- Categoria
- Sicurezza per settore
- Pubblicato
- 12 giugno 2026
- Ultimo aggiornamento
- 12 giugno 2026
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- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 12 giugno 2026
Un settore che somma rischio biologico e meccanico
L’azienda agricola dedita ad allevamento e zootecnia concentra rischi molto diversi tra loro: contatto quotidiano con animali e con i loro reflui, possibile esposizione ad agenti biologici trasmissibili dall’animale all’uomo (zoonosi), uso di trattori e macchine agricole tra le principali cause di infortunio mortale in agricoltura, lavoro in ambienti confinati come silos, vasche e fosse di liquami, movimentazione di carichi pesanti, polveri e gas da fermentazione delle deiezioni. A questi si aggiungono spesso isolamento del lavoro e orari prolungati.
Anche le aziende agricole e gli allevamenti, dal momento in cui impiegano lavoratori dipendenti, stagionali o equiparati, rientrano pienamente nel campo di applicazione del D.Lgs. 81/08. Il datore di lavoro deve predisporre la valutazione dei rischi — che qui comprende rischio biologico, attrezzature, movimentazione manuale e ambienti confinati — e garantire la formazione del personale, compresi gli stagionali che vanno formati prima di iniziare la mansione.
Formazione lavoratori: la classe di rischio del settore
Le attività agricole e di allevamento sono classificate, in base ai codici ATECO e all’Accordo Stato-Regioni, tendenzialmente nella classe di rischio medio o alto a seconda delle lavorazioni. La formazione del lavoratore si compone delle 4 ore di formazione generale, comuni a tutti i settori, più la formazione specifica sui rischi della mansione (8 ore per il rischio medio, 12 ore per il rischio alto).
La formazione va completata prima dell’adibizione al lavoro e aggiornata periodicamente, di norma ogni cinque anni. In un settore con forte ricorso al lavoro stagionale è facile lasciare scoperti i nuovi assunti: l’obbligo formativo precede l’avvio della mansione e non viene meno per la breve durata del rapporto. Sottostimare la classe di rischio, riducendo le ore dovute, equivale sul piano sostanziale a una formazione mancante.
Rischio biologico e zoonosi
Il contatto con animali, lettiere, liquami e prodotti animali espone i lavoratori ad agenti biologici regolati dal Titolo X del D.Lgs. 81/08. Le zoonosi (brucellosi, leptospirosi, salmonellosi, tetano, dermatofitosi e altre) si trasmettono per contatto, inalazione di polveri e bioaerosol o ferite: la valutazione del rischio biologico, la vaccinazione dove indicata, l’igiene personale e l’uso dei DPI sono misure essenziali.
La formazione sul rischio biologico rende i lavoratori consapevoli delle vie di esposizione, dell’importanza dell’igiene e del corretto uso dei dispositivi di protezione, ed è da collegare alle prescrizioni del medico competente nell’ambito della sorveglianza sanitaria. Anche la prevenzione delle bioallergie da polveri vegetali e mangimi rientra in questa valutazione.
Trattori, macchine agricole e ambienti confinati
L’uso del trattore agricolo o forestale richiede l’abilitazione specifica prevista dall’Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012, con modulo giuridico, tecnico e pratico e aggiornamento quinquennale: la sola formazione generale del lavoratore non basta a condurre un trattore. Il ribaltamento del mezzo e il contatto con gli organi in movimento (presa di forza, alberi cardanici) restano tra le cause principali di infortuni gravi e mortali. Dove si impiegano carrelli elevatori per la movimentazione di mangimi e bancali serve l’ulteriore abilitazione ai carrelli.
Silos di insilato, vasche e fosse di stoccaggio dei liquami sono ambienti sospetti di inquinamento o confinati ai sensi del DPR 177/2011: l’accumulo di gas (metano, idrogeno solforato, anidride carbonica) e la carenza di ossigeno rendono questi lavori potenzialmente mortali, anche per i soccorritori improvvisati. Gli interventi richiedono procedure rigorose, personale qualificato e formazione specifica per i lavori in ambienti confinati.
Movimentazione, antincendio e figure di sistema
Lo spostamento di sacchi di mangime, balle, attrezzi e animali espone a rischi posturali e di sovraccarico biomeccanico: la formazione sulla movimentazione manuale dei carichi e l’uso di ausili meccanici sono misure di prevenzione fondamentali. Vanno inoltre formati gli addetti antincendio — fienili, depositi di foraggio e carburante comportano un rischio incendio da non sottovalutare — con livello del corso (1, 2 o 3 secondo il D.M. 02/09/2021) commisurato alla valutazione del rischio.
Sul piano organizzativo vanno individuate le figure di sistema: l’RSPP (o il datore di lavoro che svolge direttamente i compiti di RSPP nei casi consentiti, previa specifica formazione modulo A e seguenti), l’RLS e i preposti. Il capo-stalla o il responsabile di reparto riveste il ruolo di preposto e necessita della specifica formazione aggiuntiva. Per le emergenze sanitarie vanno formati gli addetti al primo soccorso in base al gruppo dell’azienda.
Organizzare la formazione con 123Formazione
Tenere insieme formazione lavoratori, abilitazione al trattore, rischio biologico, ambienti confinati, movimentazione carichi, antincendio e primo soccorso richiede uno scadenzario ordinato: in un’azienda agricola con personale stagionale è facile che le scadenze si sovrappongano e che un nuovo addetto resti formato solo a metà.
Con 123Formazione puoi attivare i corsi per aziende agricole e allevamenti scegliendo tra aula, videoconferenza per le parti teoriche e prove pratiche dedicate, con attestati validi in tutta Italia. Possiamo aiutarti a comporre il piano formativo sulle mansioni, sui mezzi e sulle lavorazioni effettivamente presenti, senza percorsi superflui.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti · Vedi tutte le FAQ: FAQ Antincendio — Domande Frequenti sulla Formazione · Vedi tutte le FAQ: FAQ Primo Soccorso — Domande Frequenti
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