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123FormazioneSicurezza · Ambiente · Compliance
Sicurezza per settore

Sicurezza nelle aziende di stampa 3D e prototipazione: la guida

La stampa 3D non è solo software e plastica: tra resine fotopolimeriche, polveri metalliche, fumi di estrusione, laser e post-produzione chimica, i laboratori di prototipazione hanno rischi reali. Vediamo quali corsi di sicurezza servono davvero a chi lavora nell’additive manufacturing.

A cura della Redazione 123Formazione · Aggiornato il 19 giugno 2026 · Tempo di lettura 4 min

Categoria
Sicurezza per settore
Pubblicato
19 giugno 2026
Ultimo aggiornamento
19 giugno 2026
Tempo di lettura
4 min (823 parole)
Autore
A cura della Redazione 123Formazione

A cura della Redazione 123Formazione

Revisione: team tecnico sicurezza

Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026

Stampa 3D e prototipazione: un laboratorio dai rischi sottovalutati

I laboratori di stampa 3D e prototipazione realizzano modelli, componenti e piccole serie con tecnologie diverse: estrusione di filamento (FDM/FFF), stampa a resina fotopolimerica (SLA/DLP), sinterizzazione di polveri plastiche (SLS) e metalliche (SLM/DMLS), oltre alla post-produzione con lavaggi, polimerizzazione UV, levigatura, verniciatura e finitura. Spesso si tratta di ambienti piccoli e percepiti come puliti e tecnologici, dove i rischi vengono sottovalutati: in realtà convivono agenti chimici, polveri fini, fumi, sorgenti laser e UV ed energia elettrica.

Quando l’azienda impiega lavoratori dipendenti, soci o equiparati ricade nel D.Lgs. 81/08: il datore di lavoro nomina l’RSPP, redige il DVR e organizza la formazione. Il DVR deve trattare in modo specifico il rischio chimico delle resine e dei solventi, l’esposizione a polveri e nanoparticelle (in particolare le polveri metalliche, anche sotto il profilo dell’esplosione), i fumi e i composti volatili emessi durante la stampa, le radiazioni ottiche (laser e UV) e il rischio elettrico delle macchine.

Formazione lavoratori e preposti

L’attività di un laboratorio di prototipazione è generalmente inquadrabile nella classe di rischio medio, ma sale verso il rischio alto quando si lavorano polveri metalliche, resine pericolose o si usano laser di potenza: la classificazione va fatta caso per caso nel DVR. Per il rischio medio ogni lavoratore deve completare 4 ore di formazione generale e 8 ore di formazione specifica (12 ore totali), per il rischio alto la specifica sale a 12 ore (16 ore totali); l’aggiornamento è di 6 ore ogni cinque anni. La formazione specifica deve trattare i rischi reali di resine, polveri, fumi, laser ed elettricità.

Dove operano più tecnici o si gestiscono macchine non presidiate va nominato e formato il preposto, che vigila sull’uso dei DPI, sul funzionamento delle aspirazioni e sul rispetto delle procedure di manipolazione delle resine e delle polveri. Per il quadro generale vedi le nostre guide sul corso preposti, ruolo e obblighi e sulla formazione generale e specifica, differenze.

Rischio chimico: resine, solventi e post-produzione

Le resine fotopolimeriche liquide usate nella stampa SLA/DLP sono spesso irritanti, sensibilizzanti per la pelle e pericolose per l’ambiente: il contatto e l’inalazione vanno evitati con guanti chimici adatti, occhiali e ventilazione. La post-produzione a resina prevede lavaggi con alcol isopropilico o altri solventi infiammabili e una fase di polimerizzazione UV: la valutazione del rischio chimico parte dalle schede di sicurezza dei prodotti e si traduce in aspirazione, stoccaggio corretto e DPI. La formazione specifica deve far conoscere i pericoli e le procedure di manipolazione, lavaggio e smaltimento.

Anche la stampa a filamento emette composti organici volatili e particelle ultrafini durante l’estrusione, soprattutto con alcuni materiali tecnici: serve un’adeguata ventilazione o un sistema di filtrazione e contenimento. Per orientarti sui pericoli e sugli obblighi rimandiamo alla nostra guida sul rischio chimico e cancerogeno e a quella su come scegliere i DPI corretti.

Polveri metalliche, laser, UV e rischio elettrico

Le tecnologie a letto di polvere (SLS e soprattutto la stampa metallica SLM/DMLS) introducono i rischi più seri: le polveri metalliche fini possono essere tossiche per inalazione e, in determinate condizioni, formare atmosfere esplosive. La loro manipolazione richiede sistemi di aspirazione e contenimento, procedure rigorose e, dove pertinente, la valutazione del rischio ATEX. Anche le polveri vanno gestite come potenziale rischio di esplosione e incendio, oltre che per l’inalazione.

I sistemi laser usati nella sinterizzazione e la luce UV della polimerizzazione comportano rischi da radiazioni ottiche artificiali, da valutare e gestire con schermature, interblocchi e DPI specifici per occhi e pelle. Le macchine, infine, sono apparecchiature elettriche complesse: gli interventi su impianti e quadri richiedono personale qualificato secondo la norma CEI 11-27 (qualifiche PES/PAV/PEI). Approfondisci con la nostra guida sul rischio elettrico PES, PAV, PEI.

Emergenze e pacchetto formativo con 123Formazione

Anche un laboratorio di prototipazione deve nominare e formare gli addetti antincendio (la presenza di solventi, polveri combustibili e resine impone attenzione al carico di incendio) e gli addetti al primo soccorso, con cassetta e procedure adeguate ai rischi chimici e da radiazioni. Vanno previste le procedure di emergenza per sversamenti di resina, contatto con la pelle e gestione delle polveri.

Con 123Formazione un’azienda di stampa 3D e prototipazione può costruire il pacchetto completo — formazione lavoratori a rischio medio o alto, formazione dei preposti, rischio chimico, rischio elettrico, antincendio e primo soccorso — in aula, videoconferenza per le parti teoriche ed e-learning dove la normativa lo consente, con attestati validi in tutta Italia. Vedi anche le nostre guide sul rischio chimico e sul rischio elettrico.

Domande frequenti

Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?

Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.

Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?

La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.

Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?

Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.

La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?

Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.

Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?

L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.

Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti

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