- Categoria
- Sicurezza per settore
- Pubblicato
- 19 giugno 2026
- Ultimo aggiornamento
- 19 giugno 2026
- Tempo di lettura
- 4 min (864 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026
Riciclo RAEE: un rifiuto complesso e pericoloso da trattare
I rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) comprendono grandi e piccoli elettrodomestici, frigoriferi, schermi e monitor, computer e telefoni, lampade, schede elettroniche e batterie. Gli impianti del settore li raccolgono, selezionano, bonificano dalle componenti pericolose, smontano e frantumano per recuperare metalli ferrosi e non ferrosi, plastiche, vetro e materiali preziosi. È un comparto del trattamento rifiuti dove la materia prima è eterogenea, sporca e potenzialmente pericolosa, e dove ogni fase ha rischi specifici.
Quando l’azienda impiega lavoratori dipendenti, soci o equiparati ricade pienamente nel D.Lgs. 81/08: il datore di lavoro nomina l’RSPP, redige il DVR e organizza la formazione. Il DVR deve trattare in modo specifico il rischio chimico (gas refrigeranti, oli, mercurio, sostanze nelle schede), il rischio da batterie e accumulatori, l’incendio e l’esplosione (in particolare le batterie al litio), le polveri e i fumi della frantumazione, i tagli, la movimentazione di carichi e il rischio biologico da materiali contaminati. Per il quadro del settore vedi la nostra guida sulla sicurezza nella gestione dei rifiuti e riciclo.
Formazione lavoratori e preposti: rischio alto
Il trattamento e il recupero dei rifiuti sono inquadrabili nella classe di rischio alto. Ogni lavoratore deve completare 4 ore di formazione generale e 12 ore di formazione specifica (16 ore totali) prima di essere adibito alle mansioni, con aggiornamento di 6 ore ogni cinque anni. La formazione specifica deve trattare i rischi reali dell’impianto: chimico, batterie, incendio, polveri, taglio, movimentazione meccanizzata, rumore e rischio biologico.
Il preposto va sempre nominato e formato: negli impianti RAEE è la figura che vigila sulle procedure di bonifica e smontaggio, sull’uso dei DPI e sulla gestione in sicurezza delle batterie e dei componenti pericolosi. In molte attività di impianto può essere richiesta anche la formazione di dirigenti e di figure tecniche. Per il quadro generale vedi le nostre guide sul corso preposti, ruolo e obblighi e sulla formazione sicurezza obbligatoria, chi deve farla.
Rischio chimico, batterie e sostanze pericolose
I RAEE contengono numerose sostanze pericolose: gas refrigeranti e oli nei frigoriferi, mercurio nelle lampade e in alcuni schermi, ritardanti di fiamma e metalli pesanti nelle plastiche e nelle schede, polveri fluorescenti nei tubi. La bonifica deve avvenire con procedure precise e con la protezione delle vie respiratorie e della pelle; la valutazione del rischio chimico parte dalle caratteristiche dei materiali e si traduce in aspirazione, contenimento e DPI. Approfondisci con la nostra guida sul rischio chimico e cancerogeno.
Le batterie e gli accumulatori, sempre più presenti negli apparecchi, sono uno dei rischi più critici: le batterie al litio danneggiate possono surriscaldarsi, incendiarsi o esplodere (thermal runaway) e vanno individuate, rimosse e stoccate in sicurezza con procedure dedicate e contenitori adeguati. La formazione specifica deve far conoscere i pericoli delle batterie, le procedure di rimozione e le misure di emergenza in caso di principio di incendio.
Frantumazione, polveri, incendio e movimentazione
Lo smontaggio e la frantumazione meccanica espongono a tagli, schiacciamenti, impigliamento, proiezioni e polveri: le macchine (frantumatori, mulini, nastri trasportatori, separatori) vanno usate solo da personale addestrato secondo l’art. 73 del D.Lgs. 81/08, con ripari, interblocchi e procedure di manutenzione e pulizia in sicurezza. Le polveri prodotte vanno captate all’origine e gestite anche sotto il profilo del rischio di esplosione, dove pertinente (valutazione ATEX). Il carico di incendio è elevato e le batterie aumentano il rischio: serve un livello adeguato di addetti antincendio secondo il decreto del 2 settembre 2021.
La movimentazione dei rifiuti, dei cassoni e dei materiali recuperati è continua e impegnativa: la movimentazione manuale dei carichi va valutata e affrontata con formazione e addestramento dedicati, ma gran parte del lavoro avviene con mezzi. Carrelli elevatori, pale, ragni e gru su autocarro richiedono operatori abilitati secondo l’Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012, con aggiornamento quinquennale. Vedi le nostre guide sul patentino carrelli elevatori e sulla movimentazione manuale dei carichi.
Rischio elettrico, primo soccorso e pacchetto formativo
Negli impianti convivono apparecchi ancora carichi, condensatori, batterie e quadri di potenza: gli interventi su impianti e macchine richiedono personale qualificato secondo la norma CEI 11-27 (qualifiche PES/PAV/PEI). Vanno nominati e formati gli addetti antincendio e gli addetti al primo soccorso, con cassetta e procedure adeguate ai rischi chimici, da batterie e da elettricità, oltre alle prove di emergenza e alle procedure per gli infortuni. Approfondisci con la guida sul rischio elettrico PES, PAV, PEI.
Con 123Formazione un’azienda di riciclo RAEE ed elettronica può costruire il pacchetto completo — formazione lavoratori a rischio alto, formazione dei preposti, rischio chimico, rischio elettrico, movimentazione manuale dei carichi, abilitazione carrelli elevatori, antincendio (livello adeguato) e primo soccorso — in aula, videoconferenza per le parti teoriche ed e-learning dove la normativa lo consente, con attestati validi in tutta Italia. Vedi anche le nostre guide sulla gestione dei rifiuti e sul rischio chimico.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti
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