile con segnaletica chiara. La combinazione tra addetti al primo soccorso aziendale e operatori BLSD assicura una copertura completa delle emergenze, dalla traumatologia da attività fisica all’arresto cardiaco improvviso, che in ambito sportivo può colpire anche soggetti apparentemente sani.
Impianti, attrezzature, igiene e rischio chimico
Le attrezzature di una palestra — macchine isotoniche, cardio, pesi liberi, attrezzi per i corsi — devono essere mantenute in sicurezza, con manutenzione documentata e addestramento del personale all’uso e alla verifica, perché un attrezzo difettoso è un pericolo sia per il lavoratore sia per il cliente. Vanno inoltre gestiti il rischio elettrico degli apparecchi (con qualifiche PES/PAV per gli interventi sugli impianti, secondo la norma CEI 11-27), il rischio di scivolamento e cadute, e la movimentazione manuale di attrezzature e pesi da parte degli istruttori.
Nei centri con piscina e spa il rischio chimico è rilevante: cloro, acidi e prodotti per il trattamento delle acque possono provocare ustioni chimiche e intossicazioni se manipolati o stoccati in modo errato, e il divieto di miscelare prodotti incompatibili è assoluto. La valutazione del rischio chimico, i DPI e la formazione specifica per chi gestisce gli impianti di trattamento sono indispensabili. L’igiene degli ambienti — spogliatoi, docce, aree comuni — è infine un capitolo trasversale che tutela sia i lavoratori sia gli utenti.
Figure di sistema, emergenze e 123Formazione
Il centro sportivo deve organizzare le emergenze e individuare le figure di sistema: gli addetti antincendio formati con il livello corrispondente alla valutazione del rischio incendio (secondo il D.M. 02/09/2021), considerando che un impianto con ampia affluenza di pubblico può essere soggetto ai controlli di prevenzione incendi; l’RSPP (modulo A e modulo B, o il datore di lavoro nelle ipotesi ammesse); l’RLS dove sono presenti dipendenti; e i preposti che coordinano il personale e vigilano sul rispetto delle procedure.
Con 123Formazione puoi attivare i corsi per palestre e centri sportivi — formazione lavoratori rischio basso, primo soccorso, BLSD per l’uso del defibrillatore, antincendio e formazione preposti — scegliendo tra aula, videoconferenza ed e-learning per le parti consentite, con attestati validi in tutta Italia. Ti aiutiamo a comporre un piano che copra sia gli obblighi di sicurezza sul lavoro sia la copertura BLSD necessaria per la tua attività.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti · Vedi tutte le FAQ: FAQ Primo Soccorso — Domande Frequenti · Vedi tutte le FAQ: FAQ Antincendio — Domande Frequenti sulla Formazione
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