- Categoria
- Sicurezza per settore
- Pubblicato
- 21 giugno 2026
- Ultimo aggiornamento
- 21 giugno 2026
- Tempo di lettura
- 10 min (1926 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
- Riferimenti normativi
- Normattiva – D.Lgs. 81/2008 Titolo VII · Normattiva – Legge 81/2017 (lavoro agile) · INAIL – Valutazione stress lavoro-correlato
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza 123Formazione
Ultimo aggiornamento: 21 giugno 2026
Applicazione del D.Lgs 81/08 al settore ICT
Le imprese del settore ICT — sviluppo software (ATECO 62.01), altre attività dei servizi d'informazione (ATECO 62.09), elaborazione dei dati e hosting (ATECO 63.11) — sono pienamente soggette al D.Lgs 81/08 come qualsiasi altro datore di lavoro. L'errata convinzione che il lavoro "al computer" non comporti rischi rilevanti ha spesso portato a DVR superficiali, sorveglianza sanitaria carente e formazione ridotta all'essenziale. Le ispezioni dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) nel settore ICT hanno evidenziato in più occasioni irregolarità proprio su questi aspetti.
Il D.Lgs 81/08 identifica rischi specifici che si applicano direttamente ai lavoratori ICT: il Titolo VII (artt. 172-179) disciplina la tutela dei lavoratori che utilizzano videoterminali (VDT) per almeno venti ore settimanali; il Titolo VIII Capo III si applica ai tecnici che intervengono su impianti elettrici nei data center; l'art. 28 impone la valutazione dello stress lavoro-correlato per tutti i lavoratori. La dimensione del rischio può variare significativamente tra una piccola software house e un grande operatore di cloud, ma l'obbligo normativo è identico.
La classificazione del rischio per i lavoratori ICT ai fini dell'Accordo Stato-Regioni dipende dalle mansioni: per gli sviluppatori software, i sistemisti e il personale d'ufficio il rischio è generalmente basso (8 ore di formazione); per i tecnici dei data center con esposizione al rischio elettrico e al rumore il rischio sale a medio o elevato. La classificazione deve essere documentata nel DVR con motivazione tecnica, non può essere attribuita per default alla categoria più bassa senza una valutazione specifica delle mansioni.
Il lavoro agile (smart working) e il telelavoro, diffusissimi nel settore ICT, non esentano il datore di lavoro dagli obblighi prevenzionistici: l'art. 22 della Legge 81/2017 (disciplina del lavoro agile) impone al datore di lavoro di consegnare al lavoratore e al RLS l'informativa scritta sui rischi generali e specifici connessi all'esecuzione del lavoro fuori dai locali aziendali, con particolare riferimento ai rischi da VDT e ai rischi ergonomici delle postazioni di lavoro domestiche. La guida 123Formazione sul telelavoro e smart working approfondisce questi obblighi.
Rischio VDT e sorveglianza sanitaria per i lavoratori ICT
Il D.Lgs 81/08 Titolo VII (artt. 172-179) si applica a tutti i lavoratori che utilizzano videoterminali per almeno venti ore settimanali, dedotte le interruzioni di legge. Per i lavoratori ICT — sviluppatori, analisti, sistemisti, project manager, operatori di help desk — questa soglia è sistematicamente superata, rendendo obbligatoria la sorveglianza sanitaria con visita oculistica a carico del datore di lavoro, la valutazione ergonomica delle postazioni di lavoro e le pause regolamentari (almeno 15 minuti ogni due ore di utilizzo del VDT).
La valutazione ergonomica della postazione VDT deve verificare: la regolabilità di altezza e inclinazione del monitor, la distanza appropriata dagli occhi (50-70 cm), l'assenza di riflessi e abbagliamenti, la regolabilità dell'altezza della sedia e dell'appoggio dei piedi, la posizione della tastiera e del mouse in rapporto all'altezza del piano di lavoro. Le postazioni non ergonomiche causano disturbi muscolo-scheletrici — dolori a collo, spalle, polsi e schiena — che sono una delle principali cause di malattia professionale nel settore dei servizi.
