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123FormazioneSicurezza · Ambiente · Compliance
Sicurezza per settore

Corsi di sicurezza per bitume e conglomerati bituminosi: la guida

Impianti di produzione di conglomerati bituminosi e stesa dell’asfalto: bitume caldo e ustioni, fumi di bitume, rischio incendio dei serbatoi, polveri di filler e mezzi d’opera impongono una formazione completa e mirata.

A cura della Redazione 123Formazione · Aggiornato il 20 giugno 2026 · Tempo di lettura 6 min

Categoria
Sicurezza per settore
Pubblicato
3 marzo 2025
Ultimo aggiornamento
20 giugno 2026
Tempo di lettura
6 min (1226 parole)
Autore
A cura della Redazione 123Formazione
Riferimenti normativi
Normattiva – D.M. 10 luglio 2002 segnaletica temporanea · Normattiva – D.M. 22 gennaio 2019 (formazione addetti) · INAIL – Cantieri stradali e fumi di bitume

A cura della Redazione 123Formazione

Revisione: team tecnico sicurezza 123Formazione

Ultimo aggiornamento: 20 giugno 2026

Bitume caldo, fumi e mezzi: i rischi del settore

L’impianto di produzione di conglomerati bituminosi (impianto d’asfalto) essicca e riscalda gli inerti, li miscela a caldo con bitume e filler e produce il conglomerato che viene poi trasportato in cantiere, steso con la finitrice e compattato con i rulli. Il bitume è movimentato e stoccato a temperature elevate (dell’ordine dei 150-180 gradi) in serbatoi riscaldati. I rischi caratteristici del comparto sono le ustioni da contatto con bitume caldo, superfici e fluidi ad alta temperatura, l’esposizione ai fumi di bitume (idrocarburi policiclici aromatici, irritanti e con sospetta cancerogenicità), il rischio di incendio ed esplosione dei serbatoi e dei sistemi di riscaldamento, le polveri di inerti e filler con presenza di silice, il rumore, l’investimento da mezzi d’opera e il microclima caldo, sia all’impianto sia durante la stesa.

Queste aziende rientrano pienamente nel campo di applicazione del D.Lgs. 81/08; la fase di stesa e compattazione si svolge in cantieri stradali soggetti al Titolo IV, spesso in presenza di traffico veicolare, con il conseguente rischio di investimento da terzi e la necessità di segnaletica e gestione del cantiere stradale. Il datore di lavoro deve predisporre la valutazione dei rischi su entrambi i fronti — impianto e cantiere — e garantire la formazione di addetti all’impianto, autisti, addetti alla stesa (finitrice e rulli) e manutentori.

Formazione lavoratori e classe di rischio

La fabbricazione di prodotti bituminosi e i lavori stradali di asfaltatura sono classificati, in base ai codici ATECO e all’Accordo Stato-Regioni, nelle classi di rischio alto. La formazione del lavoratore si compone delle 4 ore di formazione generale più la formazione specifica sui rischi della mansione, fino a 12 ore per il rischio alto, da completare prima dell’adibizione al lavoro e aggiornare di norma ogni cinque anni con 6 ore.

Poiché la stesa si svolge in cantieri stradali, la formazione specifica va integrata con i contenuti dell’edilizia stradale e della gestione del cantiere su strada in presenza di traffico, oltre all’addestramento all’uso delle attrezzature ai sensi dell’art. 73 e alle abilitazioni per chi conduce mezzi e macchine soggette ad abilitazione. La nostra guida sulla formazione in cantiere approfondisce gli aspetti dei lavori edili e stradali.

Calore, bitume caldo e fumi di bitume

Il contatto con il bitume caldo e con superfici, tubazioni e valvole ad alta temperatura è la principale causa di ustioni gravi nel settore: la formazione deve insegnare le procedure di carico e scarico dei serbatoi e delle autobotti, lo spillamento e il prelievo di campioni, la gestione delle ostruzioni e l’uso dei DPI termici (guanti, indumenti, visiere), con particolare attenzione al pericolo di proiezioni e schiumeggiamento in caso di contatto del bitume caldo con acqua. Il microclima caldo, intenso d’estate sia all’impianto sia in stesa, va valutato e gestito con misure organizzative, idratazione e rotazione.

I fumi di bitume che si sviluppano dalla movimentazione a caldo e dalla stesa contengono idrocarburi policiclici aromatici, irritanti per occhi e vie respiratorie e con sospetta cancerogenicità: l’esposizione va valutata e ridotta con misure tecniche (aspirazione localizzata sulla finitrice, lavoro a temperature controllate, conglomerati a bassa temperatura dove possibile), DPI respiratori e formazione mirata sui rischi e sulla riduzione dell’esposizione. La sorveglianza sanitaria del medico competente accompagna queste lavorazioni.

