- Pubblicato
- 21 giugno 2026
- Ultimo aggiornamento
- 21 giugno 2026
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- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 21 giugno 2026
La norma EN 166 e la classificazione dei protettori dell'occhio
La norma EN 166 costituisce il riferimento principale per i protettori individuali dell'occhio nei luoghi di lavoro. Essa stabilisce i requisiti fondamentali per tutti i tipi di protezione oculare — montature con oculari, occhiali a maschera, schermi facciali — definendo la marcatura che ogni dispositivo conforme deve riportare. La marcatura è stampigliata sull'oculare e sulla montatura e permette di risalire al fabbricante, alla norma applicata, alla classe ottica e alle protezioni specifiche offerte.
La classe ottica dell'oculare indica la qualità della visione attraverso di esso: la classe 1 è la più alta ed è richiesta per l'uso continuativo e professionale; la classe 2 è accettabile per usi intermittenti; la classe 3 è destinata a protezioni temporanee. Una visione distorta dovuta a oculari di bassa qualità ottica può causare affaticamento visivo e aumentare il rischio di incidenti, specialmente nelle lavorazioni di precisione.
I protettori oculari si distinguono in occhiali di sicurezza (montature con lenti singole o doppie), occhiali a maschera o goggles (che avvolgono l'occhio su tutti i lati), schermi facciali e visiere. La scelta tra queste tipologie dipende dalla natura del rischio: gli occhiali di sicurezza offrono protezione frontale ma non laterale da schizzi; gli occhiali a maschera stagni proteggono da vapori e schizzi da tutte le direzioni; le visiere proteggono anche il viso dalla proiezione di particelle o schizzi in lavorazioni come la molatura o la saldatura.
Protezione contro rischi chimici, biologici e radiazioni UV
Gli occhiali stagni (goggles a tenuta di gas e vapori) sono necessari quando si lavora con sostanze chimiche che possono liberare vapori irritanti o corrosivi, o quando esiste rischio di schizzo di liquidi. La marcatura "3" sull'oculare, secondo EN 166, indica resistenza alla penetrazione di liquidi; la codifica "4" indica resistenza agli aerosol grossolani; la marcatura "5" indica resistenza ai gas e alle polveri fini.
La protezione contro le radiazioni ultraviolette è trattata dalla norma EN 170. Gli occhiali con filtri UV sono necessari quando si lavora con lampade germicide, processi di polimerizzazione UV, saldatura a fiamma e in ambienti con forte irraggiamento solare. Le scale di filtraggio UV presenti nella marcatura indicano il livello di attenuazione delle radiazioni nelle diverse bande dello spettro.
In ambienti con rischio di agenti biologici aerodispersi o di schizzi di materiali biologici potenzialmente infetti — come in ambito sanitario o nelle lavorazioni di prodotti di origine animale — si utilizzano occhiali a maschera con tenuta perimetrale abbinati ad altri DPI del viso. In queste situazioni è particolarmente importante che la protezione oculare sia compatibile con gli altri dispositivi indossati contemporaneamente, come le maschere respiratorie.
Visiere facciali: protezione integrale del viso
Le visiere facciali offrono protezione all'intero viso e sono impiegate in lavorazioni con rischio di proiezione di frammenti (molatura, tornitura), di schizzi di liquidi corrosivi, di arco elettrico (in questo caso con visiere speciali per lavori elettrici) e di irradiazione. A differenza degli occhiali, la visiera da sola non offre necessariamente una protezione adeguata degli occhi da schizzi chimici che possono penetrare dal basso o dai lati, motivo per cui in certi contesti viene abbinata a occhiali di sicurezza.
Le visiere devono essere selezionate in base al rischio specifico e alle condizioni operative: la trasmissione della luce, la resistenza agli urti, la resistenza ai graffi e la resistenza agli agenti chimici sono parametri regolamentati dalla EN 166 e indicati nella marcatura. Una visiera graffiata o opacizzata riduce la visibilità e può essa stessa diventare un fattore di rischio.
La regolazione dell'attacco alla testa deve consentire una vestibilità sicura senza causare pressione eccessiva sulla fronte o sul cranio. In contesti in cui si lavora con caschi protettivi, la visiera deve essere compatibile con il casco e progettata per integrarsi con esso senza compromettere né la stabilità del casco né l'efficacia della visiera stessa.
Manutenzione, sostituzione e compatibilità con altri DPI
La pulizia degli oculari deve avvenire con prodotti non abrasivi e panni morbidi, seguendo le istruzioni del fabbricante. L'uso di solventi aggressivi, carta abrasiva o panni sintetici non idonei può graffiare o opacizzare gli oculari, riducendo la visibilità e compromettendo le proprietà di filtraggio o la resistenza meccanica. Un oculare graffiato o con crepe superficiali deve essere sostituito.
La compatibilità con altri DPI è un aspetto critico nella protezione di occhi e viso. In molti contesti i lavoratori devono indossare contemporaneamente una protezione respiratoria, una protezione uditiva e una protezione oculare. La progettazione di questi dispositivi deve tenere conto delle interferenze reciproche: una semimaschera che solleva gli occhiali o cuffie antirumore che rendono instabile la visiera possono vanificare la protezione prevista.
Il datore di lavoro, in ottemperanza all'art. 77 del D.Lgs. 81/08, deve verificare che i DPI scelti siano effettivamente indossabili in combinazione senza perdita di efficacia. Questo richiede in alcuni casi prove di indossamento collettive e il coinvolgimento dei lavoratori nella fase di selezione, affinché i dispositivi scelti siano non solo tecnicamente adeguati ma anche accettati e realmente utilizzati.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti
Fonti
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