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123FormazioneSicurezza · Ambiente · Compliance
Sicurezza per settore

Sicurezza nelle aziende di riparazione elettrodomestici: la guida

Riparare lavatrici, frigoriferi, forni e piccoli elettrodomestici significa mettere le mani sull’elettricità, sui gas refrigeranti e su carichi pesanti, spesso a casa del cliente e da soli. Vediamo quali corsi di sicurezza servono davvero a chi gestisce un centro di assistenza tecnica.

A cura della Redazione 123Formazione · Aggiornato il 19 giugno 2026 · Tempo di lettura 4 min

Categoria
Sicurezza per settore
Pubblicato
19 giugno 2026
Ultimo aggiornamento
19 giugno 2026
Tempo di lettura
4 min (847 parole)
Autore
A cura della Redazione 123Formazione

A cura della Redazione 123Formazione

Revisione: team tecnico sicurezza

Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026

Riparazione elettrodomestici: rischi nascosti dietro un mestiere comune

I centri di assistenza e i tecnici riparatori intervengono su grandi elettrodomestici (lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi, congelatori, forni, piani cottura, asciugatrici) e su piccoli apparecchi (microonde, aspirapolvere, ferri, macchine da caffè). Le operazioni avvengono in laboratorio o, molto spesso, a domicilio del cliente: il tecnico smonta carcasse, controlla schede elettroniche, sostituisce resistenze, motori, pompe e compressori, ricarica circuiti del freddo e collauda gli apparecchi sotto tensione. Dietro un mestiere percepito come ordinario si nascondono rischi tutt’altro che banali.

Quando l’azienda impiega lavoratori dipendenti, soci o equiparati ricade nel D.Lgs. 81/08: il datore di lavoro nomina l’RSPP, redige il DVR e organizza la formazione. Il DVR deve trattare in modo specifico il rischio elettrico (anche su apparecchi con condensatori carichi), il rischio da gas refrigeranti e da circuiti in pressione, la movimentazione di carichi pesanti, l’uso di utensili e i rischi del lavoro presso terzi, dove il tecnico opera in ambienti che non controlla e spesso da solo (lavoratore isolato).

Formazione lavoratori e preposti

La riparazione di apparecchi elettrici è generalmente inquadrabile nella classe di rischio medio. Ogni lavoratore deve completare 4 ore di formazione generale e 8 ore di formazione specifica (12 ore totali) prima di essere adibito alle mansioni, con aggiornamento di 6 ore ogni cinque anni. La formazione specifica deve essere calibrata sui rischi reali del tecnico: elettricità, ustioni, taglio, movimentazione, lavoro a domicilio e gestione del lavoratore isolato.

Quando l’azienda organizza squadre o ha tecnici che coordinano altri operatori va nominato e formato il preposto. Per i tecnici che si muovono da soli sul territorio è utile prevedere procedure di reperibilità e comunicazione e una formazione specifica sulla gestione delle situazioni a domicilio. Per il quadro generale vedi le nostre guide sul corso preposti, ruolo e obblighi e sulla formazione generale e specifica, differenze.

Rischio elettrico: il cuore del mestiere

L’elettricità è il rischio principale: si interviene su apparecchi collegati alla rete, su schede e su componenti che possono restare in tensione anche da spenti (condensatori di forni a microonde e di motori). Il tecnico deve saper mettere in sicurezza l’apparecchio prima di intervenire e operare secondo procedure precise. Per i lavori elettrici la norma di riferimento è la CEI 11-27, che definisce le qualifiche PES (persona esperta), PAV (persona avvertita) e PEI (idonea ai lavori sotto tensione): la relativa formazione e l’addestramento sono essenziali. Approfondisci con la nostra guida sul rischio elettrico PES, PAV, PEI.

Accanto all’elettricità ci sono i rischi termici (resistenze, forni, ferri, motori caldi), i tagli su lamiere e plastica e le proiezioni durante lo smontaggio. L’uso di utensili elettrici e attrezzature richiede addestramento secondo l’art. 73 del D.Lgs. 81/08 e DPI adeguati: guanti, occhiali, calzature. Il datore di lavoro deve fornire i DPI corretti e addestrarne all’uso — vedi la nostra guida su come scegliere i DPI corretti.

Gas refrigeranti, circuiti in pressione e movimentazione

Frigoriferi, congelatori, condizionatori e asciugatrici a pompa di calore contengono gas refrigeranti e circuiti in pressione. Gli interventi sul circuito frigorifero (recupero, carica, ricerca fughe) sono regolati dalla normativa sui gas fluorurati a effetto serra (regolamento F-gas), che richiede personale e imprese certificati: oltre alla certificazione di settore, il tecnico va formato sul rischio chimico e sul rischio da fluidi in pressione. Alcuni refrigeranti moderni sono infiammabili, il che aggiunge un rischio di incendio da gestire con procedure specifiche.

Gli elettrodomestici di grandi dimensioni sono pesanti e ingombranti e vengono spostati a mano su scale, in spazi stretti e in auto: la movimentazione manuale dei carichi va valutata e affrontata con formazione e addestramento dedicati, prevedendo carrelli, cinghie e ausili. Nei magazzini dei ricambi e nei centri più strutturati, l’uso di transpallet o carrelli elevatori richiede operatori abilitati secondo l’Accordo Stato-Regioni. Vedi la nostra guida sulla movimentazione manuale dei carichi.

Emergenze e pacchetto formativo con 123Formazione

Anche il centro di assistenza deve nominare e formare gli addetti antincendio e gli addetti al primo soccorso, con cassetta e procedure adeguate, e definire la gestione delle emergenze sia in laboratorio sia per i tecnici che operano isolati a domicilio (cosa fare in caso di scossa elettrica, ustione o malore). Vanno previste le procedure per gli infortuni e per i quasi-infortuni, particolarmente importanti dove si lavora con l’elettricità.

Con 123Formazione un’azienda di riparazione elettrodomestici può costruire il pacchetto completo — formazione lavoratori a rischio medio, formazione dei preposti, rischio elettrico PES/PAV/PEI, movimentazione manuale dei carichi, antincendio e primo soccorso — in aula, videoconferenza per le parti teoriche ed e-learning dove la normativa lo consente, con attestati validi in tutta Italia. Vedi anche le nostre guide sul rischio elettrico e su come scegliere i DPI corretti.

Domande frequenti

Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?

Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.

Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?

La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.

Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?

Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.

La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?

Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.

Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?

L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.

Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti

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