- Categoria
- Sicurezza per settore
- Pubblicato
- 7 aprile 2025
- Ultimo aggiornamento
- 20 giugno 2026
- Tempo di lettura
- 6 min (1221 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
- Riferimenti normativi
- Normattiva – Legge 189/2012 (Decreto Balduzzi GAP) · Normattiva – D.Lgs. 81/2008 art. 28 (stress) · Ministero della Salute – Gioco d’azzardo patologico
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza 123Formazione
Ultimo aggiornamento: 20 giugno 2026
Contante, clienti e orari: i rischi di sale gioco e scommesse
Centri scommesse, sale gioco, sale slot e agenzie ippiche sono attività di servizio al pubblico con un profilo di rischio del tutto particolare. L’elemento dominante è il maneggio di denaro contante e la conseguente esposizione al rischio di rapina e aggressione: questi locali sono obiettivi tipici per furti e rapine, soprattutto nelle ore serali e notturne e in posizioni isolate. A questo si sommano la gestione di clienti che possono essere alterati, frustrati dalle perdite o sotto effetto di alcol, gli orari prolungati fino a tarda notte e oltre, e il lavoro continuativo davanti a monitor, terminali e palinsesti.
Dal momento in cui l’attività impiega lavoratori dipendenti o equiparati, rientra nel campo di applicazione del D.Lgs. 81/08. Il datore di lavoro deve valutare in modo specifico il rischio da atti criminosi e aggressioni di terzi, lo stress lavoro-correlato, il lavoro notturno con le relative tutele, il rischio da videoterminale e i rischi degli ambienti aperti al pubblico, garantendo a ciascun lavoratore la formazione corrispondente alla mansione.
Formazione lavoratori: la classe di rischio del settore
Le attività di gioco e scommesse sono generalmente classificate, in base ai codici ATECO e all’Accordo Stato-Regioni, nella classe di rischio basso. La formazione di ciascun lavoratore si compone delle 4 ore di formazione generale e di 4 ore di formazione specifica, per un totale di 8 ore, da completare prima dell’adibizione al lavoro e da aggiornare con 6 ore ogni cinque anni.
La classe di rischio formale, però, non racconta tutto: la formazione specifica deve essere costruita sui rischi reali del settore, in primo luogo la prevenzione e la gestione di rapine e aggressioni, lo stress lavoro-correlato e gli effetti del lavoro notturno. Un corso generico che ignora il rischio da atti criminosi — che è il pericolo più grave e caratteristico di questi locali — non risponde alle esigenze di tutela del personale.
Rischio rapina e aggressioni: prevenzione e gestione
Il rischio di rapina e di aggressione da parte di terzi è il rischio più serio del settore e va trattato esplicitamente nella valutazione dei rischi e nella formazione. Sul piano organizzativo e tecnico rientrano la limitazione del contante accessibile, le casseforti a tempo, i sistemi di videosorveglianza e allarme, la progettazione dei banconi e degli accessi; sul piano formativo, il personale deve essere addestrato sui comportamenti da tenere durante e dopo una rapina — la priorità assoluta è l’incolumità delle persone, non la difesa del denaro — e sulla de-escalation dei conflitti con clienti alterati o aggressivi.
La formazione deve coprire anche la gestione del post-evento: cosa fare subito dopo una rapina o un’aggressione, l’allertamento delle forze dell’ordine, il supporto ai colleghi e l’eventuale sostegno psicologico, dato che questi eventi possono lasciare conseguenze rilevanti. Il rischio da aggressione è ormai riconosciuto come un rischio lavorativo a tutti gli effetti, da valutare e formare al pari degli altri.
Stress lavoro-correlato e lavoro notturno
Lo stress lavoro-correlato è elevato per la combinazione di contatto con il pubblico, gestione di situazioni conflittuali, responsabilità sul contante e timore di rapine: la sua valutazione è obbligatoria e deve tradursi in misure organizzative come la presenza di più operatori nelle fasce critiche, procedure chiare e supporto in caso di eventi. La formazione deve dare strumenti per riconoscere e gestire le situazioni di tensione con i clienti.