Rischio incendio, polveri e mezzi d’opera

I serbatoi di bitume riscaldati, i bruciatori, i combustibili per l’essiccazione degli inerti e la presenza di prodotti infiammabili rendono il rischio incendio ed esplosione tra i più rilevanti del comparto: la valutazione del rischio incendio orienta il livello del corso degli addetti antincendio (1, 2 o 3 secondo il D.M. 02/09/2021) verso i livelli più alti, e la formazione deve comprendere le procedure di gestione dei bruciatori, dei lavori a caldo e delle emergenze sui serbatoi. Dove sono presenti gas combustibili e zone con prodotti infiammabili possono configurarsi aree ATEX, con la relativa informazione e formazione.

Le polveri di inerti e di filler, contenenti silice, espongono a rischio respiratorio (rischio cancerogeno ai sensi del Titolo IX) e vanno gestite con captazione, sistemi chiusi e DPI; il rumore di impianto, mezzi e rulli è regolato dal Titolo VIII. I mezzi d’opera e la stesa in presenza di traffico comportano un elevato rischio di investimento: vanno separati i percorsi all’impianto, gestita la circolazione e, in cantiere stradale, predisposta la segnaletica temporanea e la formazione sulla gestione del traffico e sull’uso degli indumenti ad alta visibilità.

Primo soccorso, figure di sistema e organizzazione

Gli addetti al primo soccorso vanno formati in base al gruppo dell’azienda, con attenzione alla gestione delle ustioni, che nel settore del bitume rappresentano lo scenario più probabile e grave: il personale deve sapere come intervenire rapidamente, raffreddare l’ustione e attivare il soccorso. Considerata la presenza di lavoro fuori sede e in cantiere, è opportuno che gli addetti siano in grado di gestire le emergenze anche lontano dall’impianto.

Sul piano organizzativo vanno individuati l’RSPP, l’RLS e i preposti: il capo-impianto e il capo-squadra di stesa rivestono il ruolo di preposto e necessitano della specifica formazione aggiuntiva, decisiva per la vigilanza sull’uso dei DPI termici, sul rispetto delle procedure con il bitume caldo e sulla gestione del cantiere stradale. Con 123Formazione puoi attivare i corsi per impianti di bitume e conglomerati bituminosi — formazione lavoratori a rischio alto, uso attrezzature, antincendio, primo soccorso, preposti, cantiere — in aula, videoconferenza e con prove pratiche dedicate, con attestati validi in tutta Italia, costruendo il piano sulle mansioni reali tra impianto e cantiere.

Cantiere stradale, D.M. 10/07/2002 e schemi segnaletici

La stesa di conglomerato bituminoso si svolge frequentemente su strade aperte al traffico, in presenza di cantieri stradali temporanei disciplinati dal D.M. 10 luglio 2002 “Disciplinare tecnico relativo agli schemi segnaletici per il segnalamento temporaneo”, attuativo dell’art. 21 del Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992). Il decreto definisce gli schemi segnaletici tipizzati per ciascuna configurazione di cantiere stradale (chiusura parziale o totale di carreggiata, restringimento, deviazione, semaforizzazione mobile), specificando la posizione e la sequenza dei cartelli, dei coni e dei dispositivi di segnalamento luminoso. Il rispetto degli schemi tipizzati è obbligatorio e la documentazione del segnalamento allestito deve essere conservata in cantiere.

Il personale che svolge attività di segnalamento e installazione/rimozione della segnaletica temporanea deve aver frequentato il corso di formazione di 8 ore per addetto al segnalamento (e il relativo aggiornamento quadriennale di 6 ore), introdotto dal D.M. 22 gennaio 2019 ai sensi dell’art. 161 del D.Lgs. 81/08. Il corso, articolato in modulo giuridico e modulo tecnico-pratico, qualifica il preposto al segnalamento (responsabile dell’ottemperanza alle prescrizioni del PSC e della corretta posa in opera) e il preposto alle attività dei lavori in presenza di traffico veicolare. La formazione deve essere effettuata da soggetti formatori qualificati e l’attestato è personale. Per la stesa notturna sono richieste integrazioni specifiche sull’illuminazione del cantiere e sui DPI ad alta visibilità di classe 3 (UNI EN ISO 20471).

Domande frequenti

Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?

Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.

Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?

La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.

Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?

Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.

La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?

Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.

Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?

L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.

Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti

Riferimenti normativi

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