- Categoria
- Sicurezza per settore
- Pubblicato
- 18 giugno 2026
- Ultimo aggiornamento
- 18 giugno 2026
- Tempo di lettura
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- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 18 giugno 2026
ATEX, esplosione e processo: i rischi degli impianti oil & gas
Le raffinerie, i depositi di idrocarburi, gli impianti petrolchimici e di trattamento del gas operano con sostanze infiammabili, tossiche e in pressione, in cicli continui: i rischi dominanti sono quello di incendio e di esplosione, la presenza di atmosfere potenzialmente esplosive (ATEX) per vapori e gas, il rischio chimico e tossicologico, gli ambienti confinati (serbatoi, colonne, reattori, fognature di processo), gli impianti in pressione e ad alta temperatura, oltre a rumore, lavoro in quota e movimentazione. Sono ambienti dove un singolo errore può avere conseguenze catastrofiche e dove molte attività ricadono nella normativa sugli stabilimenti a rischio di incidente rilevante (Seveso, D.Lgs. 105/2015).
Queste aziende rientrano pienamente nel campo di applicazione del D.Lgs. 81/08 e, in larga parte, nella disciplina speciale Seveso. Il datore di lavoro deve predisporre una valutazione dei rischi particolarmente approfondita — comprensiva del documento sulla protezione contro le esplosioni (DPCE) per le aree ATEX — e garantire una formazione del personale tra le più strutturate dell’intero panorama industriale, estesa anche alle imprese appaltatrici che operano in impianto.
Formazione lavoratori: rischio alto e contenuti specialistici
Le attività di raffinazione e di lavorazione di prodotti petroliferi e chimici sono classificate, in base ai codici ATECO e all’Accordo Stato-Regioni, nella classe di rischio alto: la formazione del lavoratore comprende le 4 ore di formazione generale più 12 ore di formazione specifica, da completare prima dell’adibizione al lavoro e aggiornare di norma ogni cinque anni.
A questa base si aggiungono contenuti specialistici irrinunciabili in impianto: la formazione sul rischio chimico e sull’uso delle schede di sicurezza, la formazione ATEX sulle atmosfere esplosive e sul comportamento nelle aree classificate, la formazione e l’addestramento all’uso dei DPI di terza categoria e dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie. La gestione delle interferenze con appaltatori e manutentori, attraverso il DUVRI, è qui centrale, data la costante presenza di ditte terze durante fermate e manutenzioni.
Permessi di lavoro e procedure operative
Negli impianti oil & gas nessuna attività non ordinaria si svolge senza permesso di lavoro: è il cuore del sistema di sicurezza. Il permesso autorizza e regola attività critiche — lavori a caldo (saldatura, fiamme libere), ingresso in spazi confinati, scavi, lavori elettrici, aperture di linee in pressione — definendo le condizioni, le misure di prevenzione, le bonifiche e i controlli atmosferici necessari prima e durante il lavoro. Tutto il personale, interno e delle imprese appaltatrici, deve essere formato sul sistema dei permessi, sui ruoli (richiedente, emittente, esecutore) e sulle relative responsabilità.
Le procedure di lock-out/tag-out per l’isolamento delle energie, le bonifiche delle apparecchiature, le verifiche atmosferiche e i piani di emergenza interni sono parte integrante della formazione operativa. Sottovalutare la formazione su permessi e procedure è uno dei fattori ricorrenti negli incidenti di impianto: la formazione non può limitarsi alla parte teorica generale, ma deve calarsi nelle procedure specifiche del sito.
ATEX e spazi confinati: i due rischi cardine
Le aree con presenza di vapori e gas infiammabili sono classificate come zone ATEX: la formazione deve far comprendere la classificazione delle zone, l’uso di attrezzature e DPI idonei, il divieto di sorgenti di innesco, la gestione dell’elettricità statica e i comportamenti nelle aree pericolose. Il datore di lavoro elabora il documento sulla protezione contro le esplosioni e ne traduce i contenuti in informazione e formazione dei lavoratori.
L’ingresso in serbatoi, colonne, reattori, fognature e altri ambienti confinati è disciplinato dal D.P.R. 177/2011: requisiti di qualificazione, procedure di lavoro, addestramento documentato di tutto il personale, presenza di un preposto, sorveglianza dall’esterno, misurazioni dell’atmosfera, ventilazione e sistemi di recupero. In raffineria spazi confinati e bonifica sono attività ricorrenti, soprattutto nelle fermate di manutenzione, e richiedono un percorso formativo dedicato e periodicamente riaddestrato.
Antincendio, primo soccorso e figure di sistema
Il rischio incendio ed esplosione è qui ai massimi livelli: la nomina e la formazione degli addetti antincendio è imprescindibile, con corso di livello 3 (ex rischio elevato) secondo il D.M. 02/09/2021 e addestramento alle squadre di emergenza interne, alle manovre sugli impianti antincendio e ai piani di emergenza ed evacuazione. Gli addetti al primo soccorso vanno formati in base al gruppo dell’azienda, considerando la gravità potenziale degli scenari (ustioni, intossicazioni).
Sul piano organizzativo vanno individuate le figure di sistema: l’RSPP, l’RLS e i preposti, con un peso particolare del ruolo del preposto nella vigilanza su permessi di lavoro, aree ATEX e spazi confinati. Capi-impianto e capi-manutenzione necessitano della specifica formazione aggiuntiva da preposto, oltre a quella tecnica sulle procedure di sito. Anche le imprese appaltatrici devono dimostrare formazione e idoneità del proprio personale prima di accedere all’impianto.
Organizzare la formazione con 123Formazione
Tenere insieme formazione lavoratori rischio alto, ATEX, rischio chimico, spazi confinati, sistema dei permessi di lavoro, antincendio di livello elevato, primo soccorso, DUVRI con gli appaltatori e formazione dei preposti richiede uno scadenzario rigoroso: in una raffineria o in un deposito è facile che le scadenze si sovrappongano e che un addetto o un appaltatore resti formato solo a metà.
Con 123Formazione puoi attivare i corsi per impianti oil & gas e raffinerie scegliendo tra aula, videoconferenza per le parti teoriche e prove pratiche dedicate, con attestati validi in tutta Italia. Possiamo aiutarti a comporre il piano formativo sulle mansioni e sui rischi effettivamente presenti — processo, manutenzione, spazi confinati, aree ATEX — senza percorsi superflui.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti · Vedi tutte le FAQ: FAQ Antincendio — Domande Frequenti sulla Formazione
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