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123FormazioneSicurezza · Ambiente · Compliance
Sicurezza per settore

Sicurezza nelle aziende di stampaggio metalli: la guida

Lo stampaggio dei metalli mette il lavoratore a contatto con presse e cesoie capaci di amputare in una frazione di secondo, con nebbie di oli lubrorefrigeranti, con rumore continuo e con carichi pesanti da movimentare. È un comparto in cui la formazione e l’addestramento alle macchine fanno la differenza tra un turno normale e un infortunio grave. Vediamo quali corsi servono.

A cura della Redazione 123Formazione · Aggiornato il 19 giugno 2026 · Tempo di lettura 4 min

Categoria
Sicurezza per settore
Pubblicato
19 giugno 2026
Ultimo aggiornamento
19 giugno 2026
Tempo di lettura
4 min (886 parole)
Autore
A cura della Redazione 123Formazione

A cura della Redazione 123Formazione

Revisione: team tecnico sicurezza

Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026

Lo stampaggio dei metalli: un comparto ad alto rischio meccanico

Le aziende di stampaggio trasformano lamiere, nastri e billette in componenti tramite presse meccaniche e oleodinamiche, cesoie, piegatrici, trance e linee automatiche. È il cuore della subfornitura metalmeccanica, con ritmi di produzione elevati, pezzi ripetitivi e operazioni di carico e scarico manuale o automatizzato. La caratteristica del settore è la concentrazione di energie pericolose: forze enormi applicate a stampi e lame che, in caso di errore o di protezione manomessa, provocano amputazioni e schiacciamenti in una frazione di secondo.

Appena l’azienda impiega lavoratori dipendenti, soci lavoratori o equiparati ricade pienamente nel D.Lgs. 81/08. Il datore di lavoro deve redigere il documento di valutazione dei rischi affrontando in modo specifico l’uso di presse e cesoie, l’esposizione agli oli lubrorefrigeranti, il rumore, le vibrazioni e la movimentazione manuale dei carichi, e garantire a ogni lavoratore la formazione e l’addestramento corrispondenti alla mansione realmente svolta.

Formazione lavoratori: classe di rischio del settore

La metalmeccanica e lo stampaggio rientrano nella classe di rischio alto dell’Accordo Stato-Regioni. Ogni lavoratore deve completare 4 ore di formazione generale e 12 ore di formazione specifica, per un totale di 16 ore, prima di essere adibito alle lavorazioni, con aggiornamento di 6 ore ogni cinque anni. La formazione specifica deve trattare i rischi reali del reparto: organi in movimento, presse e stampi, taglienti, oli e nebbie, rumore, vibrazioni, MMC.

La sola formazione dei lavoratori non basta per chi usa macchine pericolose: l’uso di presse, cesoie e attrezzature complesse richiede informazione, formazione e addestramento specifici e documentati ai sensi del Titolo III del D.Lgs. 81/08. L’addestramento, in particolare, deve essere pratico, condotto sulla macchina effettiva e verificato sul campo. Va inoltre nominato e formato il preposto che vigila sul corretto uso delle protezioni e sul rispetto delle procedure in reparto.

Presse e cesoie: il rischio di amputazione

Le presse e le cesoie sono tra le macchine più pericolose dell’industria: l’infortunio tipico è l’amputazione delle dita o della mano per ingresso nella zona di stampaggio o di taglio durante il ciclo. La prevenzione si basa su protezioni fisse e mobili interbloccate, ripari, comandi a due mani, barriere immateriali (fotocellule) e comandi a uomo presente, tutti dispositivi che non devono mai essere esclusi o manomessi per “andare più veloci”. La valutazione dei rischi deve verificare la conformità delle macchine (marcatura CE per le nuove, requisiti dell’Allegato V per quelle preesistenti) e l’efficienza dei dispositivi di sicurezza.

La formazione e l’addestramento devono insistere proprio su questo: come si carica e scarica un pezzo senza esporre le mani, perché non si devono escludere i ripari, come si segnala un dispositivo guasto, come si interviene in caso di inceppamento solo dopo l’arresto e la messa in sicurezza della macchina. Le operazioni di attrezzaggio, cambio stampo, pulizia e manutenzione vanno svolte con procedure di blocco delle energie (lockout/tagout) da personale specificamente addestrato. Per il quadro generale rimandiamo alla nostra guida sulle presse, piegatrici e cesoie.

Oli lubrorefrigeranti, rumore e vibrazioni

Le lavorazioni di stampaggio impiegano oli e fluidi lubrorefrigeranti che, nebulizzati, espongono a rischio chimico per inalazione e a dermatiti da contatto: la valutazione del rischio chimico deve basarsi sulle schede di sicurezza, prevedere aspirazione delle nebbie, contenimento, igiene e DPI (guanti idonei, protezione delle vie respiratorie dove necessario), con formazione e addestramento al loro uso. Il contatto prolungato con oli e metalli può causare anche dermatosi professionali, da prevenire con creme barriera e procedure di igiene.

Il rumore delle presse e delle linee è quasi sempre elevato e va misurato: superate le soglie d’azione scattano obblighi di formazione specifica, fornitura e uso degli otoprotettori e sorveglianza sanitaria. Anche le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio da alcune attrezzature vanno valutate. Su questi temi è utile la nostra guida su rumore e vibrazioni sul lavoro.

Movimentazione carichi, carrelli ed emergenze

Lo stampaggio comporta movimentazione di lamiere, coils, stampi e contenitori di pezzi: carichi pesanti e ingombranti che richiedono valutazione e un addestramento specifico sulla movimentazione manuale dei carichi, oltre all’uso di ausili. Per la movimentazione meccanizzata di materiali e stampi si impiegano carrelli elevatori, transpallet e carriponte: chi li conduce deve essere abilitato secondo l’Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012, con aggiornamento quinquennale.

Vanno infine nominati e formati gli addetti antincendio (considerando oli e materiali combustibili) e gli addetti al primo soccorso, con un piano di emergenza adeguato. Con 123Formazione l’azienda di stampaggio può costruire il pacchetto completo — formazione lavoratori a rischio alto, addestramento alle presse e alle cesoie, abilitazione carrelli elevatori, movimentazione manuale dei carichi, antincendio, primo soccorso e formazione dei preposti — in aula, videoconferenza per le parti teoriche ed e-learning dove la normativa lo consente, con attestati validi in tutta Italia. Vedi anche le nostre guide sulle presse e cesoie e sul rischio chimico.

Domande frequenti

Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?

Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.

Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?

La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.

Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?

Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.

La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?

Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.

Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?

L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.

Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti

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