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- Pubblicato
- 18 giugno 2026
- Ultimo aggiornamento
- 18 giugno 2026
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- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 18 giugno 2026
L’obbligo di designare gli addetti al primo soccorso
Il datore di lavoro deve organizzare i necessari rapporti con i servizi esterni di emergenza e designare i lavoratori incaricati di attuare le misure di primo soccorso (art. 18 e art. 45 del D.Lgs. 81/08, con il D.M. 388/2003 come riferimento operativo). Come per l’antincendio, l’obbligo prescinde dal numero di dipendenti: anche la più piccola azienda deve aver previsto chi presta i primi interventi in attesa dei soccorsi.
Gli addetti designati devono ricevere una formazione specifica, essere dotati delle attrezzature minime (cassetta di primo soccorso o pacchetto di medicazione, a seconda del gruppo) e non possono rifiutare l’incarico se non per giustificato motivo. La nomina va formalizzata e l’elenco degli addetti deve essere noto a tutti i lavoratori.
I gruppi A, B e C: da cosa dipende il tipo di corso
Il D.M. 388/2003 classifica le aziende in tre gruppi (A, B, C) in funzione del rischio infortunistico, del settore di attività, dell’indice infortunistico INAIL e del numero di dipendenti. Il gruppo determina sia la dotazione (cassetta o pacchetto), sia la durata e i contenuti del corso degli addetti, sia la periodicità dell’aggiornamento.
Il gruppo A comprende le attività a rischio più elevato (ad esempio determinate lavorazioni industriali, costruzioni con un certo numero di addetti, attività con rischi particolari) e richiede la formazione più lunga; i gruppi B e C riguardano attività a rischio via via inferiore con corsi più brevi. Identificare il gruppo corretto è il primo passo, perché incide sulla qualifica che ogni addetto deve possedere.
Quanti addetti: anche qui conta l’adeguatezza, non un numero fisso
Come per gli addetti antincendio, non esiste una tabella che dica “un addetto ogni X dipendenti” valida per tutti. La norma chiede che gli addetti siano in numero adeguato a garantire un primo intervento efficace in ogni momento di attività. Il dimensionamento si ricava incrociando organizzazione, rischi e copertura dei turni.
Le variabili decisive sono: il numero di lavoratori e la loro distribuzione su più sedi o reparti, l’articolazione dei turni e degli orari di apertura, la presenza di lavoratori isolati o di mansioni a rischio, la lontananza dai presidi sanitari esterni e la necessità di garantire la copertura anche durante ferie, permessi e malattie. Un solo addetto, in un’azienda che lavora su più turni, non assicura copertura continua.
Tabella concettuale: criteri di nomina e dimensionamento
Gruppo aziendale (A/B/C) — Determina il tipo di corso e di dotazione: stabilire il gruppo è prerequisito per qualunque calcolo sul numero di addetti.
Copertura dei turni — In ogni turno e in ogni sede deve essere presente almeno un addetto formato: più turni e più sedi significano più addetti.
Numerosità e dislocazione — In aziende grandi o frammentate su più piani/reparti serve più di un addetto per garantire un intervento rapido ovunque.
Rischi specifici e lavoro isolato — Mansioni pericolose, lavoratori isolati o attività distanti dai presidi sanitari giustificano un numero più alto e procedure rafforzate.
Riserve per assenze — Va sempre previsto un margine: chi sostituisce l’addetto in ferie o malattia? La copertura deve essere reale, non solo formale sulla carta.
Come stabilire il numero corretto nella tua azienda
Il procedimento corretto: identifica il gruppo (A, B o C) dell’azienda, mappa turni, sedi e reparti, e verifica che in ogni combinazione spazio-tempo ci sia sempre almeno un addetto formato e disponibile. Aggiungi un margine per assenze prevedibili. Questo ragionamento, formalizzato nel piano di emergenza, vale più di qualunque “numero magico”. È spesso opportuno integrare la formazione di base con il corso BLSD per l’uso del defibrillatore.
Su 123Formazione trovi i corsi di primo soccorso per i diversi gruppi aziendali, gli aggiornamenti periodici e il corso BLSD. Per approfondire puoi consultare le guide sul primo soccorso gruppo A-B-C, sugli obblighi dell’addetto al primo soccorso, sulla nomina degli addetti alle emergenze e sulla cassetta di primo soccorso.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti
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