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123FormazioneSicurezza · Ambiente · Compliance
Sicurezza per settore

Corsi di sicurezza per impianti fotovoltaici ed eolici: la guida

Lavoro su tetti e su pale eoliche, tensioni elevate in corrente continua, cantieri temporanei e movimentazione di pannelli: le rinnovabili sommano quota ed elettrico.

A cura della Redazione 123Formazione · Aggiornato il 13 giugno 2026 · Tempo di lettura 4 min

Categoria
Sicurezza per settore
Pubblicato
13 giugno 2026
Ultimo aggiornamento
13 giugno 2026
Tempo di lettura
4 min (843 parole)
Autore
A cura della Redazione 123Formazione

A cura della Redazione 123Formazione

Revisione: team tecnico sicurezza

Ultimo aggiornamento: 13 giugno 2026

Quota ed elettrico, insieme

L’installazione e la manutenzione di impianti fotovoltaici ed eolici mettono in compresenza due tra i rischi più gravi della sicurezza sul lavoro: il lavoro in quota — su coperture, tetti spesso fragili, strutture e, nell’eolico, su torri e navicelle a decine di metri da terra — e il rischio elettrico, accentuato nel fotovoltaico dalla presenza di stringhe in corrente continua che restano in tensione anche in assenza di rete e con la sola luce solare. A questi si aggiungono cantieri temporanei, movimentazione di pannelli e componenti e lavorazioni in spazi ristretti.

Le installazioni sul fabbricato del committente o in campo configurano spesso un cantiere temporaneo o mobile ai sensi del Titolo IV del D.Lgs. 81/08: in presenza di più imprese si applicano gli obblighi di cantiere (PSC, POS, coordinatori per la sicurezza), in aggiunta agli obblighi generali del datore di lavoro. La manutenzione su impianti già in esercizio richiede inoltre procedure di messa in sicurezza elettrica prima dell’intervento.

Formazione lavoratori: la classe di rischio

Le attività di installazione e manutenzione impiantistica sono classificate, in base ai codici ATECO e all’Accordo Stato-Regioni, tendenzialmente nella classe di rischio alto. La formazione del lavoratore si compone delle 4 ore di formazione generale, comuni a tutti i settori, più la formazione specifica sui rischi della mansione, fino a 12 ore per il rischio alto.

La formazione va completata prima dell’adibizione al lavoro e aggiornata periodicamente, di norma ogni cinque anni. Dove operano squadre in trasferta e subappalti è essenziale verificare che ciascun lavoratore che sale su un tetto o su una torre sia regolarmente formato e informato sui rischi specifici, anche attraverso le procedure di coordinamento del cantiere.

Lavori in quota: il rischio dominante

La caduta dall’alto è il rischio più frequente e grave del settore: i lavori in quota richiedono una formazione specifica, l’uso di sistemi anticaduta e di DPI di terza categoria, oltre alla scelta corretta di linee vita, ponteggi, parapetti e dispositivi di ancoraggio. Sulle coperture vanno valutati con attenzione i rischi di sfondamento dei materiali fragili (lucernari, lastre in fibrocemento) e la presenza di percorsi sicuri.

Dove l’accesso avviene mediante funi (tipico della manutenzione di torri eoliche e di facciate) è richiesta l’ulteriore abilitazione per i sistemi di accesso e posizionamento mediante funi. L’uso di piattaforme di lavoro elevabili (PLE) e di gru per il sollevamento di pannelli e componenti richiede le rispettive abilitazioni previste dall’Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012, con aggiornamento quinquennale.

Rischio elettrico: PES, PAV, PEI

Gli impianti fotovoltaici producono energia in corrente continua a tensioni che possono superare il migliaio di volt e restano potenzialmente pericolosi finché i moduli sono esposti alla luce: non esiste un “interruttore” che li disattivi completamente lato campo. Il rischio elettrico va quindi affrontato con misure tecniche e con la qualificazione del personale.

I lavoratori che operano su impianti elettrici devono essere riconosciuti dal datore di lavoro come Persone Esperte (PES) o Persone Avvertite (PAV) secondo la norma CEI 11-27, e idonei ai lavori sotto tensione (PEI) dove previsto. La specifica formazione sul rischio elettrico e sui lavori elettrici è il presupposto per assegnare questi profili e per operare in sicurezza su quadri, inverter, cabine e stringhe.

Movimentazione, antincendio e figure di sistema

Il sollevamento e il trasporto di pannelli, inverter, strutture e cassoni espone a rischi posturali e di sovraccarico: la formazione sulla movimentazione manuale dei carichi e l’uso di ausili meccanici sono misure di prevenzione importanti. Vanno inoltre formati gli addetti antincendio, con livello del corso (1, 2 o 3 secondo il D.M. 02/09/2021) commisurato alla valutazione del rischio incendio, e gli addetti al primo soccorso in base al gruppo dell’azienda — fondamentali quando si lavora in quota e in siti isolati.

Sul piano organizzativo vanno individuate le figure di sistema: l’RSPP con i moduli previsti, l’RLS e i preposti. Il capo-squadra o il responsabile di cantiere riveste il ruolo di preposto e necessita della specifica formazione aggiuntiva, particolarmente importante per la vigilanza su lavorazioni in quota e in tensione. Dove è configurato il cantiere vanno individuati i coordinatori CSP/CSE.

Organizzare la formazione con 123Formazione

Tenere insieme formazione lavoratori rischio alto, lavori in quota e accesso su fune, rischio elettrico PES/PAV/PEI, abilitazioni a PLE e gru, antincendio e primo soccorso — più gli obblighi di cantiere quando applicabili — richiede uno scadenzario ordinato: nelle rinnovabili è facile che le scadenze si sovrappongano e che un installatore salga su un tetto formato solo a metà.

Con 123Formazione puoi attivare i corsi per impianti fotovoltaici ed eolici scegliendo tra aula, videoconferenza per le parti teoriche e prove pratiche dedicate, con attestati validi in tutta Italia. Possiamo aiutarti a comporre il piano formativo sulle mansioni, sulle attrezzature e sulle lavorazioni effettivamente presenti, senza percorsi superflui.

Domande frequenti

Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?

Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.

Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?

La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.

Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?

Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.

La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?

Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.

Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?

L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.

Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti · Vedi tutte le FAQ: FAQ Antincendio — Domande Frequenti sulla Formazione · Vedi tutte le FAQ: FAQ Primo Soccorso — Domande Frequenti

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