- Categoria
- Sicurezza per settore
- Pubblicato
- 18 giugno 2026
- Ultimo aggiornamento
- 18 giugno 2026
- Tempo di lettura
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- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 18 giugno 2026
Polveri, silice e carichi pesanti
La lavorazione del marmo, del granito e della pietra — taglio, segagione, levigatura, lucidatura, sagomatura e finitura, sia in laboratori artigianali sia in segherie industriali — concentra rischi specifici e gravi: l’esposizione a polveri contenenti silice cristallina respirabile, generata soprattutto nelle lavorazioni a secco di materiali silicei come il granito e i conglomerati (agglomerati di quarzo), il rischio meccanico delle macchine da taglio e lucidatura, la movimentazione di lastre e blocchi molto pesanti, il rumore, le vibrazioni e l’uso di acqua con pavimenti scivolosi.
Anche i laboratori e le aziende di lavorazione di marmo e pietra, dal momento in cui impiegano lavoratori o equiparati, rientrano pienamente nel campo di applicazione del D.Lgs. 81/08. Il datore di lavoro deve predisporre la valutazione dei rischi — con particolare attenzione alla silice cristallina, alle attrezzature, alla movimentazione e ai sollevamenti — e garantire una formazione realmente commisurata alle lavorazioni e ai materiali trattati.
Formazione lavoratori: la classe di rischio
Le attività di taglio, modellatura e finitura di pietre e marmo sono classificate, in base ai codici ATECO e all’Accordo Stato-Regioni, nella classe di rischio alto. La formazione del lavoratore si compone delle 4 ore di formazione generale, comuni a tutti i settori, più 12 ore di formazione specifica sui rischi della mansione, da aggiornare di norma ogni cinque anni.
La formazione specifica deve trattare i rischi reali del laboratorio: esposizione alla silice cristallina e alle polveri, uso sicuro delle macchine da taglio e lucidatura, movimentazione e sollevamento di lastre e blocchi, rumore e vibrazioni. Va completata prima dell’adibizione al lavoro: lasciare un addetto operativo senza formazione completa, in un settore con rischi gravi e a effetto differito come quelli da silice, espone a conseguenze serie e a responsabilità per il datore di lavoro.
Silice cristallina respirabile: il rischio cancerogeno
La silice cristallina respirabile è il rischio più grave e caratteristico del settore: l’inalazione prolungata può causare la silicosi e, secondo la normativa, le lavorazioni che comportano esposizione a polvere di silice cristallina generata da un processo di lavoro sono incluse tra le attività con esposizione ad agenti cancerogeni ai sensi del Titolo IX, Capo II del D.Lgs. 81/08. Ciò comporta obblighi rafforzati: valutazione dell’esposizione, riduzione al minimo, misure tecniche e sorveglianza sanitaria specifica.
Le misure di prevenzione comprendono la lavorazione a umido per abbattere le polveri, l’aspirazione localizzata, la pulizia con sistemi che non risollevino le polveri, i DPI per le vie respiratorie e una rigorosa informazione. La formazione sul rischio chimico e cancerogeno è il presupposto per la consapevolezza dei lavoratori sull’importanza di queste misure e va collegata alle prescrizioni del medico competente.
Macchine da taglio, rumore e vibrazioni
Segatrici a filo o a disco, frese a ponte, leviga-lucidatrici e flessibili sono attrezzature con dischi e utensili in rapida rotazione che espongono a rischi di taglio, proiezione di schegge e contatto con organi in movimento: la sicurezza passa per i ripari e i dispositivi di protezione delle macchine, per la manutenzione e per uno specifico addestramento sul campo all’uso in sicurezza, che il D.Lgs. 81/08 richiede in aggiunta alla formazione teorica.
Il rumore prodotto dalle macchine di taglio e lucidatura supera spesso i valori di azione del Titolo VIII del D.Lgs. 81/08, mentre l’uso di utensili manuali genera vibrazioni mano-braccio: entrambi i rischi richiedono valutazione, DPI, sorveglianza sanitaria e formazione dei lavoratori. La presenza di acqua nelle lavorazioni a umido comporta inoltre rischi di scivolamento e rischio elettrico da gestire con cura.
Movimentazione lastre, sollevamenti e figure di sistema
La movimentazione di lastre e blocchi di marmo e pietra, molto pesanti e con baricentro instabile, è una delle cause principali di infortunio grave nel settore: lo schiacciamento da ribaltamento o caduta di lastre e l’eccessivo sforzo fisico sono rischi concreti. Oltre alla formazione sulla movimentazione manuale dei carichi, l’uso di gru, paranchi, ventose e cavalletti richiede attrezzature idonee e una formazione e un addestramento specifici per gli operatori e per gli addetti all’imbracatura. Dove si impiegano carrelli elevatori serve l’ulteriore abilitazione ai carrelli elevatori, con aggiornamento quinquennale.
Vanno inoltre formati gli addetti antincendio, con livello del corso (1, 2 o 3 secondo il D.M. 02/09/2021) commisurato alla valutazione del rischio incendio, e gli addetti al primo soccorso in base al gruppo dell’azienda. Sul piano organizzativo vanno individuate le figure di sistema: l’RSPP con i moduli previsti, l’RLS e i preposti. Il capo-laboratorio o il responsabile di reparto riveste il ruolo di preposto e necessita della specifica formazione aggiuntiva, importante per la vigilanza sulle lavorazioni a secco e sulla movimentazione delle lastre.
Organizzare la formazione con 123Formazione
Tenere insieme formazione lavoratori rischio alto, rischio da silice cristallina, addestramento alle macchine da taglio, rumore e vibrazioni, movimentazione di lastre e blocchi, antincendio e primo soccorso richiede uno scadenzario ordinato: nei laboratori di marmo e pietra è essenziale che nessun addetto resti formato solo a metà, soprattutto sui rischi a effetto differito come quelli da polveri.
Con 123Formazione puoi attivare i corsi per la lavorazione di marmo e pietra scegliendo tra aula, videoconferenza per le parti teoriche e prove pratiche dedicate, con attestati validi in tutta Italia. Possiamo aiutarti a comporre il piano formativo sulle lavorazioni e sui materiali effettivamente presenti — dal blocco grezzo alla finitura — con particolare cura per il rischio silice e per i sollevamenti.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti · Vedi tutte le FAQ: FAQ Antincendio — Domande Frequenti sulla Formazione · Vedi tutte le FAQ: FAQ Primo Soccorso — Domande Frequenti
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