- Categoria
- Sicurezza per settore
- Pubblicato
- 18 giugno 2026
- Ultimo aggiornamento
- 18 giugno 2026
- Tempo di lettura
- 5 min (936 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 18 giugno 2026
CO2, calore, igiene e movimentazione in un solo ciclo
La produzione di birra e di altre bevande concentra rischi molto diversi tra loro: sviluppo e accumulo di anidride carbonica (CO2) durante la fermentazione, con il pericolo di atmosfere a ossigeno ridotto in cantine, locali interrati e all’interno di tini e serbatoi; lavorazioni ad alte temperature nelle fasi di ammostamento, bollitura e cotta, con caldaie, vapore e superfici calde; igiene alimentare lungo tutta la filiera; movimentazione di fusti, casse, bancali e materie prime; rischio chimico da prodotti di sanificazione e da CO2 in pressione; oltre a rumore e pavimenti bagnati.
Anche i birrifici e le aziende di produzione bevande, dal momento in cui impiegano lavoratori dipendenti o equiparati, rientrano pienamente nel campo di applicazione del D.Lgs. 81/08. Il datore di lavoro deve predisporre la valutazione dei rischi — che qui comprende ambienti confinati, attrezzature in pressione e calore, agenti chimici e movimentazione manuale — e garantire la formazione del personale di cantina, confezionamento e magazzino.
CO2 e spazi confinati: il rischio più grave
L’anidride carbonica prodotta dalla fermentazione e quella impiegata per la saturazione delle bevande è più pesante dell’aria e tende ad accumularsi in basso, riducendo l’ossigeno: in cantine, locali interrati, vasche di raccolta e all’interno di tini e serbatoi si possono creare atmosfere mortali, anche per i soccorritori improvvisati. La valutazione del rischio deve prevedere ventilazione, rilevatori di CO2 e ossigeno, procedure di accesso e l’informazione e formazione dei lavoratori.
La pulizia, l’ispezione e la manutenzione interna di tini, serbatoi di fermentazione e maturazione configurano lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati ai sensi del DPR 177/2011: questi interventi richiedono procedure rigorose, personale qualificato e una specifica formazione per i lavori in spazi confinati, oltre alla qualificazione dell’impresa quando previsto. È uno dei rischi più sottovalutati e più pericolosi del settore.
HACCP: l’obbligo per chi produce bevande
La produzione di bevande rientra tra le attività alimentari soggette alla normativa igienico-sanitaria europea (Regolamento CE 852/2004), con l’obbligo di un sistema di autocontrollo basato sui principi HACCP. Gli addetti che manipolano materie prime e prodotto devono ricevere una formazione sull’igiene alimentare adeguata al ruolo, con percorsi e durate differenziate definiti dalle normative regionali, che disciplinano anche l’aggiornamento. La formazione HACCP è distinta e aggiuntiva rispetto alla formazione sulla sicurezza sul lavoro.
Il sistema di autocontrollo va documentato in un manuale HACCP costruito sulle lavorazioni effettive del birrificio o dell’azienda di bevande, con l’individuazione dei punti critici di controllo, la gestione degli allergeni e le procedure di sanificazione di impianti e linee. La formazione del personale è ciò che rende vivo e applicato il manuale, evitando che resti un documento solo formale.
Formazione lavoratori, caldaie e movimentazione carichi
La classe di rischio per la sicurezza sul lavoro va determinata in base ai codici ATECO e all’Accordo Stato-Regioni: l’industria delle bevande ricade tipicamente nella classe di rischio medio o alto a seconda delle lavorazioni, con 4 ore di formazione generale più la formazione specifica sui rischi della mansione (8 ore per il rischio medio, 12 per il rischio alto), da aggiornare di norma ogni cinque anni. La formazione va completata prima dell’adibizione al lavoro.
Le fasi di cotta e bollitura comportano caldaie, vapore e superfici calde con rischio di ustione e, dove presenti generatori di vapore, gli adempimenti sulle attrezzature a pressione. La movimentazione di fusti, casse, bancali e sacchi di malto espone a sforzi e posture incongrue: la formazione sulla movimentazione manuale dei carichi e l’uso di ausili sono misure importanti. Dove si impiegano carrelli elevatori per la movimentazione di bancali serve l’ulteriore abilitazione ai carrelli, con aggiornamento quinquennale.
Antincendio, primo soccorso e figure di sistema
La presenza di caldaie, impianti, materiali di confezionamento e, in alcune produzioni, di alcol richiede una valutazione del rischio incendio: la nomina e formazione degli addetti antincendio è indispensabile e il livello del corso (1, 2 o 3 secondo il D.M. 02/09/2021) dipende dalla valutazione della specifica attività. Gli addetti vanno addestrati alle procedure di evacuazione e all’uso dei presidi presenti.
Per le emergenze sanitarie vanno formati gli addetti al primo soccorso in base al gruppo dell’azienda, fondamentali anche per gestire malori da esposizione a CO2 e ustioni. Sul piano organizzativo vanno individuate le figure di sistema: l’RSPP con i moduli previsti, l’RLS e i preposti. Il mastro birraio responsabile o il capo-cantina riveste il ruolo di preposto e necessita della specifica formazione aggiuntiva, particolarmente importante per la vigilanza sugli accessi a serbatoi e ambienti confinati.
Organizzare la formazione con 123Formazione
Tenere insieme HACCP per gli addetti, formazione lavoratori, spazi confinati e rischio CO2, gestione di caldaie e calore, movimentazione carichi, abilitazione ai carrelli, antincendio e primo soccorso richiede uno scadenzario ordinato: in un birrificio o in un’azienda di bevande è facile che le scadenze si sovrappongano e che un nuovo addetto resti formato solo a metà su uno dei fronti.
Con 123Formazione puoi attivare insieme i corsi HACCP e quelli sulla sicurezza sul lavoro per birrifici e produzione bevande, scegliendo tra aula, videoconferenza, e-learning per le parti teoriche e prove pratiche dedicate (compresi i lavori in spazi confinati), con attestati validi in tutta Italia. Possiamo aiutarti a comporre il piano formativo sulle mansioni e sulle lavorazioni effettivamente presenti, senza percorsi superflui.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti · Vedi tutte le FAQ: FAQ HACCP — Domande Frequenti sull’Igiene Alimentare · Vedi tutte le FAQ: FAQ Antincendio — Domande Frequenti sulla Formazione
Corsi correlati
Hai bisogno di assistenza sulla formazione della tua azienda?
Il nostro team verifica gratuitamente il piano formativo e ti propone le soluzioni più adatte al tuo settore.
ContattaciGuide correlate
Spazi confinati e D.P.R. 177/2011: requisiti e formazione
Cosa prevede il D.P.R. 177/2011 per i lavori in spazi confinati: qualificazione delle imprese, esperienza del personale e formazione specifica.
HACCP: obblighi, livelli e validità per il settore alimentare
Tutto sul corso HACCP obbligatorio per chi lavora a contatto con gli alimenti.
Sicurezza sul lavoro in cantine, vinicole e frantoi: corsi obbligatori e spazi confinati
Vasche, autoclavi, CO2 in fermentazione e lavorazioni stagionali: cantine e frantoi nascondono il rischio mortale degli spazi confinati. Tra DPR 177, HACCP e movimentazione, ecco i corsi.