- Categoria
- Sicurezza per professione
- Pubblicato
- 20 maggio 2026
- Ultimo aggiornamento
- 20 maggio 2026
- Tempo di lettura
- 3 min (608 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 20 maggio 2026
La mansione del giardiniere e del manutentore del verde
Il giardiniere e il manutentore del verde curano parchi, giardini, aree pubbliche e private: taglio dell’erba, potatura di siepi e alberi, abbattimenti, semine, irrigazione, gestione delle aiuole. È un lavoro fisico, all’aperto, che combina l’uso di macchine pericolose con l’esposizione agli agenti atmosferici e a fattori naturali.
La percezione di un mestiere "tranquillo" è ingannevole: motoseghe, decespugliatori, tosaerba, trattorini e potature in quota rendono la manutenzione del verde un’attività con infortuni frequenti e talvolta gravi, dai tagli alle proiezioni di oggetti fino alle cadute durante l’abbattimento di rami.
Decespugliatori e motoseghe: macchine da taglio
Il decespugliatore e la motosega sono gli strumenti simbolo del mestiere ma anche i più insidiosi. Il decespugliatore può proiettare sassi e detriti ad alta velocità e provocare contraccolpi; la motosega presenta il pericolo del rimbalzo (kickback) e tagli profondi, oltre al rischio legato alla caduta di rami e tronchi.
L’uso sicuro richiede addestramento specifico sulle tecniche di taglio, sulla manutenzione della macchina e sull’impiego dei DPI dedicati. La formazione e l’addestramento all’uso di queste attrezzature sono un obbligo del datore di lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08: non basta "saperle usare", servono procedure corrette e DPI adeguati come pantaloni e calzature antitaglio.
Trattori, trattorini e mezzi agricoli
La manutenzione di aree estese comporta spesso l’uso di trattori, trattorini rasaerba e altre macchine semoventi. Il rischio principale del trattore è il ribaltamento, una delle cause più frequenti di infortunio mortale nel settore agricolo e del verde, soprattutto su terreni in pendenza o sconnessi.
L’uso del trattore agricolo o forestale richiede una specifica abilitazione prevista dall’Accordo Stato-Regioni, con parte teorica e prova pratica. Sono inoltre fondamentali la presenza e l’uso dei dispositivi di protezione in caso di ribaltamento e della cintura di sicurezza, oltre alla manutenzione periodica del mezzo.
Rischio biologico, chimico e lavori in quota
Lavorare a contatto con terreno, vegetazione e animali espone al rischio biologico: punture di insetti, morsi di zecca con possibili infezioni, contatto con piante urticanti, esposizione a tetano attraverso ferite. La vaccinazione antitetanica e una corretta igiene delle ferite sono misure di prevenzione concrete.
A questo si aggiungono il rischio chimico legato all’uso di fitofarmaci e diserbanti, che richiede formazione e DPI specifici, e il rischio di caduta dall’alto durante le potature e gli abbattimenti, quando si opera da scale, piattaforme o, nei casi specialistici, in tree climbing. L’esposizione prolungata al sole, al rumore e alle vibrazioni delle macchine completa il quadro dei rischi.
Corsi obbligatori, consigliati e DPI del verde
Oltre alla formazione generale e specifica da lavoratore, il manutentore del verde necessita dell’addestramento all’uso delle attrezzature pericolose (motoseghe, decespugliatori) e, quando guida trattori, dell’abilitazione macchine agricole. Per le potature in quota è indicato il corso lavori in quota; chi manipola fitofarmaci deve avere la formazione sul rischio chimico.
I DPI tipici sono pantaloni e calzature antitaglio, guanti, occhiali o visiera, otoprotettori, elmetto con visiera per il lavoro con la motosega, indumenti ad alta visibilità per chi opera su aree verdi stradali e protezioni adeguate per l’uso dei prodotti chimici.
Con 123Formazione puoi mettere in regola giardinieri e manutentori del verde con un percorso che integra uso delle attrezzature, abilitazione trattori, lavori in quota e rischio chimico, adattato alle attività della tua impresa. Contattaci per costruire il piano formativo.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti
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