- Categoria
- Documenti e adempimenti
- Pubblicato
- 18 maggio 2026
- Ultimo aggiornamento
- 18 maggio 2026
- Tempo di lettura
- 4 min (843 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza 123Formazione
Ultimo aggiornamento: 18 maggio 2026
Che cos’è il POS e a cosa serve
Il Piano Operativo di Sicurezza (POS) è il documento con cui ogni impresa esecutrice descrive come svolgerà in sicurezza le proprie lavorazioni in uno specifico cantiere. È definito dall’articolo 89 del D.Lgs 81/08 ed è considerato dalla norma come un vero e proprio documento di valutazione dei rischi riferito a quel cantiere: in pratica è il “DVR del cantiere” della singola impresa.
A differenza del PSC, che ha una visione d’insieme e è redatto dal coordinatore per conto del committente, il POS guarda alle attività concrete dell’impresa: quali lavorazioni esegue, con quali attrezzature, con quanti lavoratori e con quali misure di prevenzione. Serve quindi a calare nella realtà operativa gli obblighi generali di sicurezza, trasformandoli in scelte pratiche legate al singolo appalto.
Il POS non sostituisce il Documento di Valutazione dei Rischi aziendale: lo specifica per quel cantiere. L’impresa parte dalla propria valutazione dei rischi generale e la adatta alle condizioni reali del luogo in cui andrà a operare, integrando eventuali rischi nuovi che in azienda non sono presenti.
Chi deve redigere il POS e quando è obbligatorio
Il POS è redatto dal datore di lavoro di ciascuna impresa esecutrice. L’obbligo è in capo a ogni impresa che esegue lavori in cantiere, comprese le imprese subappaltatrici: ognuna predispone il proprio POS relativamente alle lavorazioni che le competono. I lavoratori autonomi, invece, non redigono il POS, ma sono tenuti ad adeguarsi alle indicazioni del coordinatore e a rispettare il PSC quando presente.
Il POS è obbligatorio in tutti i cantieri rientranti nel Titolo IV del D.Lgs 81/08, a prescindere dalla presenza o meno del PSC. Anche un cantiere con una sola impresa, dove non scatta l’obbligo di nomina del coordinatore e di redazione del PSC, richiede comunque il POS dell’impresa esecutrice prima dell’inizio delle lavorazioni.
Il datore di lavoro può redigere il POS personalmente o avvalersi del proprio Servizio di Prevenzione e Protezione e di consulenti, ma resta in ogni caso il responsabile del documento e della sua attuazione. Il documento va consegnato al coordinatore per l’esecuzione, quando nominato, che ne verifica la coerenza con il PSC.
I contenuti minimi del POS: cosa prevede l’Allegato XV
I contenuti minimi del POS sono fissati dall’Allegato XV del D.Lgs 81/08. Il documento deve riportare i dati identificativi dell’impresa esecutrice (ragione sociale, datore di lavoro, RSPP, medico competente, RLS, nominativi degli addetti alle emergenze), le specifiche mansioni svolte in cantiere e il numero di lavoratori impiegati.
Va poi descritta l’attività dell’impresa in quel cantiere: le lavorazioni e le fasi di lavoro, le attrezzature, le macchine e gli impianti utilizzati, le sostanze e i materiali pericolosi eventualmente impiegati. Per ciascuna lavorazione il POS individua i rischi specifici e le relative misure preventive e protettive, integrate dai dispositivi di protezione individuale assegnati ai lavoratori.
Il POS deve inoltre indicare le procedure complementari e di dettaglio richieste dal PSC, l’elenco dei dispositivi di protezione individuale forniti, la documentazione relativa all’informazione e formazione dei lavoratori impiegati in quel cantiere. Tutti questi elementi devono essere coerenti tra loro e aggiornati ogni volta che cambiano le lavorazioni o le condizioni del cantiere.
POS, PSC e DVR: come si coordinano i documenti
Quando in cantiere è prevista la presenza, anche non simultanea, di più imprese, il committente fa redigere il PSC e nomina i coordinatori. In questo caso il POS di ogni impresa deve essere coerente con il PSC: è il documento operativo che declina, per la singola impresa, le scelte di coordinamento decise a monte. Il coordinatore per l’esecuzione verifica questa coerenza prima dell’inizio dei lavori e durante il loro svolgimento.
Il POS si distingue dal DVR aziendale perché è riferito a un cantiere specifico e ha una durata limitata a quell’appalto, mentre il DVR è il documento permanente dell’azienda. Si distingue dal PSC perché quest’ultimo coordina più imprese e guarda all’intero cantiere, mentre il POS è lo strumento della singola impresa esecutrice.
Formazione e competenze per redigere e attuare il POS
Un POS efficace non è un modulo da compilare ma uno strumento di lavoro: per redigerlo e attuarlo servono competenze sui rischi del Titolo IV e sulle figure del cantiere. Il datore di lavoro che svolge direttamente il ruolo di RSPP segue il modulo di formazione previsto per il proprio livello di rischio; il preposto vigila in cantiere sull’applicazione concreta delle misure indicate nel POS.
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Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti
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