- Categoria
- Sicurezza per settore
- Pubblicato
- 17 giugno 2026
- Ultimo aggiornamento
- 17 giugno 2026
- Tempo di lettura
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- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 17 giugno 2026
Un settore con rischi spesso sottovalutati
L’attività di onoranze funebri comporta rischi specifici che vengono frequentemente sottostimati: contatto con salme e fluidi biologici con conseguente rischio di esposizione ad agenti biologici, sollevamento e trasporto di feretri e di salme con notevole impegno fisico, guida frequente per recuperi e trasferimenti, lavoro in cimiteri, camere mortuarie e abitazioni, orari irregolari e reperibilità, e un forte e continuo carico emotivo legato al contatto con il lutto e con i familiari.
Anche le imprese di onoranze funebri, dal momento in cui impiegano lavoratori dipendenti o equiparati, rientrano pienamente nel campo di applicazione del D.Lgs. 81/08. Il datore di lavoro deve predisporre la valutazione dei rischi — che qui comprende rischio biologico, movimentazione manuale dei carichi, rischio da guida e stress lavoro-correlato — e garantire una formazione adeguata a mansioni che combinano lavoro fisico e impatto psicologico.
Formazione lavoratori: la classe di rischio
La classe di rischio va determinata in base ai codici ATECO e all’Accordo Stato-Regioni: le attività di pompe funebri e connesse sono tendenzialmente classificate nella classe di rischio medio, con 4 ore di formazione generale, comuni a tutti i settori, più 8 ore di formazione specifica sui rischi della mansione.
La formazione va completata prima dell’adibizione al lavoro e aggiornata periodicamente, di norma ogni cinque anni. La formazione specifica deve trattare i rischi reali del lavoro funebre: agenti biologici, movimentazione manuale dei carichi, rischi nella guida e negli spostamenti, oltre alle ricadute psicologiche dell’esposizione continua al lutto. Sottostimare la classe di rischio, riducendo le ore dovute, equivale sul piano sostanziale a una formazione mancante.
Rischio biologico nel contatto con le salme
Il contatto con salme, fluidi corporei e ambienti contaminati espone gli operatori ad agenti biologici regolati dal Titolo X del D.Lgs. 81/08, anche nei casi di decessi per malattie infettive. La valutazione del rischio biologico, la vaccinazione dove indicata, l’igiene personale e l’uso corretto dei DPI (guanti, camici, protezioni delle vie respiratorie) sono misure essenziali, da applicare nelle operazioni di vestizione, composizione, tanatoprassi e trasporto.
La formazione sul rischio biologico rende gli operatori consapevoli delle vie di esposizione, dell’importanza dell’igiene e delle procedure di sanificazione di mezzi e attrezzature, ed è da collegare alle prescrizioni del medico competente nell’ambito della sorveglianza sanitaria. È un contenuto centrale, da non ridurre a un richiamo generico nella formazione di base.
Movimentazione feretri e rischio da guida
Il sollevamento, lo spostamento e il trasporto di feretri e di salme comportano carichi pesanti, posture incongrue, movimenti su scale, terreni sconnessi e spazi ristretti: la movimentazione manuale dei carichi è uno dei rischi fisici più rilevanti del settore. La formazione sulla movimentazione manuale dei carichi, l’uso di ausili (carrelli, montaferetri, barelle) e le tecniche corrette di sollevamento di squadra sono misure di prevenzione fondamentali contro i disturbi muscolo-scheletrici.
La guida frequente di autofunebri e mezzi aziendali, spesso con orari irregolari e in condizioni di stanchezza, rappresenta un rischio da gestire nella valutazione: vanno considerati i tempi di guida, la manutenzione dei mezzi e l’informazione dei lavoratori sui comportamenti di guida sicura. Dove l’uso di particolari attrezzature lo richiede, vanno valutate eventuali abilitazioni specifiche.
Stress lavoro-correlato, antincendio e figure di sistema
Il contatto continuo con il lutto, la morte e il dolore dei familiari, unito a reperibilità, turni e urgenze, espone gli operatori a un rischio psicosociale concreto. La valutazione dello stress lavoro-correlato è obbligatoria per tutte le aziende ai sensi del D.Lgs. 81/08 e in questo settore assume particolare importanza: la formazione e l’informazione dei lavoratori sui fattori di rischio psicosociale e sulle misure organizzative di supporto sono parte integrante della prevenzione.
Vanno inoltre formati gli addetti antincendio, con livello del corso (1, 2 o 3 secondo il D.M. 02/09/2021) commisurato alla valutazione del rischio incendio, e gli addetti al primo soccorso in base al gruppo dell’azienda. Sul piano organizzativo vanno individuate le figure di sistema: l’RSPP, l’RLS e i preposti. Il responsabile delle operazioni o il capo-squadra riveste il ruolo di preposto e necessita della specifica formazione aggiuntiva.
Organizzare la formazione con 123Formazione
Tenere insieme formazione lavoratori rischio medio, rischio biologico, movimentazione dei feretri, gestione dello stress lavoro-correlato, rischio da guida, antincendio e primo soccorso richiede uno scadenzario ordinato: in un’impresa funebre, con organici ridotti e reperibilità, è facile che le scadenze si sovrappongano e che un nuovo addetto resti formato solo a metà.
Con 123Formazione puoi attivare i corsi per imprese di onoranze funebri scegliendo tra aula, videoconferenza per le parti teoriche e prove pratiche dedicate, con attestati validi in tutta Italia. Possiamo aiutarti a comporre il piano formativo sulle mansioni effettivamente svolte — dalla camera mortuaria al trasporto — senza percorsi superflui.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti · Vedi tutte le FAQ: FAQ Antincendio — Domande Frequenti sulla Formazione · Vedi tutte le FAQ: FAQ Primo Soccorso — Domande Frequenti
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