- Categoria
- Sicurezza per settore
- Pubblicato
- 18 giugno 2026
- Ultimo aggiornamento
- 18 giugno 2026
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- Autore
- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 18 giugno 2026
Rampa, rumore e mezzi: i rischi dell’assistenza a terra
Le attività di handling aeroportuale — assistenza a terra agli aeromobili, ai passeggeri, ai bagagli e alle merci — si svolgono in uno degli ambienti operativi più affollati e dinamici: la rampa. Qui si concentrano rumore intenso e continuo dei motori e dei mezzi, traffico fitto di veicoli di servizio (trattori, nastri trasportatori mobili, GPU, carrelli, scale mobili, autobotti), movimentazione manuale ripetitiva di bagagli e colli, condizioni meteo avverse, microclima estremo (caldo, freddo, vento) e lavoro su turni con elevata pressione temporale legata agli orari dei voli.
Le società di handling, dal momento in cui impiegano lavoratori dipendenti o equiparati, rientrano pienamente nel campo di applicazione del D.Lgs. 81/08. Il datore di lavoro deve predisporre la valutazione dei rischi — che qui comprende rumore, rischio investimento sul piazzale, movimentazione manuale dei carichi, microclima e uso di mezzi e attrezzature — e garantire la formazione del personale, distinguendo gli addetti di rampa, i caricatori e smistatori bagagli, gli operatori di mezzi e il personale di accettazione.
Formazione lavoratori: la classe di rischio del settore
Le attività di servizi connessi al trasporto aereo e di assistenza a terra sono classificate, in base ai codici ATECO e all’Accordo Stato-Regioni, tendenzialmente nelle classi di rischio medio-alto. La formazione del lavoratore si compone delle 4 ore di formazione generale, comuni a tutti i settori, più la formazione specifica sui rischi della mansione, fino a 12 ore per il rischio alto.
La formazione va completata prima dell’adibizione al lavoro e aggiornata periodicamente, di norma ogni cinque anni. In un contesto con elevato turnover, lavoro stagionale e personale interinale, l’obbligo formativo precede l’adibizione alla mansione e va verificato puntualmente a ogni inserimento. Sottostimare la classe di rischio, riducendo le ore dovute, equivale sul piano sostanziale a una formazione mancante.
Mezzi di rampa, rischio investimento e abilitazioni
Il piazzale aeroportuale è attraversato da un traffico costante di mezzi che operano in spazi condivisi con personale a piedi e in prossimità dell’aeromobile: il rischio di investimento e di urto è tra i più gravi del settore. La formazione deve trattare la circolazione in rampa, la segnaletica, l’uso degli indumenti ad alta visibilità, le distanze di sicurezza dall’aeromobile e dai motori, le procedure di accosto e allontanamento dei mezzi e le regole per le operazioni a motori accesi.
L’impiego di carrelli elevatori, transpallet e mezzi di sollevamento per la movimentazione di pallet, container aeronautici (ULD) e merci richiede l’abilitazione prevista dall’Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012, con aggiornamento quinquennale. Dove si utilizzano piattaforme di lavoro elevabili per l’accesso all’aeromobile o per la manutenzione serve l’ulteriore specifica abilitazione. Queste abilitazioni si aggiungono alla formazione di base e vanno gestite per ciascun operatore.
Rumore e movimentazione manuale dei bagagli
L’esposizione al rumore in rampa è tra le più elevate in ambito civile: è un rischio regolato dal Titolo VIII del D.Lgs. 81/08, che impone la valutazione dei livelli, le misure tecniche e organizzative, la fornitura e l’uso obbligatorio dei DPI uditivi e l’informazione e formazione dei lavoratori. La continuità dell’esposizione rende fondamentale che gli addetti comprendano i rischi per l’udito e usino correttamente i dispositivi forniti.
La movimentazione manuale dei bagagli e dei colli è ripetitiva, spesso in posizioni incongrue (stive basse, nastri, container) e con carichi di peso variabile: è un fattore di rischio per il rachide e per gli arti superiori, regolato dal Titolo VI del D.Lgs. 81/08, che impone valutazione, misure organizzative e specifica formazione sulle corrette tecniche di sollevamento. Questi contenuti si integrano con la formazione specifica e con la sorveglianza sanitaria affidata al medico competente.
Antincendio, primo soccorso e figure di sistema
La presenza di carburanti, mezzi, aree affollate e ambienti complessi impone una gestione strutturata delle emergenze: vanno nominati e formati gli addetti antincendio, con livello del corso (1, 2 o 3 secondo il D.M. 02/09/2021) commisurato alla valutazione del rischio incendio delle specifiche attività, e gli addetti al primo soccorso in base al gruppo dell’azienda, tenendo conto della distanza dai presidi sanitari e della possibilità di assistere passeggeri.
Sul piano organizzativo vanno individuate le figure di sistema: l’RSPP, l’RLS e i preposti. Il capo-turno o il responsabile di rampa riveste il ruolo di preposto e necessita della specifica formazione aggiuntiva, importante per la vigilanza sulle operazioni in piazzale e sull’uso corretto dei mezzi e dei DPI in un ambiente ad alta intensità operativa.
Organizzare la formazione con 123Formazione
Tenere insieme formazione lavoratori, abilitazioni ai mezzi, rumore, movimentazione manuale dei carichi, antincendio, primo soccorso e formazione dei preposti, su un organico che lavora su turni h24 e con forte stagionalità, richiede uno scadenzario ordinato: in una società di handling è facile che le scadenze si sovrappongano e che un nuovo addetto resti formato solo a metà.
Con 123Formazione puoi attivare i corsi per l’handling aeroportuale scegliendo tra aula, videoconferenza per le parti teoriche e prove pratiche dedicate, con attestati validi in tutta Italia. Possiamo aiutarti a comporre il piano formativo sulle mansioni effettivamente presenti — rampa, bagagli, mezzi, accettazione — senza percorsi superflui.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti · Vedi tutte le FAQ: FAQ Antincendio — Domande Frequenti sulla Formazione
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