Salta al contenuto
Vuoi diventare Ambassador?CLICCA QUI
123FormazioneSicurezza · Ambiente · Compliance
Sicurezza per settore

Corsi di sicurezza per florovivaismo e serre: la guida

Coltivazione di fiori, piante e vivai in serra e in pieno campo: rischio chimico da fitofarmaci, microclima caldo-umido delle serre, movimentazione manuale, macchine e trattori richiedono una formazione completa.

A cura della Redazione 123Formazione · Aggiornato il 19 giugno 2026 · Tempo di lettura 5 min

Categoria
Sicurezza per settore
Pubblicato
19 giugno 2026
Ultimo aggiornamento
19 giugno 2026
Tempo di lettura
5 min (1002 parole)
Autore
A cura della Redazione 123Formazione

A cura della Redazione 123Formazione

Revisione: team tecnico sicurezza

Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026

Fitofarmaci, serre e macchine: i rischi del florovivaismo

Il florovivaismo — coltivazione di fiori, piante ornamentali, piantine e vivai, in serra e in pieno campo — combina rischi agricoli e rischi chimici: il rischio chimico dominante è l’uso di prodotti fitosanitari (insetticidi, fungicidi, diserbanti) per la preparazione, la distribuzione e il rientro nelle aree trattate; a questo si sommano il microclima caldo-umido e talvolta torrido delle serre, la movimentazione manuale di vasi, sacchi di terriccio e piante, l’uso di macchine e trattori, attrezzi da taglio, il rischio biologico e allergico da pollini, terricci e muffe, e il lavoro in posizioni incongrue e ripetitive.

Le aziende florovivaistiche rientrano nel campo di applicazione del D.Lgs. 81/08. Il datore di lavoro deve predisporre la valutazione dei rischi — comprensiva del rischio chimico da fitosanitari, del microclima delle serre, della movimentazione manuale e dell’uso di macchine e attrezzature — e garantire la formazione del personale, distinguendo gli addetti alla coltivazione, gli operatori che impiegano i fitofarmaci, i conduttori di macchine e il personale di confezionamento e vendita.

Formazione lavoratori: generale e specifica

La formazione del lavoratore si compone delle 4 ore di formazione generale, comuni a tutti i settori, più la formazione specifica sui rischi della mansione, la cui durata (4, 8 o 12 ore) dipende dalla classe di rischio attribuita in base ai codici ATECO e all’Accordo Stato-Regioni. Le attività agricole e florovivaistiche si collocano nelle classi medio-alte, e la formazione specifica deve trattare in concreto l’uso dei fitofarmaci, il lavoro in serra, la movimentazione e l’impiego delle macchine.

La formazione va completata prima dell’adibizione al lavoro e aggiornata periodicamente, di norma ogni cinque anni. Il florovivaismo è caratterizzato da forte stagionalità e da ampio ricorso a manodopera avventizia, spesso anche straniera: l’obbligo formativo precede l’adibizione alla mansione, va verificato a ogni inserimento ed erogato in modo realmente comprensibile a chi lo riceve.

Rischio chimico, fitosanitari e patentino

L’uso dei prodotti fitosanitari è il rischio caratterizzante del settore ed è regolato sia dal Titolo IX del D.Lgs. 81/08 sul rischio chimico, sia dalla normativa specifica sull’uso sostenibile dei fitofarmaci (PAN, derivante dalla direttiva 2009/128/CE). Chi acquista e utilizza prodotti per uso professionale deve essere in possesso del certificato di abilitazione (il cosiddetto patentino fitosanitari), rilasciato a seguito di apposito corso e soggetto a rinnovo: si tratta di un obbligo distinto e aggiuntivo rispetto alla formazione generale e specifica sulla sicurezza sul lavoro.

