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- Pubblicato
- 2 giugno 2026
- Ultimo aggiornamento
- 2 giugno 2026
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- A cura della Redazione 123Formazione
A cura della Redazione 123Formazione
Revisione: team tecnico sicurezza
Ultimo aggiornamento: 2 giugno 2026
Perché il livello di rischio è il punto di partenza
Il livello di rischio dell’attività — basso, medio o alto — è una delle informazioni più importanti per organizzare la sicurezza, perché da esso dipende la durata della formazione specifica dei lavoratori prevista dagli Accordi Stato-Regioni. La formazione dei lavoratori si compone infatti di una parte generale, uguale per tutti, e di una parte specifica la cui durata cresce con il rischio: indicativamente più breve per il rischio basso e progressivamente più lunga per medio e alto.
Sbagliare la classificazione ha conseguenze concrete: formare i lavoratori per un numero di ore inferiore a quello corretto significa non essere in regola, anche se il corso è stato fatto. Per questo capire come si determina il livello di rischio viene prima di iscrivere il personale: è il livello a dettare il percorso formativo, non il contrario.
Il punto di partenza: il codice ATECO
Il primo riferimento per orientarsi è il codice ATECO, la classificazione delle attività economiche attribuita all’azienda. Gli Accordi Stato-Regioni associano i macro-settori ATECO a una classe di rischio indicativa: alcuni settori (uffici, commercio leggero, servizi a basso rischio) tendono al rischio basso; altri (lavorazioni industriali, sanità, alcuni servizi) al rischio medio; altri ancora (costruzioni, settore estrattivo, chimico, lavorazioni pesanti) al rischio alto.
Attenzione però: il codice ATECO è un punto di partenza, non l’ultima parola. Indica la classe di rischio “di settore”, ma non fotografa la singola realtà aziendale. Due imprese con lo stesso ATECO possono avere profili di rischio diversi a seconda delle lavorazioni effettive, delle attrezzature e dell’organizzazione. Per questo l’ATECO va sempre letto insieme alla valutazione dei rischi.
ATECO e DVR a confronto: tabella concettuale
Codice ATECO — Cosa fornisce: la classe di rischio indicativa del settore (basso/medio/alto) secondo gli Accordi Stato-Regioni. Pregio: immediato e standardizzato. Limite: è generale, non considera le specificità della singola azienda. Ruolo: orientamento iniziale per stimare la durata della formazione specifica.
DVR (Documento di Valutazione dei Rischi) — Cosa fornisce: la valutazione reale e documentata dei rischi presenti nell’azienda, lavorazione per lavorazione e mansione per mansione. Pregio: aderente alla realtà concreta dell’impresa. Limite: richiede competenza tecnica e va tenuto aggiornato. Ruolo: conferma o corregge l’indicazione ATECO e fonda la classificazione effettiva.
In sintesi: l’ATECO dice “quale rischio ci si aspetta dal tuo settore”, il DVR dice “qual è davvero il rischio nella tua azienda”. La classificazione corretta nasce dall’incontro tra i due: parti dall’ATECO, verifica con il DVR.
Cosa cambia tra rischio basso, medio e alto
La differenza più tangibile riguarda la formazione specifica dei lavoratori: alla parte generale comune si aggiunge una parte specifica la cui durata sale con il livello di rischio. Un lavoratore d’ufficio (tipicamente rischio basso) segue una specifica più breve; un addetto a una lavorazione industriale (rischio medio o alto) segue una specifica più lunga, perché i rischi da affrontare sono più numerosi e gravi.
Il livello incide anche sull’impostazione complessiva della prevenzione: ad attività a rischio più elevato corrispondono in genere più rischi specifici da gestire (chimico, rumore, vibrazioni, movimentazione carichi, lavori in quota) e maggiore attenzione a sorveglianza sanitaria, DPI e figure di emergenza. Non è quindi solo questione di “ore di corso”: il livello di rischio orienta tutta l’organizzazione della sicurezza, dalla formazione alla scelta delle misure.
Il procedimento pratico per classificare la tua azienda
Un metodo operativo in tre passi. Primo: individua il tuo codice ATECO e la classe di rischio indicativa che gli Accordi Stato-Regioni vi associano (basso, medio o alto). Secondo: confronta questa indicazione con la realtà tramite la valutazione dei rischi: le lavorazioni effettive confermano il livello del settore o lo modificano? Terzo: usa il livello così determinato per impostare la durata della formazione specifica dei lavoratori e gli altri adempimenti, documentando il tutto nel DVR.
Il datore di lavoro effettua questa determinazione con la collaborazione del RSPP e, dove prevista, del medico competente. Su 123Formazione trovi il corso base per i lavoratori articolato sui diversi livelli di rischio e i percorsi per le figure della prevenzione (RSPP, preposti, dirigenti) che concorrono alla valutazione. Per approfondire puoi consultare le guide su corsi obbligatori per codice ATECO, sul DVR e sulla differenza tra formazione generale e specifica.
Domande frequenti
Chi è obbligato a fare la formazione sulla sicurezza sul lavoro?
Tutti i lavoratori dipendenti, indipendentemente dal settore e dalla dimensione aziendale, sono obbligati a seguire la formazione sulla sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs 81/08 art. 37. L’obbligo riguarda anche i lavoratori autonomi, i soci lavoratori e i collaboratori.
Quanto dura il corso di sicurezza per lavoratori?
La durata varia in base al livello di rischio dell’azienda: 8 ore per rischio basso, 12 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto. È previsto un aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni per tutti i livelli.
Cosa succede se non si fa la formazione sulla sicurezza?
Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei lavoratori rischia sanzioni penali e amministrative: arresto fino a 2 mesi o ammenda da 1.315 a 5.699 euro per ogni lavoratore non formato. In caso di infortunio, la mancata formazione aggrava la responsabilità penale.
La formazione sulla sicurezza può essere fatta online?
Sì, la parte teorica della formazione può essere erogata in modalità e-learning (FAD) secondo l’Accordo Stato-Regioni del 07/07/2016. La parte pratica deve essere svolta in presenza. I corsi online devono rispettare specifici requisiti tecnici e didattici.
Ogni quanto si rinnova la formazione sulla sicurezza?
L’aggiornamento è obbligatorio ogni 5 anni per lavoratori, preposti e dirigenti (6 ore). Per RLS l’aggiornamento è annuale (4 ore per aziende fino a 50 dipendenti, 8 ore per aziende con più di 50 dipendenti). Per addetti antincendio e primo soccorso i tempi variano.
Vedi tutte le FAQ: FAQ Sicurezza sul Lavoro — Domande Frequenti
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