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Antincendio e primo soccorso

Emergenze sanitarie in azienda: catena del soccorso e allertamento 112/118

Gestire bene un’emergenza sanitaria significa conoscere la catena del soccorso e saper allertare i numeri di emergenza in modo chiaro: ecco come organizzarsi in azienda.

A cura della Redazione 123Formazione · Aggiornato il 7 aprile 2026 · Tempo di lettura 4 min

Categoria
Antincendio e primo soccorso
Pubblicato
7 aprile 2026
Ultimo aggiornamento
7 aprile 2026
Tempo di lettura
4 min (717 parole)
Autore
A cura della Redazione 123Formazione

A cura della Redazione 123Formazione

Revisione: team tecnico sicurezza

Ultimo aggiornamento: 7 aprile 2026

Cos’è la catena del soccorso

La catena del soccorso è la sequenza di azioni che, una dopo l’altra, collegano il momento dell’emergenza all’arrivo del soccorso qualificato. Ogni anello dipende dal precedente: se uno si interrompe o ritarda, l’efficacia dell’intero intervento ne risente. Comprendere questa logica aiuta gli addetti a non perdere tempo prezioso e ad agire con metodo anziché d’istinto.

In azienda la catena parte dal riconoscimento dell’emergenza e dalla messa in sicurezza della scena, prosegue con l’allertamento del sistema di emergenza sanitaria, continua con le prime manovre di assistenza prestate dagli addetti e si chiude con l’arrivo dei soccorritori professionali. Conoscere questi passaggi è parte integrante della formazione di primo soccorso prevista dal D.M. 388/2003.

Riconoscere l’emergenza e mettere in sicurezza la scena

Il primo anello è saper riconoscere che si è di fronte a una vera emergenza sanitaria: una perdita di coscienza, un malore improvviso, un trauma importante, un’emorragia o difficoltà respiratorie. Una valutazione rapida ma corretta indirizza tutte le azioni successive e consente di trasmettere informazioni utili ai soccorsi.

Prima di avvicinarsi alla persona, l’addetto deve garantire la sicurezza propria e degli altri: valutare la presenza di pericoli residui (parti in movimento, rischio elettrico, sostanze pericolose) ed eliminarli o evitarli. Soccorrere mettendo a rischio se stessi trasformerebbe un infortunato in due, complicando l’intervento invece di risolverlo.

Allertare il 112 e il 118

Il cuore della catena del soccorso è l’allertamento tempestivo del sistema di emergenza esterno. In gran parte del territorio è attivo il Numero Unico di Emergenza Europeo 112, che smista la chiamata verso il soccorso competente; in altre aree resta operativo il 118 per l’emergenza sanitaria. In entrambi i casi la chiamata è gratuita e raggiungibile anche da telefono fisso.

Una chiamata efficace fornisce in modo ordinato le informazioni essenziali: luogo preciso dell’evento e indicazioni per raggiungerlo, cosa è accaduto, numero di persone coinvolte e loro condizioni, presenza di pericoli particolari. È importante non chiudere la comunicazione prima che l’operatore lo indichi, perché potrebbe dare istruzioni utili da seguire fino all’arrivo dei mezzi.

Le prime manovre in attesa dei soccorsi

Mentre i soccorsi sono in arrivo, l’addetto al primo soccorso presta le prime cure compatibili con la sua formazione: controllo dello stato di coscienza e del respiro, gestione di emorragie, posizionamento corretto della persona, eventuali manovre di rianimazione di base se la situazione lo richiede. L’obiettivo è stabilizzare e impedire che le condizioni peggiorino.

L’addetto non sostituisce il personale sanitario: il suo compito è guadagnare tempo e mantenere la persona nelle migliori condizioni possibili fino all’arrivo dei professionisti. Per questo la formazione insiste sulle capacità pratiche e sul mantenimento della lucidità, due elementi che si allenano e che vanno rinnovati con l’aggiornamento periodico.

