- Categoria
- Sicurezza per settore
- Pubblicato
- 19 giugno 2026
- Ultimo aggiornamento
- 19 giugno 2026
- Tempo di lettura
- 5 min (944 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026
Due mondi in un’unica azienda: redazione e set
Le aziende di editoria, le case editrici, le testate, le agenzie di stampa e le società di produzione audiovisiva e media convivono con due profili di rischio molto diversi. Da un lato la redazione: lavoro prolungato al videoterminale, posture statiche, ritmi e scadenze serrate, stress da deadline. Dall’altro la parte operativa: troupe, allestimenti di set, montaggio di strutture sceniche e americane (truss) per luci e audio, lavori in quota, movimentazione di attrezzature, cavi e riprese in esterna con trasferte. Dal momento in cui impiegano lavoratori dipendenti o equiparati, queste imprese rientrano pienamente nel campo di applicazione del D.Lgs. 81/08.
La valutazione dei rischi deve perciò distinguere le diverse mansioni: chi lavora stabilmente in redazione, chi opera sul campo e chi svolge entrambe le attività. La classe di rischio varia di conseguenza: tendenzialmente bassa per le attività editoriali d’ufficio, più elevata per le produzioni con allestimenti e lavori in quota. Trattare tutto come “lavoro d’ufficio” è un errore frequente proprio nelle realtà che producono anche contenuti audiovisivi.
Redazione: videoterminali e stress da deadline
Giornalisti, redattori, grafici editoriali e impaginatori operano per gran parte della giornata al videoterminale e rientrano tra i lavoratori addetti ai VDT quando lo utilizzano in modo sistematico per almeno venti ore settimanali. Per loro il Titolo VII del D.Lgs. 81/08 impone specifica informazione e formazione su postura, organizzazione della postazione, pause e disturbi visivi e muscolo-scheletrici, oltre alla sorveglianza sanitaria mirata.
Il lavoro redazionale è inoltre un terreno classico di stress lavoro-correlato: chiusure, deadline non negoziabili, reperibilità sulle notizie, turni serali e festivi. La valutazione dello stress lavoro-correlato è obbligatoria ai sensi dell’art. 28 del D.Lgs. 81/08 e deve tradursi in misure organizzative concrete su carichi, turni e gestione delle emergenze redazionali, supportate dalla formazione di preposti e capi-redattori.
Troupe e set: allestimenti, americane e lavori in quota
La parte operativa concentra rischi tipicamente “di cantiere”: montaggio e smontaggio di set, strutture sceniche, graticci e americane (truss) per luci e amplificazione, con lavori in quota su scale, trabattelli o piattaforme. I lavori in quota oltre i due metri richiedono misure di protezione collettive o individuali e, dove si usano sistemi anticaduta, la specifica formazione e l’addestramento all’uso dei DPI di terza categoria ai sensi dell’art. 77 del D.Lgs. 81/08.
Sul set si aggiungono il rischio elettrico legato a impianti luce, gruppi elettrogeni e cablaggi temporanei — che impone personale informato e, per gli interventi qualificati, formazione adeguata al ruolo (PES, PAV, PEI ove pertinente) — la movimentazione manuale di attrezzature pesanti e flight case, e il rischio inciampo da cavi. Dove si impiegano piattaforme di lavoro elevabili o si movimentano carichi con mezzi, scattano gli ulteriori obblighi di abilitazione previsti dall’Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012.
Riprese in esterna e trasferte
Le riprese in esterna e le trasferte comportano rischi specifici: guida prolungata, ambienti non controllati dall’azienda, condizioni meteo e microclimatiche variabili, lavoro in luoghi pubblici o in cantiere di terzi. Quando i lavoratori operano presso sedi o aree di terzi vanno gestiti gli aspetti di coordinamento e, nei casi previsti, predisposto il DUVRI per i rischi da interferenza; le informazioni su rischi e procedure del luogo ospitante devono raggiungere la troupe prima dell’intervento.
La trasferta non interrompe gli obblighi del datore di lavoro: la formazione, l’idoneità sanitaria e la dotazione di DPI seguono il lavoratore ovunque operi. Vanno definite procedure per le emergenze fuori sede, i contatti, il primo soccorso e la gestione degli imprevisti, soprattutto per le riprese in luoghi isolati o all’estero.
Antincendio, primo soccorso e figure di sistema
Sia in sede sia sul set vanno nominati e formati gli addetti antincendio e gli addetti al primo soccorso. Per il rischio incendio il livello del corso (1, 2 o 3 secondo il D.M. 02/09/2021) dipende dalla valutazione del rischio della specifica attività: gli uffici editoriali si collocano in genere sul livello più basso, mentre studi, teatri di posa e magazzini di scenografie e attrezzature possono richiedere una valutazione più attenta per carichi d’incendio e impianti.
Per le emergenze sanitarie vanno formati gli addetti al primo soccorso in base al gruppo dell’azienda. Sul piano organizzativo vanno individuate le figure di sistema: l’RSPP (o il datore di lavoro che svolge direttamente i compiti di RSPP nei casi consentiti, previa specifica formazione modulo A e seguenti), l’RLS e i preposti. I capi-troupe, i caposquadra di allestimento e i capi-redattori rivestono il ruolo di preposto e necessitano della specifica formazione aggiuntiva, fondamentale per la vigilanza su lavori in quota, montaggi e gestione delle scadenze.
Organizzare la formazione con 123Formazione
Tenere insieme formazione lavoratori, VDT e stress per la redazione, lavori in quota, DPI anticaduta, rischio elettrico e movimentazione per la parte operativa, antincendio e primo soccorso richiede uno scadenzario ordinato: in un’azienda che produce sia contenuti editoriali sia audiovisivi è facile formare bene la redazione e lasciare scoperta la troupe, o viceversa.
Con 123Formazione puoi attivare i corsi per editoria e media scegliendo tra aula, videoconferenza per le parti teoriche e prove pratiche dedicate per lavori in quota e DPI, con attestati validi in tutta Italia. Possiamo aiutarti a costruire un piano formativo che distingua le mansioni di redazione e di set, senza percorsi superflui.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti
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