- Categoria
- Sicurezza per settore
- Pubblicato
- 10 febbraio 2025
- Ultimo aggiornamento
- 20 giugno 2026
- Tempo di lettura
- 6 min (1189 parole)
- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
- Riferimenti normativi
- Normattiva – D.Lgs. 81/2008 art. 117 e Allegato IX · INAIL – Sicurezza in cantiere e linee elettriche
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza 123Formazione
Ultimo aggiornamento: 20 giugno 2026
Centrale di betonaggio e cantiere: i rischi del settore
L’impianto di calcestruzzo preconfezionato produce conglomerato cementizio dosando inerti, cemento, acqua e additivi in una centrale di betonaggio e lo distribuisce in cantiere con autobetoniere; spesso il servizio comprende anche il pompaggio del calcestruzzo con autopompe. L’attività si svolge dunque su due fronti: l’impianto fisso, con silos del cemento, tramogge degli inerti, nastri e mescolatori, e la fase di trasporto e getto in cantiere. I rischi caratteristici sono l’investimento e lo schiacciamento da mezzi pesanti in manovra (autobetoniere, pale, autopompe), il rischio chimico e da polveri di cemento (irritante e sensibilizzante per cute e vie respiratorie, contenente silice negli inerti), la movimentazione manuale dei carichi, il ribaltamento e l’interferenza con linee elettriche aeree del braccio dell’autopompa, gli spazi confinati dei silos e il rumore.
Queste aziende rientrano pienamente nel campo di applicazione del D.Lgs. 81/08, con la complicazione che gran parte del lavoro si svolge in cantieri di terzi: il personale opera quindi in contesti soggetti al Titolo IV, con la necessità di coordinarsi con il committente e con il coordinatore della sicurezza e di gestire i rischi interferenziali (DUVRI o PSC a seconda dei casi). Il datore di lavoro deve predisporre la valutazione dei rischi su entrambi i fronti e garantire la formazione di addetti d’impianto, autisti-betonieri, pompisti e manutentori.
Formazione lavoratori e classe di rischio
La produzione di calcestruzzo preconfezionato e di articoli in cemento è classificata, in base ai codici ATECO e all’Accordo Stato-Regioni, nelle classi di rischio alto. La formazione del lavoratore si compone delle 4 ore di formazione generale più la formazione specifica sui rischi della mansione, fino a 12 ore per il rischio alto, per completare prima dell’adibizione al lavoro e aggiornare di norma ogni cinque anni con 6 ore.
Poiché molte attività si svolgono in cantiere, è opportuno integrare la formazione specifica con i contenuti propri dell’edilizia: lavoro in presenza di scavi e altri mezzi, movimento in cantiere, gestione delle interferenze. A questo si aggiungono l’addestramento all’uso delle attrezzature ai sensi dell’art. 73 e le abilitazioni specifiche per chi conduce mezzi e attrezzature soggette ad abilitazione.
Autobetoniere, autopompe e mezzi: manovre e abilitazioni
L’autobetoniera espone a rischi di investimento dei pedoni in manovra e di trascinamento o contatto con il tamburo e i suoi organi durante carico, scarico e pulizia; l’autista-betoniere va formato sulle manovre, sull’uso delle segnalazioni, sul lavaggio in sicurezza e sull’interazione con i pedoni in cantiere. L’autopompa per calcestruzzo è un’attrezzatura particolarmente critica: il braccio articolato può ribaltare il mezzo se gli stabilizzatori non sono correttamente posizionati e può venire a contatto con linee elettriche aeree, una delle cause storiche di infortuni gravi nel settore.
Per i pompisti è essenziale una formazione e addestramento specifici sulla messa in stazione del mezzo, sulla portanza del terreno, sull’uso degli stabilizzatori, sulle distanze di sicurezza dalle linee elettriche e sulla gestione delle tubazioni in pressione: vedi a riguardo la nostra guida dedicata al corso per pompa calcestruzzo. Chi conduce carrelli elevatori o altre attrezzature soggette ad abilitazione deve possedere il relativo patentino ai sensi dell’Accordo Stato-Regioni del 2012.
