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Sicurezza per professione

Sicurezza per elettricisti: corsi obbligatori, rischi e DPI

Quali corsi deve avere un elettricista, cosa significano le qualifiche PES PAV PEI, perché la CEI 11-27 è centrale e quali DPI usare sul campo.

A cura della Redazione 123Formazione · Aggiornato il 14 maggio 2026 · Tempo di lettura 4 min

Categoria
Sicurezza per professione
Pubblicato
14 maggio 2026
Ultimo aggiornamento
14 maggio 2026
Tempo di lettura
4 min (844 parole)
Autore
A cura della Redazione 123Formazione

A cura della Redazione 123Formazione

Revisione: team tecnico sicurezza

Ultimo aggiornamento: 14 maggio 2026

La mansione dell’elettricista e i suoi rischi reali

L’elettricista installa, ripara e manutiene impianti elettrici in edifici civili, industriali e cantieri. È una professione esposta a una combinazione di rischi che raramente arrivano singoli: contatto elettrico diretto e indiretto, arco elettrico, lavori in quota su scale, trabattelli o piattaforme, movimentazione di cavi e quadri, polveri durante le tracce sui muri.

Il pericolo più caratteristico resta l’elettrocuzione. Anche tensioni considerate "basse" possono essere letali in condizioni di umidità o di contatto prolungato, e l’arco elettrico provoca ustioni gravi e proiezione di materiale incandescente. Per questo la formazione dell’elettricista non è un adempimento generico, ma un percorso tecnico specifico legato al lavoro sotto tensione e in prossimità di parti attive.

A questi rischi si aggiunge il fatto che gran parte del lavoro avviene in altezza o in spazi ridotti: cabine, controsoffitti, pozzetti, quadri in cima a strutture. La caduta dall’alto è statisticamente una delle cause più frequenti di infortunio grave anche tra chi fa impiantistica elettrica.

PES, PAV e PEI: cosa sono e perché contano

Le sigle PES, PAV e PEI nascono dalla norma tecnica CEI 11-27 e identificano il livello di idoneità del lavoratore rispetto ai lavori elettrici. PES (Persona Esperta) indica chi ha competenze tecniche tali da valutare ed evitare i pericoli dell’elettricità; PAV (Persona Avvertita) indica chi è stato adeguatamente avvisato dei rischi ed è in grado di operare sotto la supervisione di una PES.

La sigla PEI (Persona Idonea) è invece un’ulteriore attribuzione specifica per i lavori sotto tensione (lavori elettrici su parti attive non sezionate), che possono essere svolti solo da chi possiede questa idoneità. Non sono titoli "comprati una volta per sempre": sono attribuzioni che il datore di lavoro conferisce per iscritto sulla base della formazione, dell’addestramento e dell’esperienza del lavoratore.

In pratica, l’elettricista che opera su impianti deve aver seguito un percorso PES PAV PEI conforme alla CEI 11-27, con la parte teorica e soprattutto l’addestramento pratico sulle procedure di lavoro (fuori tensione, sotto tensione, in prossimità). È l’ossatura della sua sicurezza professionale.

La norma CEI 11-27 e il ruolo del datore di lavoro

La CEI 11-27 è la norma tecnica che disciplina i lavori sugli impianti elettrici e definisce i requisiti di formazione, le procedure operative e le condizioni per eseguire lavori fuori tensione, sotto tensione e in prossimità. Non è una legge in senso stretto, ma è il riferimento riconosciuto per dimostrare di operare "a regola d’arte" ai sensi del D.Lgs 81/08.

Il datore di lavoro ha l’obbligo di valutare il rischio elettrico nel DVR, di garantire la formazione e l’addestramento previsti e di attribuire formalmente le qualifiche PES, PAV ed eventualmente PEI. Deve inoltre fornire attrezzature isolate idonee e procedure scritte per le attività più critiche.

Per capire meglio l’inquadramento normativo del rischio elettrico è utile leggere la nostra guida dedicata, che spiega in dettaglio le differenze tra le qualifiche e come si gestisce la valutazione.

Corsi obbligatori e consigliati per l’elettricista

Come ogni lavoratore, l’elettricista deve avere la formazione generale e la formazione specifica previste dall’Accordo Stato-Regioni: trattandosi di un’attività con esposizione a rischi rilevanti, la formazione specifica è generalmente quella più estesa. A questa base si aggiungono i corsi tecnici tipici del mestiere.

Il corso più qualificante è il percorso PES PAV PEI secondo la CEI 11-27, indispensabile per lavorare su impianti elettrici. È inoltre quasi sempre necessario il corso lavori in quota e DPI anticaduta di terza categoria, perché l’installazione di linee, corpi illuminanti e quadri avviene spesso in altezza.

Sono fortemente consigliati, in base alle mansioni reali, il corso per l’uso delle PLE (piattaforme di lavoro elevabili) quando si interviene su pali, capannoni o facciate, e la formazione su spazi confinati per chi opera in cabine, pozzetti o cunicoli. Chi coordina squadre dovrebbe seguire anche il corso preposti.

I DPI essenziali per chi lavora sugli impianti

I DPI dell’elettricista sono in buona parte specifici per il rischio elettrico: guanti isolanti classificati per la tensione di lavoro, calzature isolanti, elmetto con eventuale visiera o schermo facciale anti-arco, indumenti ignifughi e antistatici quando esiste rischio di arco elettrico. Gli attrezzi devono essere isolati e certificati.

Per i lavori in quota servono imbracatura anticaduta, cordini con assorbitore di energia e sistemi di ancoraggio idonei: sono DPI di terza categoria che richiedono formazione e addestramento specifici per essere usati in sicurezza. La verifica periodica di guanti e attrezzatura isolante è parte integrante della prevenzione.

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Domande frequenti

Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?

Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.

Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?

La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.

Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?

Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.

La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?

Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.

Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?

L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.

Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti

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