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123FormazioneSicurezza · Ambiente · Compliance
Sicurezza per settore

Corsi di sicurezza per gioiellerie e oreficeria

Tra acidi per la lavorazione dei metalli, fiamme e microsaldatura, fumi metallici e un alto rischio di rapina, gioiellerie e laboratori orafi uniscono rischio chimico, da incendio e da atti criminosi. Vediamo la formazione necessaria.

A cura della Redazione 123Formazione · Aggiornato il 19 giugno 2026 · Tempo di lettura 5 min

Categoria
Sicurezza per settore
Pubblicato
19 giugno 2026
Ultimo aggiornamento
19 giugno 2026
Tempo di lettura
5 min (1063 parole)
Autore
A cura della Redazione 123Formazione

A cura della Redazione 123Formazione

Revisione: team tecnico sicurezza

Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026

Acidi, fiamme e contante: i rischi di gioiellerie e oreficeria

Le gioiellerie e i laboratori di oreficeria uniscono due dimensioni molto diverse: la vendita al pubblico di beni di alto valore e la lavorazione artigianale dei metalli preziosi. Sul fronte del laboratorio i rischi sono prevalentemente chimici e da incendio: si usano acidi forti (nitrico, cloridrico, soluzioni decapanti e l’acqua regia) per la lavorazione, la pulizia e il saggio dei metalli, fiamme libere e cannelli per la fusione e la microsaldatura, e si producono fumi e polveri metalliche, talvolta contenenti sostanze pericolose. Sul fronte del punto vendita il rischio dominante è quello di rapina e aggressione, dato l’elevato valore della merce e del contante.

Dal momento in cui l’attività impiega lavoratori dipendenti o equiparati — orafi, banconisti, addetti al laboratorio — rientra nel campo di applicazione del D.Lgs. 81/08. Il datore di lavoro deve valutare in modo specifico il rischio chimico (Titolo IX) legato ad acidi e fumi, il rischio incendio e da uso di fiamme e gas, il rischio da atti criminosi e aggressioni di terzi, la microsaldatura e i rischi posturali e visivi del lavoro di precisione, garantendo a ciascun lavoratore la formazione corrispondente alla mansione.

Formazione lavoratori: la classe di rischio del settore

L’attività orafa con laboratorio è generalmente classificata, in base ai codici ATECO e all’Accordo Stato-Regioni, in classe di rischio medio, mentre la sola vendita al dettaglio di gioielli tende verso il rischio basso. La formazione di ciascun lavoratore comprende le 4 ore di formazione generale e la formazione specifica sui rischi della mansione (8 o 12 ore secondo la classe), da completare prima dell’adibizione al lavoro e aggiornare con 6 ore ogni cinque anni.

La formazione specifica deve riflettere il lavoro reale: per gli orafi, manipolazione sicura degli acidi, uso delle fiamme e dei cannelli, fumi di saldatura, DPI e rischio posturale; per il personale di vendita, prevenzione e gestione delle rapine e delle aggressioni. È un errore applicare alla gioielleria un generico corso da “negozio”: il rischio rapina e, in laboratorio, il rischio chimico e da fiamma sono i pericoli più caratteristici e vanno trattati esplicitamente.

Rischio chimico: acidi, decapaggio e fumi metallici

Il rischio chimico (Titolo IX) nel laboratorio orafo nasce dall’uso di acidi forti e corrosivi per il saggio, il decapaggio e la pulizia dei metalli: l’acido nitrico, l’acido cloridrico e l’acqua regia possono provocare ustioni gravi e sviluppare vapori tossici (ossidi di azoto). La valutazione deve considerare lo stoccaggio separato e sicuro degli acidi, la ventilazione e l’aspirazione localizzata, la disponibilità di lavaocchi e docce di emergenza e l’uso di DPI specifici (guanti resistenti agli acidi, occhiali o visiere, grembiuli). La formazione deve far comprendere le proprietà degli acidi, le incompatibilità, le procedure di diluizione e neutralizzazione e la gestione degli sversamenti.

