- Categoria
- Rischi specifici
- Pubblicato
- 21 giugno 2026
- Ultimo aggiornamento
- 21 giugno 2026
- Tempo di lettura
- 4 min (897 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
- Riferimenti normativi
- D.Lgs. 81/08 – Titolo VIII Capo II (Protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore)
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 21 giugno 2026
Quando gli otoprotettori appartengono alla III categoria
La maggior parte dei dispositivi di protezione uditiva è classificata nella II categoria. Tuttavia, alcuni otoprotettori progettati per ambienti con esposizione a livelli di rumore tali da comportare un rischio di perdita uditiva permanente rientrano nella III categoria, in quanto destinati a proteggere da rischi che possono causare conseguenze irreversibili per la salute. Questa classificazione comporta obblighi aggiuntivi in termini di certificazione, addestramento e gestione.
Il Regolamento (UE) 2016/425 e la norma tecnica EN 352, nelle sue diverse parti (EN 352-1 per le cuffie, EN 352-2 per gli inserti, EN 352-3 per le cuffie abbinabili a caschi), definisce i requisiti prestazionali e di prova per gli otoprotettori. La parte EN 352-8 disciplina le cuffie dipendenti dal segnale, che regolano l'attenuazione in funzione del livello di rumore istantaneo, e la EN 352-7 tratta le cuffie con segnale di comunicazione.
La valutazione dell'esposizione al rumore, disciplinata dal Capo II del Titolo VIII del D.Lgs. 81/08, determina se e quali otoprotettori debbano essere messi a disposizione e quando il loro uso diventi obbligatorio. I valori superiori di azione e i valori limite di esposizione definiti dalla norma guidano gli adempimenti del datore di lavoro in relazione al livello di esposizione giornaliero o settimanale.
Metodi di calcolo dell'attenuazione: SNR, HML e metodo a banda d'ottava
La norma EN 458 fornisce le linee guida per la selezione e l'uso degli otoprotettori. Il metodo SNR (Single Number Rating) utilizza un unico valore di attenuazione pesato per stimare il livello di pressione sonora all'orecchio del lavoratore sottraendo il valore SNR dal livello di pressione sonora ponderato A (Laeq). Questo metodo è rapido ma meno preciso degli altri perché usa dati mediati sull'intero spettro.
Il metodo HML utilizza tre valori di attenuazione (H per alte frequenze, M per medie, L per basse) per tenere conto della distribuzione spettrale del rumore. È più preciso dell'SNR quando il rumore ha caratteristiche spettrali particolari, come predominanza di basse frequenze o emissioni ad alta frequenza tipiche di processi industriali specifici. Il metodo a banda d'ottava è il più accurato e richiede di conoscere il livello di rumore in ciascuna banda d'ottava e l'attenuazione dell'otoprotettore in quella banda.
Indipendentemente dal metodo usato, il livello di rumore stimato all'orecchio dopo l'uso dell'otoprotettore dovrebbe rientrare nella fascia di 70-80 dB(A): valori inferiori indicano una sovra-protezione che può isolare il lavoratore dai segnali di allarme e dall'ambiente di lavoro, con potenziali effetti negativi sulla sicurezza; valori superiori agli 80 dB(A) indicano protezione insufficiente.
Cuffie e inserti: caratteristiche, vantaggi e limiti
Le cuffie antirumore avvolgono il padiglione auricolare e si appoggiano sulla testa tramite un archetto. Offrono il vantaggio di essere facili da indossare e rimuovere, visibili (e quindi ispezionabili) e difficili da perdere. Presentano però limitazioni in ambienti caldi — perché aumentano la sudorazione e il disagio termico — e possono essere incompatibili con altri DPI come caschi, occhiali o respiratori se non progettate come sistema combinato.
Gli inserti auricolari si inseriscono nel canale uditivo e offrono in genere un'attenuazione maggiore delle cuffie alle alte frequenze. Esistono inserti monouso in schiuma espansa (da plasmare tra le dita prima dell'inserimento), inserti riutilizzabili sagomati e inserti su misura realizzati a calco del canale uditivo del singolo lavoratore. L'attenuazione effettiva degli inserti dipende in modo critico dalla corretta tecnica di inserimento, che deve essere insegnata e verificata.
In ambienti con livelli di rumore molto elevati può essere necessario abbinare cuffie e inserti auricolari. La combinazione non somma aritmeticamente le attenuazioni: l'incremento effettivo rispetto all'uso del solo dispositivo più attenuante è in genere di 5-10 dB(A), perché la via di trasmissione ossea diventa il fattore limitante. Anche in questo caso il metodo di calcolo deve essere seguito rigorosamente per verificare che il livello residuo all'orecchio sia accettabile.
Sorveglianza sanitaria e addestramento obbligatorio
La sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti a livelli di rumore che superano i valori superiori di azione è obbligatoria ai sensi del D.Lgs. 81/08 e prevede audiometrie periodiche per rilevare precocemente segni di danno uditivo. Il medico competente, sulla base dei risultati, può indicare al datore di lavoro la necessità di misure di protezione aggiuntive per i lavoratori più sensibili.
L'addestramento all'uso degli otoprotettori non si limita all'indicazione teorica del dispositivo da indossare: deve includere la dimostrazione pratica della corretta tecnica di inserimento per gli inserti, la verifica del corretto posizionamento delle cuffie, la comprensione del perché la costanza nell'uso è determinante (anche pochi minuti senza protezione in ambiente rumoroso azzerano significativamente la protezione media) e le procedure di manutenzione e sostituzione.
Per i DPI antirumore classificati in III categoria l'addestramento è obbligatorio per legge ai sensi dell'art. 77, comma 5, del D.Lgs. 81/08. Il datore di lavoro deve documentare l'avvenuto addestramento, indicando la data, i contenuti, il docente e i nominativi dei lavoratori coinvolti. L'addestramento deve essere rinnovato in caso di cambiamento delle condizioni di esposizione o dei dispositivi utilizzati.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Qual è la differenza tra addetto antincendio e addetto al primo soccorso?
Sono figure distinte sia per funzione sia per percorso formativo. L’addetto antincendio ed evacuazione è il lavoratore designato per attuare le misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione dell’evacuazione: la sua formazione è disciplinata dal D.M. 2 settembre 2021, con corsi di 4, 8 o 16 ore suddivisi in tre livelli di rischio, più aggiornamento quinquennale. L’addetto al primo soccorso è invece il lavoratore designato per prestare la prima assistenza in caso di infortunio o malore: la sua formazione è disciplinata dal D.M. 388/2003, con corsi di 12 o 16 ore in funzione del gruppo (A, B o C) di appartenenza dell’azienda, più aggiornamento triennale. La stessa persona può ricoprire entrambi i ruoli, ma deve avere completato i rispettivi percorsi formativi in modo indipendente. Nessuna delle due formazioni sostituisce l’altra, né sostituisce la formazione generale e specifica obbligatoria per tutti i lavoratori ai sensi dell’art. 37 del D.Lgs 81/08.
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Fonti
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