- Categoria
- Sicurezza per settore
- Pubblicato
- 18 novembre 2024
- Ultimo aggiornamento
- 20 giugno 2026
- Tempo di lettura
- 5 min (971 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
- Riferimenti normativi
- Normattiva – D.Lgs. 81/2008 Titolo X (agenti biologici) · Normattiva – DPR 177/2011 spazi confinati
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza 123Formazione
Ultimo aggiornamento: 20 giugno 2026
Un settore con rischi multipli e crescenti
La gestione dei rifiuti e il riciclo — raccolta, trasporto, selezione, trattamento, compostaggio, recupero di materia — concentrano una pluralità di rischi: esposizione ad agenti biologici e a materiale putrescibile, agenti chimici e sostanze pericolose nei rifiuti speciali, mezzi e attrezzature di grandi dimensioni, presse e nastri di selezione, polveri, rischio incendio negli stoccaggi e lavorazioni in ambienti confinati come vasche, silos e cisterne.
Anche le aziende di igiene urbana e gli impianti di trattamento, dal momento in cui impiegano lavoratori dipendenti o equiparati, rientrano pienamente nel campo di applicazione del D.Lgs. 81/08. Il datore di lavoro deve predisporre una valutazione dei rischi che tenga conto della varietà dei flussi trattati e garantire una formazione adeguata a mansioni anche molto diverse tra loro.
Formazione lavoratori: tipicamente rischio alto
Le attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti e di recupero dei materiali sono classificate, in base ai codici ATECO e all’Accordo Stato-Regioni, nella classe di rischio alto. A questa corrisponde una formazione di 16 ore complessive: 4 ore di formazione generale, comuni a tutti i settori, più 12 ore di formazione specifica sui rischi della mansione.
La formazione va completata prima dell’adibizione al lavoro e aggiornata periodicamente, di norma ogni cinque anni. In un settore con turnazioni, appalti e personale anche stagionale è importante non lasciare scoperti i nuovi assunti: l’obbligo formativo precede l’avvio della mansione e non viene meno per la breve durata del rapporto.
Rischio biologico e rischio chimico
Il contatto con rifiuti organici, percolato, fanghi e materiale contaminato espone i lavoratori ad agenti biologici (batteri, virus, funghi) regolati dal Titolo X del D.Lgs. 81/08. La valutazione del rischio biologico, la vaccinazione dove indicata, l’uso dei DPI e l’igiene personale sono misure essenziali, accompagnate da una formazione specifica che renda i lavoratori consapevoli delle vie di esposizione.
I rifiuti speciali e pericolosi possono contenere sostanze chimiche, solventi e prodotti tossici: il rischio chimico e cancerogeno va valutato e i lavoratori formati sulla lettura delle schede di sicurezza, sull’uso dei DPI e sulla gestione di sversamenti e reazioni pericolose. La formazione sui rischi biologico e chimico va trattata con attenzione e collegata alle prescrizioni del medico competente.
Spazi confinati, mezzi e attrezzature
Vasche, silos, cisterne, fosse e depuratori sono ambienti sospetti di inquinamento o confinati ai sensi del DPR 177/2011: gli interventi al loro interno richiedono procedure rigorose, personale qualificato ed esperto, sistemi di emergenza e recupero, oltre a una formazione e addestramento specifici. È uno dei rischi più gravi e ricorrenti del settore, all’origine di incidenti mortali anche per i soccorritori improvvisati.
L’uso del carrello elevatore, della pala caricatrice e di altri mezzi semoventi richiede le relative abilitazioni previste dall’Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012, con aggiornamento quinquennale: a seconda del parco macchine possono servire l’abilitazione ai carrelli e quella per le macchine movimento terra. Dove si interviene in quota su impianti e sili può aggiungersi la formazione per i lavori in quota.
Antincendio, primo soccorso e figure di sistema
Gli stoccaggi di rifiuti combustibili rendono il rischio incendio particolarmente sentito in questo settore: la nomina e formazione degli addetti antincendio è indispensabile e il livello del corso (1, 2 o 3 secondo il D.M. 02/09/2021) dipende dalla valutazione del rischio incendio della specifica attività, spesso orientata ai livelli più alti. Vanno inoltre formati gli addetti al primo soccorso in base al gruppo dell’azienda — tipicamente Gruppo A.
Sul piano organizzativo vanno individuate le figure di sistema: l’RSPP con i moduli previsti, l’RLS e i preposti. Capisquadra, responsabili di impianto e coordinatori di raccolta rivestono il ruolo di preposto e necessitano della specifica formazione aggiuntiva, fondamentale per la vigilanza su lavorazioni distribuite e su squadre esterne.
Organizzare la formazione con 123Formazione
Tenere insieme formazione lavoratori rischio alto, rischio biologico e chimico, spazi confinati, abilitazioni ai mezzi, antincendio e primo soccorso richiede uno scadenzario ordinato: negli impianti di gestione rifiuti è facile che le scadenze si sovrappongano e che un nuovo assunto resti formato solo a metà.
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ADR per il trasporto di rifiuti pericolosi e formazione del consulente
Le aziende che trasportano rifiuti pericolosi su strada rientrano nel campo di applicazione dell’Accordo internazionale ADR (Accord Dangereux Routier), recepito in Italia con periodiche modifiche al D.Lgs. 35/2010. Gli autisti devono possedere il patentino ADR specifico per la categoria di pericolo trasportata (classe 3 liquidi infiammabili, classe 6 sostanze tossiche, classe 8 corrosivi, classe 9 sostanze pericolose diverse), con corso di formazione iniziale e aggiornamento quinquennale tenuti da organismi autorizzati dal Ministero. È una formazione aggiuntiva rispetto a quella generale del lavoratore richiesta dal D.Lgs. 81/08, non sostitutiva.
Le imprese che spediscono, trasportano, caricano, scaricano o imballano merci pericolose in quantità sopra determinate soglie devono nominare un Consulente per la Sicurezza dei Trasporti (DGSA), figura disciplinata dal capitolo 1.8.3 dell’ADR. Il consulente deve essere in possesso del certificato di formazione professionale rilasciato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ottenuto previo superamento di un esame, e ha il compito di verificare la corretta applicazione delle norme di trasporto, redigere il rapporto annuale alla direzione aziendale e proporre misure di prevenzione. È una funzione obbligatoria che si affianca all’RSPP nelle aziende del settore rifiuti.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti · Vedi tutte le FAQ: FAQ Antincendio — Domande Frequenti sulla Formazione · Vedi tutte le FAQ: FAQ Primo Soccorso — Domande Frequenti
Riferimenti normativi
- Normattiva – D.Lgs. 81/2008 Titolo X (agenti biologici) (normattiva.it)
- Normattiva – DPR 177/2011 spazi confinati (normattiva.it)
Fonti
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