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Guida alla scelta

Quanto dura il corso RSPP: tutte le durate per modulo

La durata del percorso RSPP cambia in base al ruolo, al modulo e al macrosettore di rischio. Vediamo come si compone l’impegno orario tra Modulo A, Modulo B e Modulo C, e perché incide direttamente su tempi e costi.

A cura della Redazione 123Formazione · Aggiornato il 19 giugno 2026 · Tempo di lettura 4 min

Categoria
Guida alla scelta
Pubblicato
19 giugno 2026
Ultimo aggiornamento
19 giugno 2026
Tempo di lettura
4 min (745 parole)
Autore
A cura della Redazione 123Formazione
Riferimenti normativi
Normattiva – D.Lgs. 81/2008 art. 32-34 · INAIL – Durate corsi RSPP/ASPP

A cura della Redazione 123Formazione

Revisione: team tecnico sicurezza 123Formazione

Ultimo aggiornamento: 19 giugno 2026

La durata dipende dal ruolo e dal modulo

Non esiste una durata unica del “corso RSPP” perché il percorso si compone di moduli con finalità diverse e perché il ruolo da ricoprire cambia l’impegno richiesto. RSPP e ASPP, pur condividendo alcune parti, hanno percorsi di durata differente, e il datore di lavoro che svolge direttamente le funzioni di RSPP segue un percorso ancora diverso.

Comprendere come si compone la durata complessiva è utile non solo per organizzare i tempi, ma anche per stimare i costi: più ore significano maggiore impegno d’aula, più docenza e quindi un percorso più oneroso. La durata è infatti una delle leve principali del costo.

In questa guida ricostruiamo la logica delle durate modulo per modulo, in linea con gli Accordi Stato-Regioni, senza indicare prezzi: l’obiettivo è farti capire da cosa dipende l’impegno orario del tuo percorso.

Il Modulo A: la base comune

Il Modulo A costituisce la base normativa e giuridica del percorso ed è comune sia per RSPP sia per ASPP. È il punto di partenza che fornisce il quadro generale sulla legislazione, sui soggetti del sistema di prevenzione e sui criteri di valutazione dei rischi.

Trattandosi di un modulo propedeutico, ha una durata definita e uguale per tutti i settori: rappresenta quindi la quota “fissa” di ore del percorso, su cui si innestano i moduli successivi. Una volta completato e valido, il Modulo A non deve essere ripetuto per cambiare macrosettore.

Per capire come il Modulo A si collega ai moduli successivi e a chi serve, è utile la guida dedicata ai moduli RSPP A, B e C, che ne illustra la struttura e la funzione propedeutica.

Il Modulo B e i macrosettori di rischio

Il Modulo B è la parte tecnica e di specializzazione sui rischi, ed è organizzato in un modulo comune più eventuali moduli di specializzazione per i macrosettori a rischio più elevato. È qui che la durata varia in modo significativo: settori come l’edilizia o il chimico richiedono integrazioni rispetto al modulo comune.

Questo significa che la durata complessiva del Modulo B dipende direttamente dal macrosettore ATECO in cui opera l’azienda. Due RSPP che operano in settori diversi possono quindi avere percorsi di Modulo B di durata anche molto differente, con un impatto diretto su tempi e costi.

Individuare correttamente il proprio macrosettore è essenziale per stimare la durata reale del percorso ed evitare di seguire un Modulo B inadeguato. È la variabile che più spesso fa la differenza nell’impegno orario complessivo.

Il Modulo C e il percorso del datore di lavoro RSPP

Il Modulo C completa il percorso del Responsabile (RSPP) e non è richiesto all’ASPP. Si concentra su capacità gestionali, relazionali e di comunicazione, ed è anch’esso un modulo a durata definita che si aggiunge ai precedenti per chi deve assumere il ruolo di Responsabile.

Il datore di lavoro che svolge direttamente le funzioni di RSPP segue invece un percorso a sé, la cui durata è graduata in base al livello di rischio dell’attività (basso, medio o alto). In questo caso non si parla dei moduli A, B e C, ma di un percorso specifico con durate proprie.

Distinguere tra il percorso del professionista RSPP e quello del datore di lavoro RSPP è fondamentale: confondere i due porta a stime di durata e di costo errate. La scelta del percorso corretto dipende da chi deve effettivamente ricoprire il ruolo.

Aggiornamento periodico e durata nel tempo

Oltre alla formazione iniziale, RSPP e ASPP sono soggetti a un aggiornamento periodico obbligatorio, con un monte ore da maturare entro un quinquennio. Questa componente va considerata quando si valuta l’impegno complessivo, perché la durata del percorso non si esaurisce con il corso base.

Anche il datore di lavoro RSPP ha obblighi di aggiornamento con una propria periodicità. Pianificare questi aggiornamenti per tempo evita la decadenza del ruolo e la necessità di rifare percorsi, con evidenti vantaggi sia di tempo sia di costo.

Per gestire correttamente le scadenze e capire come si distribuiscono le ore di aggiornamento, puoi consultare la guida sull’aggiornamento RSPP e ASPP, che chiarisce tempi e modalità del monte ore quinquennale.

Domande frequenti

Chi può fare l’RSPP?

L’RSPP può essere il datore di lavoro stesso (nelle aziende fino a 30 dipendenti in alcuni settori) oppure un lavoratore interno o un consulente esterno con specifici requisiti formativi. Deve aver completato i Moduli A, B e C dell’Accordo Stato-Regioni 26/01/2006.

Qual è la differenza tra RSPP e ASPP?

L’RSPP (Responsabile) coordina il Servizio di Prevenzione e Protezione ed è nominato dal datore di lavoro. L’ASPP (Addetto) supporta l’RSPP nelle attività di prevenzione. Entrambi devono seguire i Moduli A e B; solo l’RSPP deve completare anche il Modulo C.

Quanto dura la formazione RSPP?

La formazione RSPP si articola in: Modulo A (28 ore, comune a tutti i settori), Modulo B (60-68 ore, specifico per macrosettore ATECO), Modulo C (24 ore, solo per RSPP). Totale: 112-120 ore. L’aggiornamento quinquennale è di 40 ore.

Il datore di lavoro può fare l’RSPP?

Sì, il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti di RSPP nelle aziende fino a 30 dipendenti (o 200 in alcuni settori a basso rischio). Deve però seguire un corso specifico di formazione (16-48 ore a seconda del settore) e l’aggiornamento periodico.

Quali requisiti deve avere l’RSPP?

L’art. 32 del D.Lgs 81/08 richiede il possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore e la frequenza, con verifica finale, dei corsi corrispondenti ai Moduli A, B e C dell’Accordo Stato-Regioni. Sono previste alcune esenzioni per i possessori di specifiche lauree (es. classi tecnico-scientifiche) limitatamente al Modulo A. Per gli ASPP è richiesta la frequenza dei soli Moduli A e B.

Ogni quanto si aggiorna l’RSPP e l’ASPP?

L’aggiornamento è obbligatorio con cadenza quinquennale: 40 ore per l’RSPP e 20 ore per l’ASPP, ripartibili anche in più momenti nell’arco dei cinque anni. L’aggiornamento riguarda l’evoluzione normativa, l’organizzazione e gestione della sicurezza, i rischi e le tecniche di comunicazione. Il mancato aggiornamento entro la scadenza fa decadere i requisiti per svolgere il ruolo.

Vedi tutte le FAQ: FAQ RSPP e ASPP — Domande Frequenti

Riferimenti normativi

Fonti

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