La fusione e la lavorazione dei metalli generano fumi e polveri metalliche che possono contenere sostanze pericolose; alcune leghe e lavorazioni richiedono attenzione specifica. L’aspirazione alla fonte e i sistemi di abbattimento sono essenziali, così come la sorveglianza sanitaria con il medico competente per i lavoratori esposti. La gestione dei rifiuti chimici e dei residui contenenti metalli preziosi va effettuata secondo la normativa ambientale.

Fiamme, microsaldatura, rischio incendio e postura

L’uso di cannelli a gas, fiamme libere e attrezzature per la microsaldatura comporta rischio di incendio e di ustione e richiede la corretta gestione delle bombole di gas (stoccaggio, valvole, tubazioni, controllo delle perdite). La microsaldatura espone a fumi e a radiazione luminosa intensa, da affrontare con aspirazione localizzata, protezione degli occhi e formazione specifica sulla saldatura e sui suoi rischi. La valutazione del rischio incendio determina il livello di formazione degli addetti antincendio.

Il lavoro orafo è un lavoro di precisione: lunghe ore al banco, posture statiche, uso di lenti e microscopi e movimenti fini ripetuti generano un rischio posturale, da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori e da affaticamento visivo, riconducibile al Titolo VI e, dove si usa il videoterminale, al Titolo VII. L’ergonomia delle postazioni (sedute, illuminazione, ingrandimento, pause) e la formazione sono fondamentali per prevenire i disturbi muscolo-scheletrici e visivi tipici del mestiere.

Rischio rapina, antincendio, primo soccorso e figure di sistema

Il rischio di rapina e aggressione è il pericolo più grave del punto vendita ed è riconosciuto come rischio lavorativo a tutti gli effetti: va trattato nella valutazione dei rischi e nella formazione. Sul piano tecnico-organizzativo rientrano le bussole di sicurezza, le casseforti a tempo, la videosorveglianza, gli allarmi e la limitazione del valore esposto; sul piano formativo, il personale deve essere addestrato ai comportamenti durante e dopo una rapina — la priorità è l’incolumità delle persone, non la difesa della merce — e alla de-escalation, oltre alla gestione del post-evento e dell’eventuale impatto psicologico.

La nomina e la formazione degli addetti antincendio e degli addetti al primo soccorso sono obbligatorie: il livello del corso antincendio dipende dalla valutazione del rischio incendio (presenza di gas, fiamme, acidi), mentre il primo soccorso segue il gruppo aziendale, con attenzione alle ustioni chimiche e termiche. Vanno infine individuate le figure di sistema — RSPP (interno, esterno o il datore di lavoro nei casi consentiti, previa formazione), RLS e preposti: il titolare del laboratorio o il responsabile del punto vendita che sovrintende e vigila riveste il ruolo di preposto e necessita della specifica formazione aggiuntiva.

Organizzare la formazione con 123Formazione

Coordinare formazione lavoratori, rischio chimico degli acidi, saldatura e fiamme, prevenzione del rischio rapina, ergonomia del banco, antincendio, primo soccorso e formazione dei preposti, in un’attività che unisce laboratorio e vendita, richiede uno scadenzario ordinato: è facile che un nuovo orafo o banconista resti formato solo in parte.

Con 123Formazione puoi attivare i corsi per gioiellerie e laboratori di oreficeria scegliendo tra aula, videoconferenza per le parti teoriche e prove pratiche dedicate, con attestati validi in tutta Italia. Ti aiutiamo a comporre il piano formativo sulle mansioni e sui rischi realmente presenti, dal banco orafo al punto vendita. Per approfondire puoi consultare le nostre guide sul rischio chimico, sul rischio rapina e aggressioni e sulla sicurezza dei saldatori.

Domande frequenti

Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?

Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.

Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?

La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.

Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?

Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.

La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?

Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.

Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?

L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.

Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti

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