La formazione sul rischio chimico deve trattare la lettura e l’uso delle schede di sicurezza, le vie di esposizione (inalazione, contatto cutaneo), le corrette procedure di preparazione e distribuzione, i tempi di rientro nelle aree trattate, lo stoccaggio dei prodotti, la gestione dei contenitori e dei residui, e l’uso obbligatorio dei DPI idonei (protezione respiratoria, guanti, tute). La sorveglianza sanitaria del medico competente è essenziale per i lavoratori esposti ad agenti chimici e fitosanitari.

Microclima delle serre, macchine e movimentazione

Le serre sono ambienti dal microclima spesso caldo-umido o torrido, con scarsa ventilazione: il rischio da calore e da microclima va valutato e gestito con organizzazione dei turni, idratazione, pause in zona fresca e formazione sui segnali del colpo di calore. La presenza di terricci, pollini e muffe può comportare rischi biologici e allergici, da affrontare con DPI e informazione. Dove l’accesso a vasche, cisterne dell’impianto di irrigazione o locali tecnici presenta caratteristiche di ambiente confinato, si applicano i requisiti del D.P.R. 177/2011.

L’impiego di trattori, motocoltivatori, carrelli, attrezzature da taglio e macchine per la lavorazione richiede formazione e addestramento all’uso sicuro ai sensi dell’art. 73 del D.Lgs. 81/08: per i trattori agricoli e per i carrelli elevatori è richiesta la specifica abilitazione prevista dall’Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012, con aggiornamento quinquennale. La movimentazione manuale di vasi, sacchi e piante, ripetitiva e in posizioni incongrue, è un fattore di rischio per il rachide e gli arti, regolato dal Titolo VI del D.Lgs. 81/08, da gestire con ausili, misure organizzative e formazione.

Antincendio, primo soccorso e figure di sistema

La presenza di depositi di fitofarmaci, materiali combustibili (terricci, imballaggi, plastiche delle serre), macchine e impianti impone una gestione delle emergenze: vanno nominati e formati gli addetti antincendio, con livello del corso commisurato alla valutazione del rischio incendio delle specifiche attività, e gli addetti al primo soccorso in base al gruppo dell’azienda. Data l’esposizione a prodotti chimici, il personale di primo soccorso deve conoscere le procedure in caso di intossicazione o contatto accidentale con fitofarmaci.

Sul piano organizzativo vanno individuate le figure di sistema: l’RSPP (interno o esterno, o il datore di lavoro che ne svolge i compiti nei casi consentiti, previa formazione modulo A e seguenti), l’RLS e i preposti. Il capo-squadra o il responsabile di serra riveste il ruolo di preposto e necessita della specifica formazione aggiuntiva, decisiva per la vigilanza sull’uso corretto dei fitofarmaci e dei DPI, sul rispetto dei tempi di rientro e sull’impiego sicuro delle macchine.

Organizzare la formazione con 123Formazione

Tenere insieme formazione lavoratori, rischio chimico e patentino fitosanitari, gestione del microclima, abilitazioni a trattori e carrelli, movimentazione manuale dei carichi, antincendio, primo soccorso e formazione dei preposti, su un organico fortemente stagionale, richiede uno scadenzario ordinato: in un’azienda florovivaistica è facile che le scadenze si sovrappongano e che un nuovo addetto resti formato solo a metà.

Con 123Formazione puoi attivare i corsi per il florovivaismo e le serre scegliendo tra aula, videoconferenza per le parti teoriche e prove pratiche dedicate, con attestati validi in tutta Italia. Possiamo aiutarti a comporre il piano formativo sulle mansioni effettivamente presenti — coltivazione, trattamenti fitosanitari, conduzione di macchine, confezionamento — senza percorsi superflui.

Domande frequenti

Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?

Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.

Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?

La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.

Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?

Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.

La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?

Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.

Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?

L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.

Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti

Corsi correlati

Hai bisogno di assistenza sulla formazione della tua azienda?

Il nostro team verifica gratuitamente il piano formativo e ti propone le soluzioni più adatte al tuo settore.

Contattaci

Guide correlate