Il lavoro notturno, frequente in questo settore per gli orari prolungati, è disciplinato dal D.Lgs. 81/08 e dalla normativa sull’orario di lavoro: comporta limiti, sorveglianza sanitaria specifica per i lavoratori notturni e attenzione agli effetti su sonno, salute e vigilanza. La valutazione dei rischi deve considerarlo espressamente, anche in combinazione con il rischio rapina, che è più alto proprio nelle ore notturne.
Videoterminali, antincendio, primo soccorso e figure di sistema
Gli operatori che lavorano per almeno venti ore settimanali davanti a terminali, monitor dei palinsesti e postazioni informatiche sono qualificabili come videoterminalisti ai sensi del Titolo VII: sono dovute la formazione specifica sul lavoro al VDT e la sorveglianza sanitaria con visite mirate. La nomina e la formazione degli addetti antincendio e di primo soccorso sono obbligatorie, con livello del corso antincendio commisurato alla valutazione del rischio incendio del locale aperto al pubblico e formazione di primo soccorso secondo il gruppo aziendale.
Sul piano organizzativo vanno individuate le figure di sistema: l’RSPP (interno, esterno o il datore di lavoro nei casi consentiti, previa formazione), l’RLS e i preposti — il responsabile di sala o di punto vendita che coordina e vigila sugli operatori riveste il ruolo di preposto e necessita della specifica formazione aggiuntiva, importante per far applicare le procedure anti-rapina e di gestione dei clienti.
Organizzare la formazione con 123Formazione
Tenere insieme formazione lavoratori, prevenzione del rischio rapina, stress lavoro-correlato, tutele del lavoro notturno, videoterminali, antincendio, primo soccorso e formazione dei preposti, con turni che coprono la sera e la notte, richiede uno scadenzario ordinato: è facile che un nuovo operatore inizi a lavorare allo sportello prima di aver completato la formazione.
Con 123Formazione puoi attivare i corsi per centri scommesse e sale gioco scegliendo tra aula, videoconferenza ed e-learning dove la normativa lo consente, con attestati validi in tutta Italia. Ti aiutiamo a costruire un piano formativo centrato sui rischi reali del settore. Per approfondire puoi leggere le nostre guide sul rischio rapina e aggressioni, sullo stress lavoro-correlato e sulla vigilanza e portierato.
Gioco d’azzardo patologico (GAP) e formazione del personale
L’art. 6 del D.L. 158/2012 (Decreto Balduzzi), convertito con modificazioni nella Legge 189/2012, ha introdotto specifici obblighi per gli esercenti di attività di gioco con vincita in denaro: divieto di accesso ai minori di 18 anni, obbligo di esposizione del materiale informativo sui rischi del gioco d’azzardo patologico (GAP), divieto di pubblicità ingannevole e formazione del personale alla riconoscibilità dei comportamenti compulsivi. Le Regioni hanno integrato il quadro con leggi specifiche che disciplinano le distanze minime delle sale gioco e degli apparecchi da scuole, luoghi di culto, centri sociali e ospedali (cd. distanziometro), gli orari di apertura e l’obbligo di formazione del personale presso i Servizi Dipendenze (Ser.D.) delle ASL territoriali.
La formazione del personale sul GAP, da inquadrare anche nella valutazione del rischio stress lavoro-correlato del personale stesso (esposto al carico emotivo di vedere quotidianamente comportamenti di dipendenza), ha durata variabile tra 4 e 8 ore secondo la regolamentazione regionale. I contenuti tipici includono: definizione clinica del disturbo da gioco d’azzardo (ICD-11, DSM-5), riconoscimento dei segnali (frequenza eccessiva, escalation delle puntate, richieste di credito, segnali di disagio psicofisico), procedure di intervento (offerta di materiale informativo, contatto con i Ser.D., gestione delle richieste di autoesclusione), tutela della privacy del giocatore problematico. Per il personale dipendente questa formazione è preferibilmente integrata nella formazione specifica ex D.Lgs. 81/08 di rischio basso, con il vantaggio di affrontare congiuntamente i temi del rischio rapina, dello stress lavoro-correlato e del GAP.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti
Riferimenti normativi
- Normattiva – Legge 189/2012 (Decreto Balduzzi GAP) (normattiva.it)
- Normattiva – D.Lgs. 81/2008 art. 28 (stress) (normattiva.it)
- Ministero della Salute – Gioco d’azzardo patologico (salute.gov.it)
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