La sorveglianza sanitaria per i lavoratori VDT comprende la visita oculistica preventiva prima dell'assegnazione alla mansione e le visite periodiche con cadenza almeno quinquennale per i lavoratori sotto i 45 anni e almeno biennale per quelli sopra. Se la visita oculistica evidenzia la necessità di occhiali correttivi specifici per il lavoro al VDT (diversi da quelli normalmente utilizzati), il datore di lavoro è tenuto a fornirli gratuitamente ai sensi dell'art. 177 del D.Lgs 81/08.
Le pause regolamentari dai VDT non sono facoltative ma obbligatorie: il D.Lgs 81/08 art. 175 prescrive che l'attività al videoterminale sia interrotta ogni due ore con una pausa di almeno 15 minuti, oppure che siano previste pause equivalenti in relazione all'organizzazione del lavoro. I datori di lavoro ICT devono garantire queste pause nell'organizzazione del lavoro e non possono limitarsi a informare i lavoratori della loro esistenza: la mancata predisposizione delle pause è una violazione sanzionabile.
Rischio elettrico nei data center
I data center sono ambienti ad alta densità di potenza installata: i server rack, i sistemi di alimentazione ininterrotta (UPS), i gruppi elettrogeni, i quadri di distribuzione BT e i sistemi di raffreddamento precision air conditioning (PAC) costituiscono un'infrastruttura elettrica complessa con rischi significativi per i tecnici che vi intervengono. Il D.Lgs 81/08 Titolo VIII Capo III (artt. 117-118) si applica a tutti gli interventi su impianti elettrici in tensione o fuori tensione.
La norma CEI 11-27:2014 classifica le persone che eseguono lavori elettrici in PES (persona esperta), PAV (persona avvertita) e PEI (persona idonea a lavorare sotto tensione): i tecnici dei data center che intervengono sui quadri elettrici, sostituiscono UPS o effettuano manutenzioni dell'impianto di distribuzione devono essere qualificati come PES o PAV, con documentazione della qualifica e aggiornamento periodico. La formazione per la qualifica PES/PAV è un requisito tecnico-normativo, non solo una best practice.
Il rischio di arco elettrico nei data center è particolarmente elevato nei quadri di bassa tensione con potenze installate elevate: la corrente di cortocircuito disponibile in questi sistemi può raggiungere valori di decine di kA, con energia di arco sufficiente a causare ustioni gravissime in pochi millisecondi. I DPI per la protezione dall'arco elettrico — tute anti-arco (EN 61482-1-2), visiere facciali, guanti isolanti — devono essere forniti ai tecnici che intervengono su quadri BT in tensione, con formazione specifica sull'uso.
Il rischio da campo elettromagnetico nei data center, disciplinato dal D.Lgs 81/08 Titolo VIII Capo IV (artt. 206-212), deve essere valutato per i lavoratori che si avvicinano a trasformatori, UPS, cavi di potenza ad alta corrente. I valori limite di azione per i campi magnetici statici e dei campi a bassa frequenza (ELF) sono definiti nell'Allegato XXXVI del D.Lgs 81/08 (recepimento Direttiva 2013/35/UE): in ambienti con alta densità di corrente la valutazione può richiedere misure strumentali per verificare il rispetto dei limiti.
Stress lavoro-correlato e salute mentale nel settore ICT
Lo stress lavoro-correlato è uno dei principali rischi del settore ICT: le scadenze di progetto, la reperibilità continua, il lavoro in modalità agile con confini sfumati tra vita professionale e privata, le aspettative elevate di produttività e l'obsolescenza rapida delle competenze sono fattori di rischio psicosociale documentati da numerose ricerche. L'accordo europeo sullo stress lavoro-correlato dell'8 ottobre 2004 e le linee guida dell'INAIL impongono al datore di lavoro la valutazione e la gestione di questo rischio nell'ambito del DVR.
La valutazione del rischio stress lavoro-correlato, secondo le indicazioni INAIL-ISPESL, si articola in una fase preliminare (analisi degli indicatori oggettivi: infortuni, assenteismo, turnover, procedimenti e sanzioni disciplinari) e, se emergono elementi di rischio, in una fase approfondita con la rilevazione della percezione soggettiva dei lavoratori tramite questionari validati. Nel settore ICT la fase approfondita è spesso necessaria per la complessità dei fattori organizzativi che possono generare stress.