Polveri di cemento, rischio chimico e movimentazione carichi
Il cemento è un materiale irritante e sensibilizzante: il contatto con la pelle, soprattutto dell’impasto bagnato fortemente alcalino, può causare dermatiti, ustioni chimiche e dermatiti allergiche da cromo, mentre l’inalazione delle polveri durante carico dei silos, dosaggio e pulizia espone a rischio respiratorio e a silice contenuta negli inerti. Il rischio chimico va valutato ai sensi del Titolo IX, con misure tecniche, DPI cutanei e respiratori, schede di sicurezza degli additivi e formazione sui prodotti utilizzati e sull’igiene personale.
La movimentazione manuale dei carichi è presente nella gestione di sacchi di additivi, attrezzi, tubazioni e nelle attività in cantiere, ed è regolata dal Titolo VI: va affrontata con misure organizzative e con la formazione sulle corrette tecniche di sollevamento. Gli interventi all’interno dei silos del cemento sono spazi confinati ai sensi del D.P.R. 177/2011 e richiedono procedure e addestramento dedicati. La sorveglianza sanitaria affidata al medico competente completa la prevenzione su rischio chimico, movimentazione e rumore.
Antincendio, primo soccorso, figure di sistema e organizzazione
Vanno nominati e formati gli addetti antincendio, con livello del corso commisurato al rischio dell’impianto secondo il D.M. 02/09/2021, e gli addetti al primo soccorso in base al gruppo dell’azienda, considerando che gli scenari più probabili sono schiacciamenti, investimenti, ustioni chimiche e cadute. Per il lavoro in cantiere è opportuno che gli addetti siano in grado di gestire le emergenze anche fuori sede e in coordinamento con le altre imprese presenti.
Sul piano organizzativo vanno individuati l’RSPP, l’RLS e i preposti: il capo-impianto e il responsabile della flotta rivestono spesso il ruolo di preposto e necessitano della specifica formazione aggiuntiva, decisiva per la vigilanza sulle manovre dei mezzi e sul rispetto delle procedure in cantiere. Con 123Formazione puoi attivare i corsi per centrali di betonaggio e calcestruzzo preconfezionato — formazione lavoratori, uso attrezzature, abilitazioni, antincendio, primo soccorso, preposti — in aula, videoconferenza ed e-learning, con attestati validi in tutta Italia, componendo il piano sulle mansioni reali tra impianto e cantiere.
Distanze di sicurezza da linee elettriche aeree per autopompe
L’art. 117 del D.Lgs. 81/08 e la Tabella 1 dell’Allegato IX fissano le distanze minime di sicurezza che devono essere mantenute tra il braccio dell’autopompa (o di qualsiasi altra attrezzatura) e le linee elettriche aeree nude: 3 metri per linee con tensione fino a 1 kV (linee di distribuzione in BT), 3,5 metri per tensioni tra 1 e 30 kV (MT), 5 metri per tensioni tra 30 e 132 kV (AT) e 7 metri per tensioni superiori a 132 kV (altissima tensione). Il contatto del braccio con una linea elettrica aerea è una delle cause storiche più gravi di infortunio mortale nel settore: la corrente passa attraverso il braccio, il mezzo, il terreno e gli operatori che lo stanno toccando o che si trovano in prossimità (tensione di passo).
La pianificazione dell’intervento in cantiere deve sempre includere il rilievo preventivo della presenza di linee aeree (eventualmente richiedendo all’ente distributore la planimetria delle linee MT/AT) e la valutazione della possibilità di rispettare le distanze. Quando le distanze non possono essere garantite, è obbligatorio richiedere all’ente distributore (e-distribuzione, Terna o gestori locali) la messa fuori tensione temporanea della linea o l’isolamento delle parti attive con appositi rivestimenti, con costi e tempi di programmazione che vanno previsti già in fase di offerta del servizio di pompaggio. La formazione del pompista deve insistere sull’osservazione costante del braccio durante le manovre e sull’uso del segnalatore di prossimità (dispositivo di allarme tensione) ove installato sul mezzo.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti
Riferimenti normativi
- Normattiva – D.Lgs. 81/2008 art. 117 e Allegato IX (normattiva.it)
- INAIL – Sicurezza in cantiere e linee elettriche (inail.it)
Fonti
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