- Categoria
- Sicurezza per settore
- Pubblicato
- 19 giugno 2026
- Ultimo aggiornamento
- 19 giugno 2026
- Tempo di lettura
- 4 min (854 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026
La manutenzione del verde pubblico: un cantiere all’aperto
La manutenzione del verde pubblico comprende lo sfalcio di prati, aiuole, rotatorie e scarpate stradali, la potatura e l’abbattimento di alberi, la cura di parchi, viali e aree gioco, spesso in spazi aperti al pubblico e a ridosso del traffico veicolare. È un lavoro che combina l’uso intensivo di macchine da taglio, il lavoro in quota su alberi e piattaforme, l’esposizione al traffico e al microclima, il rischio biologico e la movimentazione di materiale di risulta. Per gli enti pubblici e le imprese che operano in appalto si aggiunge la gestione delle interferenze con cittadini, mezzi e altre lavorazioni.
L’impresa o l’ente che impiega lavoratori dipendenti o equiparati ricade pienamente nel D.Lgs. 81/08. Il datore di lavoro deve redigere il DVR affrontando in modo specifico l’uso di decespugliatori e motoseghe, il lavoro in quota su alberi e con PLE, il rischio da traffico veicolare durante gli interventi su strada, il rischio biologico e il rumore e le vibrazioni, e formare ciascun lavoratore in base alla mansione svolta.
Formazione lavoratori e classe di rischio
L’attività di manutenzione del verde è generalmente inquadrabile nella classe di rischio medio, con punte di rischio alto nelle lavorazioni di abbattimento e tree climbing: per il rischio medio servono 4 ore di formazione generale e 8 di formazione specifica (totale 12 ore), con aggiornamento di 6 ore ogni cinque anni. La formazione specifica deve essere centrata sui rischi reali: macchine da taglio, lavoro in quota, traffico, agenti biologici, rumore e vibrazioni.
La formazione teorica va affiancata dall’addestramento pratico all’uso in sicurezza delle attrezzature da taglio e dei DPI, ai sensi del Titolo III del D.Lgs. 81/08. Va nominato e formato il preposto che organizza e sorveglia il cantiere mobile su strada e nelle aree verdi, vigilando sull’uso dei DPI, sul mantenimento delle distanze di sicurezza e sulla segnaletica.
Decespugliatori e motoseghe: il rischio di taglio
Decespugliatori e motoseghe sono tra le attrezzature più pericolose del settore: tagli e ferite gravi, contraccolpo (kickback) della motosega, proiezione di sassi, schegge e detriti, contatto con organi in movimento. Il loro uso richiede informazione, formazione e addestramento specifici e documentati, con DPI dedicati — elmetto con visiera e cuffie, guanti, pantaloni e calzature antitaglio per la motosega, occhiali e otoprotettori per il decespugliatore — e procedure di rifornimento, avviamento e manutenzione in sicurezza.
Rumore e vibrazioni mano-braccio prodotti da queste macchine vanno misurati e gestiti: superate le soglie d’azione scattano obblighi di formazione, fornitura di otoprotettori e guanti antivibranti, rotazione delle mansioni e sorveglianza sanitaria. Approfondisci con la nostra guida su rumore e vibrazioni sul lavoro.
Lavoro in quota su alberi e con piattaforme
Potatura e abbattimento di alberi espongono a un rischio elevato di caduta dall’alto, sia che si operi con piattaforme di lavoro elevabili sia con tecniche di tree climbing su corda. Serve formazione specifica per i lavori in quota e addestramento all’uso dei DPI anticaduta di terza categoria; le tecniche di lavoro su fune (Titolo IV, Capo II del D.Lgs. 81/08) richiedono formazione e addestramento dedicati e specialistici. Chi conduce le PLE deve essere abilitato con apposito patentino secondo l’Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012.
A terra vanno gestiti il rischio di caduta di rami e tronchi, l’uso di funi e attrezzature di sollevamento, la delimitazione dell’area sottostante e il divieto di stazionamento. Per il quadro completo rimandiamo alle nostre guide sul corso lavori in quota e sui DPI anticaduta di terza categoria.
Traffico, rischio biologico ed emergenze
Lavorare lungo strade e rotatorie significa esporsi al traffico veicolare: investimenti e urti sono un rischio concreto e spesso mortale. Il cantiere mobile va segnalato secondo il Codice della Strada e il decreto sulla segnaletica dei cantieri stradali, con dispositivi di delimitazione, indumenti ad alta visibilità e procedure di lavoro che tengano conto del flusso dei veicoli. Si aggiunge il rischio biologico tipico del lavoro a contatto con terreno, vegetazione, insetti e zecche, da gestire con igiene, DPI e vaccinazioni dove indicate; vedi la nostra guida sul rischio biologico.
Vanno nominati e formati gli addetti al primo soccorso — essenziale per tagli, punture e reazioni allergiche in squadre che operano lontano dalla sede — e gli addetti antincendio. Con 123Formazione un’impresa o un ente che cura il verde pubblico può organizzare il pacchetto completo — formazione lavoratori, addestramento alle macchine da taglio e ai DPI, lavori in quota e DPI anticaduta, abilitazione PLE, primo soccorso, antincendio e formazione dei preposti — in aula, videoconferenza per le parti teoriche ed e-learning dove la normativa lo consente, con attestati validi in tutta Italia. Vedi anche le nostre guide sui lavori in quota e sulla sicurezza per i giardinieri e manutentori del verde.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti
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