- Categoria
- Sicurezza per settore
- Pubblicato
- 20 gennaio 2025
- Ultimo aggiornamento
- 20 giugno 2026
- Tempo di lettura
- 6 min (1246 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
- Riferimenti normativi
- Normattiva – D.Lgs. 209/2003 (Veicoli Fuori Uso) · EUR-Lex – Regolamento UE 517/2014 F-Gas · INAIL – Rottamazione e recupero metalli
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza 123Formazione
Ultimo aggiornamento: 20 giugno 2026
Cesoie, mezzi e taglio: i rischi della rottamazione
Gli impianti di rottamazione e di recupero dei metalli raccolgono, selezionano, tagliano, pressano e frantumano grandi quantità di materiali ferrosi e non ferrosi, spesso provenienti da veicoli, demolizioni e scarti industriali. È un’attività ad alto rischio in cui convivono pericoli molto diversi: l’impiego di cesoie idrauliche, presse, frantumatori (shredder) e cippatori con enormi forze di taglio e schiacciamento; il taglio ossiacetilenico e ad arco con rischio di incendio, ustioni e fumi; il traffico continuo di mezzi pesanti, gru, ragni idraulici e carrelli su piazzali condivisi con personale a piedi, con grave rischio di investimento; il rischio chimico per oli, fluidi, batterie e residui presenti nei rottami; il rumore e la movimentazione di carichi.
Queste aziende rientrano pienamente nel campo di applicazione del D.Lgs. 81/08 e, trattando rifiuti, nella relativa disciplina ambientale. Il datore di lavoro deve predisporre la valutazione dei rischi — comprensiva del rischio meccanico delle macchine di taglio e pressatura, del rischio investimento, del rischio chimico e di incendio — e garantire la formazione del personale, distinguendo operatori di macchine e gru, addetti al taglio, addetti alla selezione e personale di piazzale.
Formazione lavoratori: la classe di rischio alto
Le attività di recupero e preparazione per il riciclaggio dei materiali metallici sono classificate, in base ai codici ATECO e all’Accordo Stato-Regioni, nella classe di rischio alto. La formazione del lavoratore comprende le 4 ore di formazione generale, comuni a tutti i settori, più la formazione specifica sui rischi della mansione, fino a 12 ore per il rischio alto.
La formazione va completata prima dell’adibizione al lavoro e aggiornata periodicamente, di norma ogni cinque anni. Nel settore sono frequenti il turnover, il lavoro interinale e il cambio di mansione: l’obbligo formativo precede l’adibizione e va verificato a ogni nuovo inserimento. A questa base si aggiungono la formazione e l’addestramento all’uso delle attrezzature ai sensi dell’art. 73 e, dove si effettua taglio e saldatura, la formazione specifica su rischi, fumi e DPI di tali lavorazioni.
Cesoie, presse e abilitazione alle attrezzature
Cesoie, presse, frantumatori, gru e ragni idraulici sono attrezzature con energie enormi: il rischio di schiacciamento, cesoiamento, proiezione di materiale e impigliamento è grave, soprattutto durante le operazioni di carico, sblocco di inceppamenti e pulizia. La formazione e l’addestramento all’uso sicuro, ai sensi dell’art. 73 del D.Lgs. 81/08, devono trattare le protezioni, le zone pericolose, le procedure di arresto e di intervento in sicurezza e l’isolamento delle energie (lock-out/tag-out) prima delle manutenzioni.
La conduzione di carrelli elevatori, gru su autocarro e altre attrezzature di sollevamento richiede la specifica abilitazione prevista dall’Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012, con aggiornamento quinquennale; l’imbracatura e la movimentazione dei carichi pesanti devono essere trattate nella formazione, insieme al divieto di transito e sosta sotto i carichi sospesi. La gestione del coordinamento tra operatore di macchina e personale a terra è un punto critico su cui la formazione deve insistere.
Rischio investimento, taglio e rischio chimico
Il piazzale di un impianto di rottamazione è attraversato da un traffico costante di mezzi pesanti, gru e carrelli che operano in spazi condivisi con personale a piedi: il rischio di investimento è uno dei più gravi del settore. La formazione deve trattare la separazione dei percorsi pedonali e veicolari, la segnaletica, l’uso obbligatorio degli indumenti ad alta visibilità, le regole di accosto e di manovra dei mezzi e i comportamenti durante le operazioni di carico e scarico.
