- Categoria
- Privacy e GDPR
- Pubblicato
- 17 dicembre 2025
- Ultimo aggiornamento
- 17 dicembre 2025
- Tempo di lettura
- 4 min (712 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 17 dicembre 2025
La formazione come obbligo "sostanziale" del GDPR
Il Regolamento UE 2016/679 (GDPR) non indica un numero di ore o una scadenza fissa per la formazione privacy, come invece accade in altri ambiti. Questo porta talvolta a sottovalutarne l’importanza, ma è un errore: la formazione del personale è una misura organizzativa che discende direttamente dai principi cardine del Regolamento e, in particolare, dal principio di responsabilizzazione del Titolare.
Il GDPR chiede infatti al Titolare del trattamento non solo di rispettare le regole, ma di essere in grado di dimostrare di averle rispettate. Poiché i dati personali sono trattati quotidianamente dalle persone che lavorano in azienda, è impensabile garantire un trattamento corretto e sicuro senza che chi opera abbia ricevuto istruzioni e formazione adeguate.
Accountability: dimostrare di aver formato il personale
L’accountability (responsabilizzazione) è il principio attorno a cui ruota l’intero impianto del GDPR. Significa che il Titolare deve adottare misure tecniche e organizzative adeguate e deve poterle documentare. La formazione del personale rientra a pieno titolo tra queste misure organizzative: tracciare i corsi svolti, i contenuti e i partecipanti diventa parte integrante della prova di conformità.
In caso di accertamento da parte del Garante per la protezione dei dati personali o a seguito di un incidente, dimostrare di aver istruito e formato gli addetti è uno degli elementi che concorrono a valutare la diligenza del Titolare. Una formazione assente o lacunosa, al contrario, indebolisce la posizione dell’azienda e può aggravare le conseguenze di una violazione.
Anche l’articolo che disciplina la sicurezza del trattamento collega in modo esplicito la protezione dei dati alle competenze di chi li gestisce: misure tecniche da sole non bastano se il personale non sa riconoscere un’email di phishing, gestire correttamente una richiesta di un interessato o gestire i supporti che contengono dati.
Chi deve essere formato in azienda
La formazione riguarda tutte le persone che, sotto l’autorità del Titolare o del Responsabile del trattamento, trattano dati personali: gli autorizzati al trattamento (le figure storicamente note come "incaricati"). In concreto, ciò include il personale amministrativo, commerciale, delle risorse umane, IT, di magazzino o di produzione che entri in contatto con dati di clienti, fornitori, dipendenti o utenti.
Il livello di approfondimento può essere modulato sul ruolo: chi gestisce dati particolari (ad esempio sanitari) o sistemi informatici critici necessita di una formazione più specifica rispetto a chi tratta dati comuni in modo occasionale. L’importante è che nessuno operi senza aver ricevuto istruzioni chiare e una preparazione proporzionata ai rischi del proprio compito.
I contenuti tipici di un corso privacy efficace
Un percorso formativo ben costruito parte dai concetti di base: cosa sono i dati personali e i dati particolari, chi sono gli attori del trattamento (Titolare, Responsabile, autorizzati, DPO) e quali sono i principi del GDPR, come liceità, minimizzazione, limitazione delle finalità ed esattezza dei dati.
Si passa poi agli aspetti operativi: come fornire correttamente l’informativa, come raccogliere e gestire il consenso quando necessario, come rispettare i diritti degli interessati (accesso, rettifica, cancellazione, opposizione) e come comportarsi nella gestione quotidiana di documenti cartacei, email e archivi digitali.
Una parte essenziale è dedicata alla sicurezza e alla gestione degli incidenti: riconoscere tentativi di phishing e social engineering, usare password robuste e strumenti aziendali in modo corretto, e soprattutto sapere come segnalare tempestivamente una possibile violazione dei dati (data breach) al referente interno, per attivare le procedure previste.
Aggiornamento e cultura della protezione dei dati
La formazione privacy non è un adempimento "una tantum". Le minacce informatiche evolvono, le tecnologie cambiano e l’organizzazione aziendale si modifica nel tempo: per questo è buona prassi prevedere momenti di aggiornamento periodico e di rinforzo, in particolare quando cambiano procedure, software o ruoli. L’obiettivo non è solo "essere in regola", ma costruire una vera cultura della protezione dei dati.
Con 123Formazione puoi seguire il corso privacy e GDPR per i dipendenti in aula, in videoconferenza o in modalità e-learning, ricevendo un attestato valido in tutta Italia. Contattaci per definire i contenuti più adatti ai ruoli e ai trattamenti della tua azienda.
Domande frequenti
La formazione GDPR è obbligatoria per i dipendenti che trattano dati personali?