Il lavoro notturno dei tecnici ICT — sistemisti, operatori NOC (Network Operations Center), tecnici di manutenzione dei data center attivi 24/7 — è disciplinato dal D.Lgs 66/2003 sull'orario di lavoro: i lavoratori notturni non devono superare le 8 ore medie in un periodo di riferimento di 24 ore, devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria preventiva e periodica, possono essere trasferiti al lavoro diurno per motivi di salute accertati dal medico competente. Il D.Lgs 81/08 impone la valutazione del rischio da lavoro notturno nel DVR.
Il burnout — esaurimento emotivo, depersonalizzazione, ridotta realizzazione personale — è riconosciuto dall'OMS nella classificazione ICD-11 come fenomeno occupazionale, non come malattia, ma con impatti significativi sulla salute dei lavoratori. Nel settore ICT il burnout ha tassi elevati rispetto ad altri settori, in particolare tra gli sviluppatori senior, i project manager e i tecnici di supporto. Il datore di lavoro ha l'obbligo di valutare e gestire i fattori organizzativi che contribuiscono al burnout come parte della valutazione del rischio stress lavoro-correlato.
Formazione obbligatoria per i lavoratori ICT
La formazione obbligatoria dei lavoratori ICT ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni deve essere calibrata sulla classificazione del rischio di ciascuna mansione: rischio basso (8 ore) per i lavoratori prevalentemente d'ufficio, rischio medio (12 ore) o elevato (16 ore) per i tecnici con esposizione a rischi fisici nei data center. L'errore comune nel settore è di attribuire il profilo di rischio basso a tutti i lavoratori ICT senza distinguere le mansioni, con il risultato di una formazione insufficiente per i tecnici che operano in ambienti con rischi significativi.
Il corso per l'utilizzo dei videoterminali è parte della formazione specifica obbligatoria per i lavoratori VDT: deve coprire i rischi per la salute (visivi, muscolo-scheletrici, da fatica mentale), le misure di prevenzione (pause, impostazione della postazione, esercizi di stretching), la sorveglianza sanitaria e i diritti del lavoratore. Questo corso può essere erogato in e-learning con verifica finale e ha validità come formazione specifica ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni.
La formazione per la qualifica PES/PAV è obbligatoria per i tecnici dei data center che intervengono su impianti elettrici: il percorso formativo deve essere coerente con i requisiti della norma CEI 11-27:2014 e comprendere la conoscenza delle norme di sicurezza elettrica, delle procedure di messa in sicurezza degli impianti, dell'uso dei DPI per il rischio elettrico. La documentazione della qualifica deve essere conservata e resa disponibile in caso di ispezione.
La formazione antincendio è obbligatoria anche per i lavoratori ICT: i data center, per la densità di carichi elettrici e la presenza di soppressori d'incendio a gas (FM-200, Novec, CO₂), hanno profili di rischio incendio particolari. I sistemi di spegnimento a gas inerti comportano rischi di asfissia per il personale presente all'interno del locale al momento dello scarico: la formazione sull'evacuazione rapida in caso di allarme antincendio e sulle procedure specifiche dei sistemi a gas è essenziale per i tecnici dei data center.
Sicurezza ICT con 123Formazione
Il settore ICT ha caratteristiche organizzative che favoriscono la formazione a distanza: i lavoratori sono spesso distribuiti geograficamente, abituati agli strumenti digitali e disposti a completare percorsi formativi online. La piattaforma e-learning è lo strumento naturale per la formazione obbligatoria dei lavoratori ICT di ufficio, mentre per i tecnici dei data center con esposizione a rischi fisici specifici la formazione in aula o in videoconferenza con componente pratica rimane necessaria.
Con 123Formazione le imprese ICT possono organizzare la formazione obbligatoria per tutti i profili: sviluppatori e analisti (formazione VDT e rischio basso in e-learning), sistemisti e tecnici di rete (formazione rischio elettrico, antincendio), responsabili di progetto e dirigenti (formazione dirigenti art. 37 D.Lgs 81/08), preposti tecnici. Il sistema di monitoraggio delle scadenze semplifica la gestione di organizzazioni con alto turnover di personale. Contattaci per costruire il piano formativo completo per la tua azienda ICT.
Riferimenti normativi
- Normattiva – D.Lgs. 81/2008 Titolo VII (normattiva.it)
- Normattiva – Legge 81/2017 (lavoro agile) (normattiva.it)
- INAIL – Valutazione stress lavoro-correlato (inail.it)
Fonti
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