Organizzare l’azienda per facilitare i soccorsi

Una buona gestione dell’emergenza dipende anche dall’organizzazione predisposta prima che l’evento accada. Servono procedure note a tutti, addetti formati e presenti in ogni turno, segnaletica chiara, percorsi liberi per l’arrivo dei mezzi e una persona incaricata di accogliere i soccorritori e accompagnarli rapidamente sul posto.

Tutto questo va inquadrato nella valutazione dei rischi e nella gestione delle emergenze richieste dal D.Lgs. 81/08. Prove e momenti di richiamo periodici aiutano i lavoratori a sapere cosa fare senza esitare: in emergenza non c’è tempo per improvvisare un’organizzazione che non sia stata preparata in anticipo.

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Con 123Formazione puoi formare gli addetti al primo soccorso e organizzare la gestione delle emergenze sanitarie, integrando la conoscenza della catena del soccorso e dell’allertamento del 112/118 con la pratica delle manovre di assistenza. I corsi sono disponibili in aula, in videoconferenza ed e-learning per la parte teorica, con attestato valido in tutta Italia.

Affiancare la formazione di primo soccorso a procedure aziendali chiare e ad aggiornamenti periodici è il modo più concreto per ridurre i tempi di risposta e affrontare un’emergenza sanitaria con metodo invece che con improvvisazione.

Domande frequenti

Chi deve fare il corso di primo soccorso aziendale?

Il datore di lavoro deve designare uno o più lavoratori come addetti al primo soccorso. Il numero dipende dalla dimensione aziendale. Tutti i designati devono seguire la formazione prevista dal D.M. 388/2003.

Qual è la differenza tra Gruppo A, B e C?

Gruppo A: aziende con più di 5 dipendenti nei settori a rischio elevato (industria, costruzioni, agricoltura) — corso di 16 ore. Gruppo B: aziende con 3-5 dipendenti a rischio medio — corso di 12 ore. Gruppo C: aziende fino a 2 dipendenti a rischio basso — corso di 12 ore.

Ogni quanto si rinnova il corso di primo soccorso?

L’aggiornamento è obbligatorio ogni 3 anni. Per il Gruppo A la durata è di 6 ore, per i Gruppi B e C di 4 ore. L’aggiornamento deve includere sia la parte teorica che le esercitazioni pratiche di BLS (Basic Life Support).

Chi può erogare il corso di primo soccorso aziendale?

Il D.M. 388/2003 stabilisce che la formazione dei lavoratori designati al primo soccorso debba essere svolta da personale medico, in collaborazione, ove necessario, con altro personale specializzato. La parte pratica (manovre di rianimazione, BLS) deve essere svolta sotto la guida di formatori qualificati. L’attestato rilasciato al termine certifica l’avvenuto addestramento dell’addetto.

È obbligatoria la cassetta di primo soccorso o il pacchetto di medicazione?

Sì. Il D.M. 388/2003 (allegati 1 e 2) impone la presenza della cassetta di pronto soccorso nelle aziende dei Gruppi A e B e del pacchetto di medicazione nelle aziende del Gruppo C. Il contenuto minimo è definito dagli allegati e deve essere mantenuto efficiente e completo. La cassetta va custodita in luogo facilmente accessibile e individuabile con apposita segnaletica.

Il defibrillatore (DAE) è obbligatorio in azienda?

Non esiste un obbligo generalizzato di dotazione del defibrillatore semiautomatico (DAE) per tutte le aziende; l’obbligo riguarda specifiche realtà previste dalla normativa di settore. La Legge 116/2021 ha però promosso la diffusione dei DAE e la formazione all’uso. Dove il DAE è presente, gli addetti al primo soccorso devono essere adeguatamente formati al suo utilizzo, integrando le manovre di BLSD (Basic Life Support Defibrillation).

Vedi tutte le FAQ: FAQ Primo Soccorso — Domande Frequenti · Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti

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