Sì. Il Reg. UE 2016/679 (GDPR), agli artt. 29, 32 e 39, impone al titolare e al responsabile del trattamento di garantire che le persone autorizzate ad accedere ai dati personali siano formate e operino secondo istruzioni documentate. Il Garante Privacy italiano ha più volte confermato la natura obbligatoria della formazione del personale: la sua assenza configura una violazione del principio di accountability (art. 5.2 GDPR) ed è valutata dal Garante in sede sanzionatoria.
Chi sono gli "autorizzati al trattamento" ai sensi dell’art. 29 del GDPR?
Sono le persone fisiche che, sotto l’autorità del titolare o del responsabile del trattamento, accedono e trattano dati personali nell’ambito delle proprie mansioni: tipicamente dipendenti, collaboratori, stagisti, somministrati. L’art. 2-quaterdecies del D.Lgs 196/2003 novellato dal D.Lgs 101/2018 disciplina la loro designazione, che deve avvenire per iscritto con istruzioni operative documentate. La formazione è il presupposto per poter validamente autorizzare al trattamento.
Quanto dura un corso base di formazione privacy/GDPR per i dipendenti?
Non esiste una durata fissata per legge: la prassi, e gli orientamenti delle Autorità di controllo europee (EDPB), indicano un percorso base di 4-8 ore per gli autorizzati al trattamento, modulato in funzione della tipologia di dati trattati (comuni, particolari, giudiziari), del settore e dell’esposizione al rischio. Per figure più esposte (HR, marketing, IT, sanità) sono opportune sessioni più approfondite e specialistiche.
Ogni quanto va aggiornata la formazione privacy aziendale?
Il GDPR non fissa una periodicità rigida, ma il principio di accountability (art. 5.2) impone di mantenere la formazione adeguata e attuale. La prassi consolidata, supportata dalle linee guida del Garante e dell’EDPB, è quella di un aggiornamento almeno annuale e di sessioni straordinarie in caso di modifiche normative, nuovi trattamenti, data breach, riorganizzazioni o introduzione di nuove tecnologie (es. AI Act, sistemi di videosorveglianza, biometrica).
Qual è la differenza tra titolare, responsabile, sub-responsabile e autorizzato del trattamento?
Il titolare (art. 4.7 GDPR) determina finalità e mezzi del trattamento e ne assume la responsabilità complessiva. Il responsabile (art. 28) tratta i dati per conto del titolare sulla base di un contratto scritto (DPA - Data Processing Agreement). Il sub-responsabile è un fornitore di secondo livello che il responsabile può nominare con autorizzazione del titolare. L’autorizzato (art. 29 e art. 2-quaterdecies del D.Lgs 196/2003) è la persona fisica che opera sotto l’autorità del titolare o del responsabile e tratta i dati secondo istruzioni.
Quando è obbligatorio nominare un DPO (Data Protection Officer)?
L’art. 37 del GDPR rende obbligatoria la nomina del DPO (o RPD - Responsabile della Protezione dei Dati) in tre casi: trattamento effettuato da un’autorità pubblica o organismo pubblico (esclusi i tribunali); attività principale del titolare/responsabile che consista in trattamenti che richiedono il monitoraggio regolare e sistematico degli interessati su larga scala; attività principale che consista nel trattamento su larga scala di categorie particolari di dati (art. 9) o di dati relativi a condanne penali (art. 10). Il Garante e le linee guida EDPB WP243 chiariscono i concetti di "larga scala" e "monitoraggio sistematico".
Corsi correlati
Hai bisogno di assistenza sulla formazione della tua azienda?
Il nostro team verifica gratuitamente il piano formativo e ti propone le soluzioni più adatte al tuo settore.
ContattaciAltre guide utili
Formazione sicurezza obbligatoria: chi deve farla e ogni quanto
Tutto quello che datori di lavoro e lavoratori devono sapere sugli obblighi formativi previsti dal Testo Unico sulla sicurezza.
Corsi obbligatori per codice ATECO: come capire quali servono
Il codice ATECO determina il livello di rischio e quindi i corsi obbligatori: ecco come orientarsi.
Scadenze e aggiornamento degli attestati di sicurezza
Una panoramica chiara delle periodicità di aggiornamento per non far scadere la formazione aziendale.
HACCP: obblighi, livelli e validità per il settore alimentare
Tutto sul corso HACCP obbligatorio per chi lavora a contatto con gli alimenti.
Corso preposti: ruolo, obblighi di vigilanza e durata
Il preposto è il garante della sicurezza sul campo: ecco cosa fa, cosa rischia e qual è la formazione obbligatoria.
Corso dirigenti per la sicurezza: chi è e cosa deve fare
Il dirigente attua le politiche di sicurezza decise dal datore di lavoro: ecco compiti, responsabilità e formazione richiesta.