Il taglio ossiacetilenico e ad arco comporta rischi di incendio, ustione, proiezione di scorie e inalazione di fumi metallici: la formazione deve coprire l’uso in sicurezza delle attrezzature, la gestione delle bombole, i DPI e la prevenzione dell’incendio. Il rischio chimico, regolato dal Titolo IX del D.Lgs. 81/08, riguarda oli, fluidi, batterie e residui presenti nei rottami: la formazione deve trattarne la gestione, le schede di sicurezza e i DPI, integrandosi con la sorveglianza sanitaria affidata al medico competente.
Antincendio, primo soccorso e figure di sistema
La presenza di taglio a fiamma, oli, carburanti, plastiche e grandi cumuli di materiale rende il rischio incendio elevato: la nomina e la formazione degli addetti antincendio è imprescindibile, con livello del corso (1, 2 o 3 secondo il D.M. 02/09/2021) commisurato alla valutazione del rischio incendio, spesso orientata verso i livelli medio-alti, e gli addetti al primo soccorso vanno formati in base al gruppo dell’azienda, tenendo conto della gravità potenziale di schiacciamenti, tagli e ustioni.
Sul piano organizzativo vanno individuate le figure di sistema: l’RSPP (interno o esterno, o il datore di lavoro che ne svolge i compiti nei casi consentiti, previa formazione modulo A e seguenti), l’RLS e i preposti. Il capo-piazzale o il responsabile di impianto riveste il ruolo di preposto e necessita della specifica formazione aggiuntiva, decisiva per la vigilanza sulla circolazione dei mezzi, sull’uso delle macchine di taglio e pressatura e sul rispetto delle procedure.
Organizzare la formazione con 123Formazione
Tenere insieme formazione lavoratori rischio alto, uso di cesoie e presse, abilitazioni a carrelli e gru, prevenzione dell’investimento, rischio chimico, taglio e saldatura, antincendio, primo soccorso e formazione dei preposti richiede uno scadenzario ordinato: in un impianto di rottamazione è facile che le scadenze si sovrappongano e che un nuovo addetto resti formato solo a metà.
Con 123Formazione puoi attivare i corsi per la rottamazione e il recupero dei metalli scegliendo tra aula, videoconferenza per le parti teoriche e prove pratiche dedicate, con attestati validi in tutta Italia. Possiamo aiutarti a comporre il piano formativo sulle mansioni effettivamente presenti — macchine, gru, taglio, piazzale, selezione — senza percorsi superflui.
Veicoli fuori uso (D.Lgs. 209/2003) e bonifica preventiva
Gli impianti che trattano veicoli fuori uso (ELV - End of Life Vehicles) operano nel quadro del D.Lgs. 209/2003 di recepimento della direttiva 2000/53/CE, che impone procedure tecniche specifiche di messa in sicurezza e demolizione: la prima fase è la bonifica del veicolo con asportazione di tutti i liquidi (carburante, oli, liquido refrigerante, liquido lavavetri, fluido idraulico, gas frigorigeno dei climatizzatori) e di tutti i componenti pericolosi (batteria, airbag e pretensionatori, marmitte catalitiche, condensatori PCB, filtri olio e aria). Solo dopo la bonifica il veicolo può essere avviato alla pressatura. La formazione del personale deve includere il riconoscimento dei componenti pericolosi modello per modello e le procedure di asportazione in sicurezza, particolarmente delicate per airbag e pretensionatori dei sistemi pirotecnici di sicurezza, che possono detonare se manipolati impropriamente.
Il recupero del gas R134a o R1234yf dei circuiti di climatizzazione richiede attrezzature dedicate e personale in possesso del patentino F-Gas previsto dal Regolamento UE 517/2014 (e successive modifiche con il Regolamento 2024/573), con certificazione di categoria IV per gli operatori di centri di rottamazione. Il patentino F-Gas è personale, ha validità decennale e richiede formazione presso organismi accreditati. La movimentazione delle batterie al piombo e delle batterie al litio per veicoli elettrici (BEV/PHEV) richiede a sua volta procedure dedicate per il rischio di cortocircuito, incendio (thermal runaway delle celle al litio) e rilascio di gas tossici, con formazione specifica del personale e dotazione di estintori adeguati (D, oppure metal-X).
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti
Riferimenti normativi
- Normattiva – D.Lgs. 209/2003 (Veicoli Fuori Uso) (normattiva.it)
- EUR-Lex – Regolamento UE 517/2014 F-Gas (eur-lex.europa.eu)
- INAIL – Rottamazione e recupero metalli (inail.it)
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