- Categoria
- Sicurezza per settore
- Pubblicato
- 9 giugno 2026
- Ultimo aggiornamento
- 9 giugno 2026
- Tempo di lettura
- 5 min (1040 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 9 giugno 2026
Pulizie e sanificazioni industriali: oltre il rischio basso
Le imprese di pulizie industriali, di sanificazione e di global service operano in contesti molto più impegnativi rispetto alle pulizie ordinarie di uffici e civili abitazioni. Bonifica di impianti, pulizia di capannoni e linee produttive, lavaggio di facciate e vetrate, pulizia di cisterne e serbatoi, sanificazioni in ambito sanitario e alimentare, interventi presso cantieri e siti di terzi: il profilo di rischio reale di questi lavoratori è alto e trasversale, e comprende rischio chimico, lavoro in quota, spazi confinati e rischio biologico. Ridurre la formazione al “rischio basso” delle pulizie generiche è un errore diffuso e pericoloso.
Dal momento in cui l’impresa impiega anche un solo lavoratore subordinato o equiparato, ricade nel campo di applicazione del D.Lgs. 81/08: il datore di lavoro deve redigere il DVR, organizzare le emergenze e formare tutto il personale in base alle mansioni e ai contesti effettivi di lavoro. Un tratto specifico del settore è che i lavoratori operano quasi sempre presso le sedi dei committenti: ciò comporta la gestione dei rischi interferenziali e la redazione del DUVRI tra impresa committente e impresa appaltatrice, oltre al coordinamento con i rischi propri di ogni sito.
Formazione lavoratori: classe modulata sulle attività
Le attività di pulizia sono spesso classificate, secondo i codici ATECO e l’Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011, nella classe di rischio medio, cui corrisponde una formazione dei lavoratori di 12 ore (4 di generale più 8 di specifica). Tuttavia, dove l’impresa svolge bonifiche, pulizie industriali pesanti o interventi in ambienti a rischio elevato, il profilo di alcune mansioni sale verso il rischio alto (16 ore): la formazione specifica va calibrata sulle attività realmente svolte, comprese quelle presso i siti dei committenti. La formazione precede l’adibizione e va aggiornata di norma ogni cinque anni.
Il settore è caratterizzato da forte turnover, contratti part-time, personale spesso straniero e cambi frequenti di sito di lavoro: ogni nuovo ingresso va formato tempestivamente, e quando un lavoratore viene assegnato a un cantiere con rischi specifici (quota, spazi confinati, rischio biologico) la formazione e l’addestramento per quei rischi devono essere completati prima dell’intervento. Per i lavoratori che non padroneggiano l’italiano, l’efficacia della formazione passa per modalità e materiali comprensibili.
Rischio chimico: il cuore della pulizia professionale
Il rischio chimico è centrale nelle pulizie e nelle sanificazioni. Detergenti acidi e alcalini, disincrostanti, disinfettanti, candeggine, ammoniaca, sgrassanti e prodotti professionali concentrati possono provocare ustioni cutanee e oculari, irritazioni respiratorie e — in caso di miscelazione errata — lo sviluppo di gas tossici. Il caso più noto è la miscela accidentale di candeggina (ipoclorito) e prodotti acidi o ammoniacali, che libera gas pericolosi: il divieto di miscelare prodotti incompatibili è assoluto e deve essere oggetto di formazione e di procedure scritte.
Il datore di lavoro deve effettuare la valutazione del rischio chimico ai sensi del Titolo IX del D.Lgs. 81/08, fornire DPI adeguati (guanti resistenti, occhiali, protezioni respiratorie dove indicato, indumenti idonei), garantire la corretta diluizione e lo stoccaggio dei prodotti e assicurare la formazione specifica sulla lettura delle schede dati di sicurezza e sull’uso sicuro dei prodotti. La corretta dotazione e il corretto uso dei DPI sono un capitolo decisivo in questo settore: il lavoratore deve essere informato, formato e addestrato all’uso dei dispositivi di protezione individuale, che vanno scelti in funzione del rischio reale dell’intervento.
Lavori in quota, spazi confinati e rischio biologico
La pulizia di facciate, vetrate, lucernari, coperture e parti alte di capannoni comporta lavoro in quota: il rischio di caduta dall’alto è tra le prime cause di infortunio mortale e va gestito con sistemi anticaduta, ancoraggi, formazione specifica per lavori in quota e, dove si usano DPI di terza categoria, addestramento specifico all’uso dell’imbracatura e dei dispositivi anticaduta. Dove si impiegano piattaforme di lavoro elevabili (PLE) è richiesta l’abilitazione specifica prevista dall’Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012, con aggiornamento periodico.
La bonifica e la pulizia di cisterne, serbatoi, vasche, silos, pozzetti e fosse rientra negli spazi confinati e a sospetto inquinamento, disciplinati dal D.P.R. 177/2011: occorrono qualificazione dell’impresa, personale esperto e addestrato, procedure, verifica preventiva dell’atmosfera, ventilazione e sorveglianza dall’esterno. Nessun addetto deve entrare in un ambiente confinato senza la formazione e l’addestramento specifici. Si aggiunge il rischio biologico nelle pulizie in ambito sanitario, nella gestione dei rifiuti e nella sanificazione di servizi igienici, da affrontare con procedure, vaccinazioni dove pertinenti, DPI e formazione sul rischio biologico. Completano il quadro la movimentazione manuale dei carichi, lo scivolamento e l’uso di macchine (lavasciuga, idropulitrici, monospazzole).
Emergenze, figure di sistema e 123Formazione
L’impresa di pulizie deve organizzare la gestione delle emergenze, anche tenendo conto che il personale opera in sedi diverse: designare e formare gli addetti al primo soccorso (di norma Gruppo B, corso di 12 ore con aggiornamento triennale) e gli addetti antincendio con il livello corrispondente alla valutazione del rischio incendio secondo il D.M. 02/09/2021, raccordandosi con le procedure di emergenza dei siti dei committenti. Vanno individuate le figure di sistema: l’RSPP (modulo A e modulo B, o il datore di lavoro nelle ipotesi ammesse), l’RLS dove sono presenti dipendenti e i preposti, particolarmente importanti per vigilare sulle squadre che operano in quota o in spazi confinati lontano dalla sede.
Con 123Formazione puoi attivare i corsi per imprese di pulizie e sanificazioni industriali — formazione lavoratori rischio medio e alto, rischio chimico, lavori in quota, DPI anticaduta di terza categoria, spazi confinati (D.P.R. 177/2011), PLE, rischio biologico, movimentazione manuale dei carichi, primo soccorso, antincendio e formazione preposti — scegliendo tra aula, videoconferenza ed e-learning per le parti consentite, con attestati validi in tutta Italia. Ti aiutiamo a comporre un piano calibrato sulle attività realmente svolte e sui siti dei committenti. Per approfondire puoi consultare la guida alla sicurezza nelle imprese di pulizie ordinarie, quella sugli spazi confinati e quella sui lavori in quota.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti · Vedi tutte le FAQ: FAQ Lavori in Quota — Domande Frequenti · Vedi tutte le FAQ: FAQ Primo Soccorso — Domande Frequenti
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